Redessau (Monte) cresta S/SE e traversata con discesa cresta SO

Redessau (Monte) cresta S/SE e traversata con discesa cresta SO

Dettagli
Dislivello (m)
1400
Quota partenza (m)
1876
Quota vetta/quota (m)
3253
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
PD+

Località di partenza Punti d'appoggio
Bivacco Luca Reboulaz

Avvicinamento
Da Nus si risale per intero la valle laterale di S.Barthelemy fino all'abitato di Lignan. Tre km a monte in localita' Porliod, prima del divieto in piccoli spazi ricavati per parcheggiare, si lascia l'auto.
Note
Montagna d'aspetto simile a un vascello dalle forme regolari. Consta di due punte che si innalzano ai due estremi della cresta che le unisce. la Nord ovest quella posta a sx, se la si osserva da sud, costituisce il punto culminante. La via più consigliata è la cresta S-SO alla Punta SE, con traversata per cresta alla Punta NO e discesa per cresta sempre S-SO anche in questo caso, al Col Redessau con rientro al Bivacco all'interno del medesimo vallone di salita.
Descrizione

Da Porliod seguendo la poderale si risale buone parte dell’ormai alta valle di S.Barthelemy fino all’alpe Praterier 2060 m dove termina, divenendo poi sentiero. Seguirlo badando alle indicazioni per il bivacco Reboulaz (paline gialle segnavia in corrispondenza di ogni bivio che si incontri), sin sul fondo del vallone . Con ampie svolte via via sempre più ripide, il sentiero sfiora le alpe Crottes 2389 m, supera una balza più ripida ancora, piega a sx sino a sfociare in un ampia radura pascoliva al centro della quale, poco distante dal lago cosiddetto di Luseney, su un dosso morenico è posto il Bivacco Reboulaz 2582 m 3-3h30′).
Si risale con percorso dapprima elementare passando dall’alpe Luseney, sfruttando per un buon tratto il sentiero che sale al Colle di Livournea. Lo si abbandonera’ attorno ai 2600m di quota per dirigersi verso la Punta sud.est del M. Redessau, attraverso una larga conca detritica. Si supera una pietraia oltre la quale si entra piegando poi a dx in un valloncello alla base del monte in oggetto. Risalirlo per intero fino ad una spianata con laghetto 3034 m annesso, che si lascia sulla dx. In breve si perviene alla base della cresta che origina da un piccolo intaglio detto Col di Praterier (2 h dal bivacco). Cresta che si risale sulla sx dapprima facile, fino alla base del primo salto vero e proprio della cresta medesima. Una bella paretina iniziale, poi tratto facile. Si supera un camino un po’ più difficile, o diedro canale (III+), con bella arrampicata in opposizione. La cresta sul finale, presenta un caratteristico foro e un enorme masso sporgente (1ch.) Foro che consente passandovi dentro, di raggiungere la cima in maniera più diretta ( consigliabile). Oppure volendo evitare il foro, attraversare dalla nicchia tre metri a dx sotto la parete strapiombante, per poi salire alla vetta. E ‘ pero’ piu’ originale entrare nel foro da questa specie di caratteristico e curioso pozzo-camino dall’uscita stretta, e ritrovarsi l’attimo dopo in vetta. (1 h dal Colle Praterier). Dalla punta SE 3237 m ora raggiunta, scendere sul filo della cresta. Ci si abbassa sul versante sud.ovest per aggirare un torrione seguendo una cengia. Si evita il risalto immediatamente successivo, scendendo invece sul versante nord-est. Si ritorna sul filo per proseguire con arrampicata aerea il rimanente della cresta all’ormai vicina punta nord-ovest, di soli 16 mt piu’ alta. Oppure aggirare se e’ il caso tutte le difficoltà per una comoda cengia che attraversa per intero poco sotto il filo di cresta stesso, tutto il versante sud.ovest (1 h). Dal punto culminante 3253 m anch’esso raggiunto, si stacca verso sud-ovest una cresta che scende al colle di Redessau 3050 m. Seguirla dapprima facile fino sul sommo di un primo salto, che si scende in disarrampicata mantenendo il filo sulla dx (passi di II+). (Esiste la possibilità di attrezzare una doppia di una 15 m con fettuccia attorno a spuntone). Segue un tratto facile fin sull’orlo del secondo e ultimo salto, dal quale poco sotto si intravvede il colle ormai vicinissimo. Più breve e meno difficile del precedente, ma che richiede tuttavia di fare attenzione data l’esposizione (1 h). Per un canale detritico sottostante il colle, si fa rientro ricongiungendosi all’itinerario di salita al bivacco, e alla base in giornata stessa.

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Storico:
I primi salitori sono sconosciuti, La prima ascensione di cui si ha notizia è di Owen Glynne Jones, C.D. e W.G. Monro, con le guide Antoine Bovier e Pierre Gaspoz, il 23 agosto 1892, dal Col Chavacour per la cresta est sud-est, i quali trovarono già un ometto di ignoti sulla vetta.
Cartografia:
IGC scala 1:30.000 La Valpelline
Bibliografia:
Guida dei Monti d'Italia Alpi Pennine vol. II
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