Leitosa Primo (Gias) da Forno Alpi Graie

Leitosa Primo (Gias) da Forno Alpi Graie

Dettagli
Dislivello (m)
600
Quota partenza (m)
1219
Quota vetta/quota (m)
1819
Esposizione
Ovest
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio
Albergo Savoia - Forno Alpi Graie

Note
Il versante destro idrografico del basso Vallone di Sea è interessato da tre bacini sospesi di origine glaciale, selvaggi e austeri. Aggrappati al roccioso e tormentato versante nordovest della Cima di Leitosa 2870 m e delle sue irte creste, essi sono il regno dei camosci e di pochissimi alpinisti e scalatori. Ma un tempo essi furono luogo di pascolo, seppur magro, di capre e rare mucche e, ogni giovedì, fino agli anni '50, il margaro scendeva a valle percorrendo uno scabro sentiero sospeso sulle pareti di Sea. Oggi, con un pò d'attenzione, è ancora possibile ripercorrere quelle tracce, riscoprendo nel tragitto anche i segni di una visionaria esplorazione alpinistica avvenuta nel corso degli anni '80.
Descrizione

Da Forno Alpi Graie superare il ponte sul Torrente Gura e seguire la sterrata fino al ponte di legno sul Torrente Sea. Lasciare l’auto, superare il ponte e seguire la pista o la scalinata d’accesso al Santuario. Raggiungerlo e, di fronte alla facciata della chiesa, rimontare la scalinata di fianco al vecchio alloggio dei monaci (un tempo cacciatori di vipere). Uscire dal cancelletto della cinta (richiudendolo) e salire nel bosco di faggi seguendo ometti, bollini rossi sbiaditi e bande di plastica. portarsi sul roccione che sovrasta il Santuario e poi proseguere nel boschetto di betulle in salita (ometti), piegando dopo un centinaio di metri a destra e guadagnando un evidente pietraia. Di nuovo in salita per una trentina di metri per poi prestare attenzione alla traccia che taglia a destra tra i ginepri(non seguire la pista di camosci che sale diritta!). In breve, in leggera discesa, guadagnare la base del secondo salto della “Cascata del Mulinello”, dove occorre scavalcare alcuni massi di crollo. Risalire la sponda opposta e percorrere una buona traccia orizzontale, tra maggiociondoli e betulle. Toccare una parete di roccia sempre umida e poi, dopo un tratto in cui bisogna passare tra arbusti, attraversare una frana ora assestata. Seguire ancora la traccia, generalmente buona ma con tratti sdrucciolevoli, fino a uno spalto panoramico sul vallone, alla base della “Parete dello Scudo stellare”. Guadagnare una cengia erosa da un crollo, prestando molta attenzione poichè il salto sottostante è notevole, e portarsi nel canale detritico-valanghivo che si apre tra il “Portale degli Elfi” e la “Paretina del Nano” (masso con scritta di vernice e bollini rossi). Risalire la cengia rampa sotto la seconda parete tra ontani e rocce, portandosi su alcune placche affioranti (cautela). In questo punto si è all’ingresso del Primo Vallone di Leitosa e si sovrasta l’orrida spaccatura in cui si forma la cascata “Sputa spettro gully”, a destra della “Parete degli Hobbit”. Piegare a sinistra e salire un costone erboso in direzione del fondo del vallone (ometti e bollini rossi), quindi puntare al meglio in direzione delle rocce a sinistra della Cresta della Cittadella, contro le quali sono addossate le austere costruzioni del Gias leitosa primo (ore 1,50 da Forno A.G.)

Variante di discesa: gli amanti dell’avventura, una volta giunti a ritroso nel canale tra il “Portale degli Elfi” e la “Paretina del Nano”
(masso con scritta Forno), possono scendere direttamente da detto canale. Occorre molta cautela. Scendere il primo tratto sulla sinistra (guardando verso valle) e facendo attenzione ai numerosi blocchi instabili. Raggiungere i due giganteschi massi che ostruiscono l’incisione e, a sinistra, contornare quello più grande strisciando sotto di esso (passaggio dei cacciatori). Ritornare nel canale ora più ripido e, al meglio, scendere tra blocchi poco stabili fino a quando si può “scappare” verso la pietraia sul fianco del celebre “Masso di Nosferatu”. Di qui seguire gli ometti sulla pietraia e raggiungere il torrente sul fondo del Vallone di Sea. Affrontare il guado (difficile con il torrente in piena) e guadagnare la strada sterrata che riporta verso Forno e al bivio con la diramazione per il Santuario.

Proponi una modifica all'itinerario
scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
IGC serie Monti 103
Bibliografia:
Tra il Classico e il Moderno - Blatto, Bosticco, Rosa
block65
14.11.2010
10 anni fa

Condizioni

Link copiato