- Accesso stradale
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Osservazioni tecniche già ben descritte e sintetizzate da Tiziana. Aggiungo qualche info di dettaglio:
Parcheggio: piazzola comoda sulla dx appena oltrepassati il ponte (ponte romanico a dx della strada) e la stradina di ingresso a Chiara (in alto cabina Enel in vista).
Sulla mulattiera da Chiara (imboccata appena oltre la borgata) per il sentiero della transumanza, trascurare il bivio per il giro dei cantoni e volgere a dx; non ci sono paline in questo tratto dell’itinerario ma si trovano delle frecce in vernice gialla ogni tanto.
Come detto, in buono stato anche il tratto Alpe Miassa – Alpe Tonfrà, due baite in quest’ultimo alpeggio sono utilizzate e si prosegue bene fino alla quota 2080 circa, dove la traccia termina nei pressi di un rio. Da qui parte l’unica frazione del percorso veramente fuori sentiero, di circa 150 m di dsl fino all’Alpe Solanger della Finestra. Siamo salite più o meno in direzione N senza passare il piccolo corso d’acqua ma senza discostarcene molto, dapprima verso uno spuntone roccioso per poi traversare su terreno meno pendente, sempre accanto al rio sino a veder comparire sulla sx l’Alpe Solanger della Finestra.
Sorprendentemente marcata e consistente la traccia di capre che origina dall’Alpe Solanger per condurre alla cresta e poi mantenersi leggermente al di sotto di questa, un po’ più stretta. Per raggiungere la vetta si costeggia la cresta, poi si passa una anticima, si ridiscende per pochi metri e si risale infine alla cima.
Molta erba olina, foltissima, che nei tratti più ripidi abbiamo “affrontato” ramponi ai piedi: una meraviglia! Sentieri qua e là attraversati dall’acqua di qualche sorgente o ruscelletto e già un po’ “fogliati” nel tratto di bosco.
Al rientro, da Cappia abbiamo preferito riportarci all’auto scendendo sulla carrozzabile essendo ormai l’ora del tramonto, non si allunga di molto.
Indispensabile ottima visibilità, molto, molto utili Carta della Valchiusella n. 3 – MU edizioni e GPS.
Con Tiziana, al settimo cielo per questa altra giornatona trascorsa nella “nostra” amata Valchiusella. Sua l’idea del Bec delle Steje, che le ho solo riportato alla memoria, quando già sembrava troppo avanti la stagione per una gita così. Il tempo di salita è di certo condizionato dalla mia lentezza ma corrisponde a quanto indicato da Antonicelli nel libro citato nell’itinerario.
Grazie agli apripista Blin1950 e francoc59 per la proposta di queste escursioni in zone davvero poco frequentate, ottima la relazione dell’itinerario.
Se per annagarelli è la Val Maira il magico luogo del cuore, per me e penso anche per Tiziana, di certo è la Valchiusella in giornate così, limpide e soleggiate, con un lungo tramonto da mese di settembre a spegnersi lentamente sulla sagoma del Monte Marzo.