Gastaldi, Cibrario, Ca’ d’Asti (Rifugi) traversata delle Valli di Lanzo e salita al Rocciamelone (4/5 gg)

Gastaldi, Cibrario, Ca’ d’Asti (Rifugi) traversata delle Valli di Lanzo e salita al Rocciamelone (4/5 gg)

Dettagli
Dislivello (m)
6000
Quota partenza (m)
1350
Quota vetta/quota (m)
3538
Esposizione
Nord
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugi Città di Ciriè, Gastaldi, Cibrario, Ca' d'Asti, Ravetto, Vulpot

Note
Trekking di 5 giorni alla scoperta delle alte Valli di Lanzo.
Per il ritorno da Malciaussia e Forno Alpi Graie occorre avere predisposto una seconda auto, oppure autostop+mezzi pubblici da Usseglio a Forno Alpi Graie.
Descrizione

1° giorno: Forno Alpi Graie – Pian della Mussa – Rifugio Gastaldi
partenza da Forno Alpi Graie 1219 m poi a sinistra per il vallone di Sea fino a Alpe di Sea, prendere il bivio poco marcato a sinistra verso il Ghicet di Sea, seguire i bolli rossi fino al letto secco di un torrente attraversare a sinistra dove rododendri formano una vera e propria selva amazzonica che sale decisamente (facile smarrire la traccia). Cercare un passaggio difficile da vedere da lontano ma una volta trovato si segue più facìlmente, facendosi largo tra la vegetazione. Finita la foresta si arriva a un evidente indicazione che ci fa deviare a destra facendoci inerpicare poi tra cenge diagonali di una ripida parete fino al Ghicet di Sea 2750 m. Discesa sul versante del piano della Ciamarella con segnali e ometti più evidenti fino a rifugio Citta di Ciriè 1850 m al Pian della Mussa (dove si può pernottare, oppure risalire dal lato opposto per il rifugio Gastaldi 2659 m, che si raggiunge su comodo sentiero (ultimo tratto un po’ più ripido, in circa 2 h da Pian della Mussa.

2° giorno: Rifugio Gastaldi – Rifugio Cibrario
dal Rifugio Gastaldi fino al rifugio Cibrario 2626 m con qualche saliscendi ma su percorso decisamente tranquillo, passando per il bellissimo lago della Rossa. Sentiero bel segnalato. Volendo da qui è possibile, con voglia e tempo, salire fino in cima alla Croce Rossa, con 750 m di dislivello aggiuntivi.

3° giorno: Rifugio Cibrario –
Dal Rifugio Cibrario salire al Colle Sulè 3073 m e scendere nel vallone della Stura di Viù. Qui per andare al Rifugio Tazzetti esiste un sentiero alto non facile da trovare, in questo caso occorre scendere fino al fondo della valle che devia verso sinistra e, prima che il torrente scenda in una gola con dei salti a circa 2050 m, si può risalire il pendio sulla nostra destra, attraversando un ruscello e tagliando il pendio fino a congiungersi con il sentiero che da Malciaussia porta al Rifugio Tazzetti Tazzetti 2642 m. In alternativa si scende a Malciaussia e si risale per il classico sentiero fino al Rifugio Tazzetti, sopratutto nel caso di poca visibilità è la scelta più indicata.

4°giorno: Rifugio Tazzetti – Rocciamelone – Rifugio Ca’ d’Asti
Dal Rifugio Tazzetti si sale al il colle della Resta sbucando sul ghiacciaio del Rocciamelone (attenzione al tratto prima del colle non banale con roccette sporche di detrito. Si attraversa tranquillamente il ghiacciaio senza ramponi (utili a inizio stagione) seguendo una traccia segnalata da ometti sul bordo del ghiacciaio dove questo è più pianeggiante. Terminato il tratto pianeggiante si deve salire per un pendio più ripido di sfasciumi (nevaio a inizio stagione) per giungere sulla pianeggiante dorsale Ovest tra il Rocciamelone e il Passo di Novalesa, nel punto in cui forma un ampio colle (molti ometti). Da qui si sale per la traccia un po’ faticosa lungo la cresta Ovest fino in cima al Rocciamelone 3538 m. Discesa fino al Rifugio Ca’ D’Asti 2854 m.

5° giorno
dal Rifugio Ca’ d’Asti si scende fino ad incontrare il bivio sulla sinistra per il la Croce di ferro 2558 m, che attraversa un lungo tratto in piano il pendio dal lato della val di Susa. Esiste un sentiero più alto ma in alcuni tratti è franato e non elementare, conviene percorrere quello un po’ più basso anche se aumenta il dislivello. Dal Colle della Croce di Ferro (rifugio Ravetto gestito da volontari), si scende a Malciaussia per una bella mulattiera. Se non si aveva lasciato qui una seconda auto, si scende fino a Usseglio (eventualmente facendosi dare un passaggio e poi tramite autobus si scende a Lanzo e poi si ritorna a Forno Alpi Graie.selvaggi, purtroppo mi pare anche un po abbandonati a favore dei classici tour delle valli: sicuramente da riscoprire.

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Cartografia:
Fraternali 1:25000 n.8 Valli di Lanzo
dinoru
15/08/2012
9 anni fa
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