Tofana di Rozes – Pilastro Costantini Apollonio

Tofana di Rozes – Pilastro Costantini Apollonio

Dettagli
Sviluppo arrampicata (m)
681
Esposizione
Sud-Est
Grado massimo
6c

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Dibona

Note
Dislivello 450+ 80 alla forcella
sviluppo 581+100 alla forcella
Tiri 21 + conserva alla forcella
ore 8-10
roccia ottima
atrezzatura :normale dotazione alpinistica
arrampicata atletica e lunga.
il più celebre itinerario della conca d'Ampezzo,capolavoro do Ettore Costantini.
lungo il canale ,percorrendo la prima cengia verso destra (est) c'è la possibilità di rientrare con delle doppie.
Descrizione

Alla base della parete individuare uno strano “Stupa” traiangolare in cemento con abbandonati vecchi cordini e scarpe spaiate. Faccia a monte andare a destra e salire sulla cengia, dirigersi ora a sinistra, un “friend” incastrato segna il primo tiro vero e proprio.

L1. Cengia basale I;
L2. Salire il lato sinistro del pilastro con ottime prese e roccia solida,V;
L3. Decisi a destra il placca appoggiata fino a fittone cementato, V;
L4. Piccolo traverso e poi lambire i tetti con passi delicati,VI-;
L5. Ora la fessura che si intuiva guardando la parete si sviluppa in tutta la sua lunghezza, V+;
L6. Più facile, IV+, sempre in fessura;
L7. Piccolo strapiombo con vecchio cuneo,VI-;
L8. Si giunge alla prima cengia, si piega a sinistra lambendo il bordo di una cupa voragine, IV;
L9. Si sale una pareti a risalti che conduce alla base del tetto, V;
L10. Breve tetto, cordoni usurati nei punti di aiuto,VII+/A0;
L11. La fessura si fa esile e superficiale, molto tecnica e gradevole da salire, VI-;
L12. Come sopra ma più intenso per giungere a scomoda sosta, VI;
L13. Tetto aggettante segnato da netta fessura, curiosa sbarra di ferro infissa come protezione che sostiene logori cordoni, VII;
L14. La grotta detta anche “schiena di mulo”, infida e gocciolante (escluso periodi secchi), progressione faticosa con cordoni fradici e vecchi cunei di supporto, VI+/A0;
L15. Diedrino rilassante, IV;
L16. Bel diedro camino con clessidre,V+;
L17. Ancora diedro camino superabile in uscita a destra, IV o a sinistra VI;
L18. Facili roccette ma riguardo per il movimento di sassi, IV;
L19. Si inizia a traversare al meglio verso sinistra per uscire dalla parete, III;
L20. Ancora verso sinistra dove la parete degrada, III+;
L21. Poco più che camminando sino alla forcella, IIV

DISCESA
scendere per traccie di sentiero sul facile versante est
superare 100 metri di sentiero esposto e scendere al rifugio Giussani 40 minuti
per setiero gigantesco si torna alla macchina.

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umbertobado
05.07.2020
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