Nona (Becca di) Cresta Nord – Via Cretier

Nona (Becca di) Cresta Nord – Via Cretier
La gita
abo
06/08/2020
Accesso stradale
Divieto al bivio di St. Salò.

Sentiero 15 evidente fino al bivio per l’A. Morion e poi gran fucilata su pendii ripidi fino al colletto a sx della Dent (per fortuna oggi tutto secco, altrimenti dev’essere un calvario), da lì traversando alla sua base si raggiunge il colletto di partenza della cresta.
Provo a fare un minimo di chiarezza, perché leggendo alcune relazioni precedenti non mi sono molto trovato: il filo di cresta spartiacque (quello a monte del colletto) NON è la via Cretier ma una variante più “moderna” (e il grado D+ non è solo in caso di bagnato ma sempre..), per la Cretier ci si sposta a sx su cengia, si supera un grottino e quindi si raggiunge il filo di uno sperone (NNE). Ancora più a sx (NE) corre lo sperone della variante facile (AD+, non visibile dal colletto di partenza).
Noi abbiamo trigato un po’ facendo confusione tra i vari speroni, attaccando quello spittato e poi traversando a sx fino a prendere la “vera” Cretier. Dopo aver percorso 2 tiri (passi di IV, 1ch.) abbiamo raggiunto una sosta a cordone su clessidra artificiale e con un ulteriore tiro (un muretto verticale inciso da fessura sul IV+) e un traverso delicato su placca abbiamo raggiunto la parete biancastra del primo dente (indicato come Gendarme nella foto di summitpost). A questo punto ci è sorto il dubbio: ci siamo inavvertitamente volati la placca di V- o l’abbiamo passata senza rendercene conto? Boh…
La scalata dei Gendarmes si è rivelata la parte più interessante della salita: il primo si sale grazie ad una fessura leggermente strapiombante ascendente da dx a sx (1 fix, direi sul V°, sostituito il vecchio cordone sfilacciato in cima) e il secondo lungo una bella placca (passetto iniziale sul V-, 1 fix in alto, sosta da attrezzare). Facile la salita della Tour, la Pouce si sale e si scende su roccia delicata, il successivo torrione presenta un ch. in partenza e poi un passo di III+. L’ultimo risalto si vince prima leggermente sulla dx tramite una bella fessura e poi con un ultimo risalto di roccia marcia.
Avendo perso tempo nella parte bassa, dai gendarmes (affrontati in scarpette) in poi abbiamo proseguito sempre in conserva (da corta a protetta) ma occorre fare attenzione alla roccia.
Come già detto da qualcuno, le difficoltà della parte alta (dai gendarmes alla Tour) possono essere evitati sulla sx.. se poi si sale dal sentiero si può evitare anche di portare l’imbrago.
Discesa facile e veloce dalla normale, oggi poco frequentata.
Materiale utilizzato: corda da 60m, nut, friend dal #0.3 al #1 BD, 3 cordoni, 5 rinvii, martello (pressoché inutile).
Roccia: benché si tratti dello stesso micascisto (con intercalazioni di gneiss minuti e metabasiti) della Carisey al Mars la qualità è nettamente inferiore e nella parte alta bisogna fare molta attenzione a ciò che si tocca.

Ci tenevamo a percorrere questa cresta soprattutto per la fama del primo salitore, ma personalmente sono rimasto un po’ deluso, forse complice anche l’aspettativa di una roccia di qualità migliore.
Panorama senza senso, si vede mezzo universo.
Con Piotta.

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