Mutt (Corno) da Riale per il Rifugio Maria Luisa

Mutt (Corno) da Riale per il Rifugio Maria Luisa

Dettagli
Dislivello (m)
1052
Quota partenza (m)
1730
Quota vetta/quota (m)
2782
Esposizione
Varie
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
G20, G28, G28A e qualche raro ometto

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Maria Luisa m. 2160. www.rifugiomarialuisa.it - tel. 0324 63086

Avvicinamento
da Gravellona Toce, si segue la superstrada del Sempione (SS33) fino a Crevoladossola, dove si prende l’uscita per Crodo e la Val Formazza. Si segue ora la SS659 superando in successione i centri abitati di Roledo, Crodo e Baceno, dove si trascura a sinistra la diramazione che porta all’Alpe Devero, e si prosegue a destra toccando Premia, Piedilago, Foppiano, Chiesa e più in alto Valdo e Canza, dove la strada sale dapprima con alcune gallerie e una fitta serie di tornanti fino a raggiungere la conca dove scende la cascata del Toce, località nota come La Frua. Si procede ancora verso Riale (testata della valle) fino a raggiungere un ampio pianoro con grandi possibilità di parcheggio, dove si lasciano le auto. (80 km da Gravellona Toce).
Note
uona parte dell’itinerario di salita si svolge su sentiero, tranne la parte alta, dove va risalito un ripido pendio erboso e detritico, dove ci sono solamente alcune vaghe tracce di passaggio e qualche raro ometto, il tratto finale presenta una fascia di facili roccette, ripide ma non problematiche (possono essere aggirate a destra per una specie di cengia erbosa. La parte superiore di questo itinerario richiede condizioni di buona visibilità per individuare il percorso corretto e più agevole, che va cercato, in quanto non è molto evidente. In presenza di neve l’itinerario diventa più impegnativo ed è valutabile F.
Descrizione

Dal parcheggio di Riale, si segue inizialmente la strada sterrata che sale verso il Passo di San Giacomo, abbandonandola dopo alcuni tornanti per imboccare il sentiero segnalato con segnavia G20 (che tagliando decisamente la strada, con percorso abbastanza diretto, prende rapidamente quota) che porta nuovamente a raggiungere la strada nei pressi di un tornante, dove diventa pianeggiante, a quota 2050 m, non lontano dall’Alpe Toggia. Seguendo la pianeggiante strada sterrata in breve si raggiunge il Rifugio Maria Luisa m. 2160 (ottimo punto d’appoggio per diverse salite in zona, tra le quali la via normale italiana al Monte Basodino).

Dal rifugio, si prosegue brevemente lungo la strada sterrata fino al primo tornante, dove occorre volgere a sinistra (segnavia rossi e cartello indicatore per la Punta Valrossa, segnavia G28) entrando nella Valrossa. Il sentiero risale la parte destra del vallone, toccando in breve la spianata erbosa dove è ubicata la Baita Darioli m. 2235.

Oltrepassata la baita, il sentiero supera un avvallamento erboso e poi riprende a salire a destra del Rio Rotental, con una serie di serpentine, supera una strettoia e raggiunge l’inizio di una valletta, dove si attraversa il rio e ci si porta a sinistra. Arrivati nei pressi di un bivio (presente una palina segnaletica con indicazioni per il Lago Brunni, segnavia G28A) si abbandona il sentiero principale che si inoltra nell’anfiteatro compreso tra la Punta di Elgio (a destra) e la Punta Valrossa (a sinistra).

Si piega a sinistra, traversando il Rio Rotental, salendo inizialmente su terreno pianeggiante, per salire gradualmente con varie serpentine fino a raggiungere uno spallone erboso posto di fronte al Corno Mutt. Si prosegue salendo a sinistra per dossi erbosi fino a raggiungere la conca posta tra il Corno Brunni (a sinistra) ed il Corno Mutt (a destra). Si tralascia il sentiero segnalato (che porta al Lago Brunni) e si scende di pochi metri in un invaso, dove a volte è presente un piccolo laghetto.

Si individua una labile traccia che sale a destra per una ripida china erbosa sul versante SO del Corno Mutt, che più in alto diventa detritica. Sempre su terreno ripido e in qualche tratto malagevole si sale con percorso diretto verso le roccette che sostengono la vetta.

Arrivati sotto la fascia rocciosa, si piega a destra e si risalgono le ripide ma non difficili roccette (passi di I e qualche metro di II evitabile) che portano direttamente in cima, dove si trova solo un piccolo e semplice ometto di pietre. Volendo evitare il tratto finale delle roccette, c’è una cengia diagonale che sale a destra e poi su erba e pietrame ripidi (senza difficoltà) conduce in vetta.

In discesa non rimane che seguire a ritroso lo stesso itinerario di salita.

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Cartografia:
Geo4map foglio 11 – Val Formazza Nord-Est Val Bavona e Val Maggia – scala 1:25000
ste_6962
07/10/2020
2 mesi fa
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