Viste le previsioni per i prossimi giorni, felice di aver colto quella che probabilmente è l’ultima occasione della stagione per salire la Levanna Occidentale in assetto escursionistico.
La salita al Colle del Carro non è da paragonarsi a quella da L’Ecot al Refuge du Carrò (che avviene su buon sentiero). Tutto l’itinerario si svolge prevalentemente su pietraia, con poche concessioni alle zone erbose e soltanto nella parte iniziale. Risulta perciò molto faticoso, scomodo e poco vario, con frequenti saliscendi, adatto a escursionisti allenati e amanti dei macereti. Una volta abbandonato il sentiero che dal Colle del Carro scende al rifugio (quota 3020), si procede a vista, senz’altro riferimento che la caratteristica piattaforma aggettante della montagna (problematico quindi in caso di nebbia). Il grado di difficoltà può facilmente salire, come evidenziato nelle note alla descrizione, con condizioni diverse da quelle ottimali di oggi.
Ancora qualche nevaio sul percorso per il Colle del Carro (da quota 2650 circa, ma il tratto con le corde fisse ora è completamente sgombro) e nella traversata della conca glaciale. Il bordo del ghiacciaio di Derriere Les Lacs che si risale per raggiungere la cresta O della Levanna (sulla quale si sbuca a quota 3300 circa, immettendosi nella via normale da l’Ecot) è attualmente ben ricoperto di neve, piuttosto dura la mattina (pendio in ombra, ramponi utili). Un po’ di attenzione nella zona del ghiacciaio, le pietre nascondono ghiaccio vivo qua e là. Creste di accesso alla vetta asciutte e pulite: si può deviare a dx verso la cima tenendosi poco sotto il filo nei pressi della congiunzione fra le due creste.
Meteo ideale, cielo blu cobalto, ottima visibilità, vento debole, temperatura fresca ma non fredda, qualche innocuo cumulo sul versante francese e verso le Valli di Lanzo, mai preoccupante. Un grande regalo, per lasciar scorrere lo sguardo sulla Valle Orco e poterne apprezzare ogni rilievo. Panorami quindi strepitosi, nitidissima anche la lontana Barre des Ecrins, sorprendente la tavolozza dei colori dei laghi glaciali (dal verde acqua al turchese intenso).
Con Tiziana e Stefano, Mauro, Giuseppe, Beppe, Franco, Corrado.