- Accesso stradale
- Nessun problema, parcheggio spazioso.
Saliti in due. Confermiamo l’ottima segnalazione di questo percorso bello e vario dall’inizio fino al colle del Lupo.
Solo, attenzione: poco sopra il bivacco, a quota 2670 ca, su un magro pascolo quasi in piano bisogna girare a sinistra sull’erba e non proseguire diritto lungo la marcata traccia terrosa. La “virata” è sì segnata dalle tacche biancorosse (a qualche metro di distanza) e su un masso poco sopra è “disegnata” una freccia di ciottoli, ma è possibile non vederle col sole in faccia. Del resto, proseguendo diritto ci si accorge subito che le tacche non ci sono più (come è capitato a noi) e si torna indietro a cercarle. In ogni caso, abbiamo marcato con un po’ di pietre aggiuntive il punto di svolta.
Dal colle del Lupo abbiamo seguito la traccia che passa in buona parte sotto il filo di cresta (ometti e/o fondo terroso).
In discesa siamo tornati nel vallone senza percorrere la cresta, calando direttamente sugli agevoli sfasciumi sotto vetta (tracce).
Partiti poco dopo le 7.30, arrivati a mezzogiorno in cima, dove abbiamo incontrato (anche perché ci ha superato di buon passo fin dai dintorni del bivacco) solo un’altra coppia di escursionisti. Numerosi, invece, quelli in cammino nel tratto dal parcheggio al bivacco.