- Accesso stradale
- Parcheggiato a Buzen Superiore sulla strada per Colletto Bossola
Partiti da Buzen Superiore q. 1250 e seguito l’itinerario qui descritto da Blin1950 che saluto. Il sentiero che inizia dalle baite Moriondo è abbastanza visibile anche se un po’ disagevole, il passaggio obbligato è ben segnalato e facile. Dall’Alpe Cantello Grande abbiamo proseguito verso l’Alpe Lavassey, per poi reperire una traccia che si stacca a dx, subito abbastanza evidente poi più labile, e salire verso il colle Loetto raggiungendo l’Alpe Madleine q. 1768. Continuando all’incirca in direzione nord-ovest e cercando di evitare le zone a più alta concentrazione di rododendri e di passare le pietraie nei punti meno ostici, abbiamo toccato i ruderi dell’Alpe Cit Pero q. 1968 e da qui l’Alpe Munt. (Questi 400 m. di dsl mi hanno ricordato che da tempo non facevo gite fuori sentiero e dunque era ora che rimediassi!) All’alpe Munt la traccia di sentiero che scende a sx è ben segnalata da un ometto, ancora un po’ di neve residuo di valanga nella conca sottostante la barriera rocciosa del Gran Munt, che abbiamo attraversato tenendoci più o meno a q. 2090-2100 ed evitando dove possibile la neve che, tuttavia, non sfondava più di tanto. Un po’ di attenzione nella parte finale dell’attraversamento su erba e piccole placche rocciose bagnate per l’acqua di fusione. Risalito il ripido pendio erboso spostandoci progressivamente a sx e arrivando alla dorsale nei pressi di ruderi di baite (q. 2270 circa). Da qui ci siamo portati in cresta a est del colletto fra le due cime La Rubbia salendo subito alla Cima La Rubbia (Lasrubbia, sulla Guida CAI-TCI), un po’ di neve sul tratto finale di cresta che non crea problemi. Ridiscesi alla base della Cima La Rubbia abbiamo proseguito fino alla Cima Occidentale mantenendoci poco sotto la cresta (erba olina qua e là intrisa d’acqua per neve sciolta).
Il canale di accesso all’intaglio fra Gran Munt e La Rubbia è parzialmente innevato ma si sale bene tenendosi sulla dx. E’ stato tracciato e bollinato (tacche di vernice gialla e frecce in legno rosse) un “nuovo” sentiero per il Monte Lion, utilizzando in parte mulattiere e percorsi esistenti (indicati sulla cartina MU n. 3), con partenza dal colletto Bossola o alternativamente da Buzen Superiore: lo abbiamo seguito per un tratto in discesa, all’Alpe Laser si perde un po’ perché le mucche non sono ancora salite e l’erba trionfa, e successivamente non è evidente dove si stacchi il ramo di sentiero che termina a Buzen Superiore. Non volendo scendere fino al colletto Bossola abbiamo quindi tagliato per prati puntando alla strada e alle case di Buzen.
Meteo e temperatura ideali per escursioni in questa splendida valle, il vento freddo, in aumento dal pomeriggio, ci ha tenuto compagnia senza mai essere insopportabile: solo un po’ di timore quando dall’intaglio fra La Rubbia e Gran Munt si è affacciato un nuvolone nero e minaccioso che fortunatamente si è spostato a sud. Dalle cime, le vedute sui 4000 valdostani erano limitate dalla bufera, ma vedersi sfilare nitidamente davanti agli occhi le punte della Valchiusella e della Valle Sacra è stato veramente entusiasmante, così come il ritorno sulla verdissima dorsale del Lion punteggiata di fiori multicolori piegati dal vento. Gita di grande soddisfazione per ambiente e varietà del percorso affrontato, quasi un mini-viaggio anche se non lontano da casa. Unico piccolo rammarico: l’aver trovato abbattuta la croce di vetta del Lion.
Con Vittorio, che ringrazio per aver accettato di buon grado di salire fra queste montagne un po’ selvatiche e per aver calibrato il suo passo alla mia lenta andatura.