Pania di Confino – Sasso Rosso C’è poco da ridere

Pania di Confino – Sasso Rosso C’è poco da ridere

Dettagli
Sviluppo arrampicata (m)
260
Esposizione
Nord-Ovest
Grado massimo
7a
Difficoltà obbligatoria
6c

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Si arriva all’attacco della via in discesa. Dall’ampio parcheggio si individua a destra (non andare verso la collinetta oltre il piccolo campo di calcio) una recinzione che si scavalca scendendo per segni di passaggio su un prato inclinato fino a trovare l’inizio di un canale in secca.
Lo si segue (primo punto di riferimento, la carcassa di un auto) fino ad incontrare una flebile traccia che taglia il bosco senza perdere troppa quota.
Percorrere la base della parete oltrepassando una grotta naturale ed una prima via a spit individure l'evidente diedro senza alcuna protezione visibile al suo interno.
Note
Bellissima e severa via, senza dubbio la più interessante in questo stile in Appennino ed Apuane.
Serve comunque una bella sicurezza nel porre le protezioni su difficoltà medio alte.
La roccia è nel complesso solida, impone la consueta cautela che non deve mai mancare in queste zone.

Occorrono due serie di friends, una completa fino al 4 BD ed una di repliche fino al 2 BD, inoltre almeno 2 o 3 TCU o C3.
Martello e chiodi solo per eventuali imprevisti o per rinforzare le soste.
Descrizione

L1. Fessura verticale da proteggere interamente, poi traversare a destra. Qui per i pragmatici si incrocia una via a spit che muore poco più in alto, si può comunque approfittare di un paio di tasselli per raggiungere la sosta. Oppure gli inflessibili continueranno per la fessura con uno strapiombo da proteggere a micro friend,6c+/7 a;

L2. Dalla sosta sotto un piccolo tetto si sale subito a sinistra, ignorando una vecchia linea con cunei in legno a destra, fino all’ingresso della parte aggettante del diedro, molto bello ed impegnativo, da proteggere con cura, poi entrare nella placa che conduce alla sosta 6c;

L3. Breve tiro di raccordo si roccia precaria fino alla base di un nuovo diedro, V;

L4. Senza inoltrarsi nel diedro nel quale si scorgono vecchi chiodi prendere la sottile fessura a destra, va protetta fino a dove si esaurisce. Qui a destra con un bel passo in placca, chiodo, e poi in verticale verso la sosta, 6a (per chi ha un buon allungo);

L5. Si vedono due tetti, ignorare quello di sinistra. Difficile passo di boulder per raggiungere il primo chiodo, il successivo è nascosto a destra, poi puntare allo strapiombo sempre alla destra dell’albero, 7a. Non è chiaro dove sia la sosta, infatti…

…abbiamo concatenato:

L6. La lunghezza del “diedro muschioso”, da proteggere, fino al primo albero solido, 6b;

L7. Fine delle difficoltà. Si sale per balze, prima a sinistra e poi a destra, fino alla cresta, ovviamente il secondo vi seguirà a corda tesa a meno che non vogliate fare una sosta intermedia.

Rientro:
Dato che si è persa quota per andare all’attacco ora resta solo da finire di salire la cresta, entrare nella pietraia rossa e cercare il sentiero che in breve porta al campetto di calcio ed al parcheggio.

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pardes_18
20/07/2013
7 anni fa
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