- Accesso stradale
- Strada aperta finché non nevica
- Condizioni ghiaccio
- In disfacimento
- Tipo ghiaccio
- Plastico
- Quota neve m
- 2200
- Traccia GPX
- Salita e discesa da Berg. Barnass
Partiti dalla berg. Barnass, si allunga di 100m in salita ma almeno poi si scende comodi col sentiero del Cibrario. Abbiamo fatto i 2 facili saltini sotto al primo tirone per aspettare che si sfoltisse la coda, ma visto che non si è mossa di 1mm abbiamo poi optato per salire la variante di dx (forse anche meglio formata e che ci ha permesso di essere poi la terza cordata in salita). Noi siamo saliti in 6 tironi lunghi con tanta conserva in mezzo, spesse volte finito il tiro conviene proseguire senza recuperare il secondo che sale in conserva. In questo modo la salita è lunga ma passa abbastanza in fretta. In queste condizioni di neve praticamente assente i trasferimenti sono un po’ noiosi perché su ghiaccio e si cammina male. Nella prima parte i trasferimenti sono abbastanza bucati e bisogna fare occhio a non finire in qualche tumpi, nella parte alta invece i trasferimenti sono tranquilli ma i tiri sono bucati e con grande flusso sotto. Specialmente l’ultimo grande salto di 130m (quello ben visibile già da Usseglio, che è sicuramente il tratto più scenografico e caratteristico della salita) è in condizioni molto precarie: noi siamo saliti tutto sulla sx per poi traversare verso dx in alto, ghiaccio plastico e anche bello da scalare ma grande flusso sotto, un po’ psycho da vedere. Le numerose cordate dietro hanno optato per evitarlo uscendo prima a sx (unica via di fuga sulla cascata). L’ultimissimo tiretto (quello che finisce sul ponticello del sentiero) era una cascata in piena. Scesi dal sentiero del Cibrario, lunghetto (4km) ma comodo, neve non fastidiosa e un solo canalone con ghiaccio da attraversare con attenzione.
Venerdì tornando da scalare in zona Malciussia la vediamo e rimaniamo abbagliati, andiamo a vederla e a fotografarla dal park e decidiamo di tornare appena possibile: incredibile come sia peggiorata in 2 giorni! Personalmente non la consiglierei più (soprattutto tenendo conto che in queste condizioni è consigliabile evitare il tratto più bello della salita), ma se torna il freddo è assolutamente meritevole come salita, soprattutto per l’ambiente austero e monumentale di questo enorme torrente ghiacciato.
Un saluto a Valentina, Gian e amici davanti a noi che ci hanno “aperto” la strada e in 4 non hanno staccato mezzo pezzo di ghiaccio, gente che è un piacere veder scalare!