- Accesso stradale
- Park comodissimo al ponte di Cervieres
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Farinosa compatta
- Neve (parte inferiore gita)
- Farinosa compatta
- Quota neve m
- 1500
- Traccia GPX
- Lasseron in boucle
Canale sceso in boucle salendo dalla normale. Sci ai piedi dal park in direzione les fonts lungo la pista di fondo, che va abbandonata alla fine del tratto in discesa nei pressi del marais du bourget (nome azzeccatissimo) dove occorre guadare il Cerveyrette (non ci sono passerelle e non c’è più ghiaccio, per cui pediluvio garantito). Primo tratto di vallon du Lasseron ripido e molto tritato dai passaggi, dove spiana migliora e una bella traccia (ripida) prende quota rapidamente. Prima del Colle la traccia di un solitario di ieri si stacca dal traccione per la Charvie e porta comodamente in cima al Lasseron. Ingresso del canale evidentissimo proprio sotto la croce, con cornicetta ripida ripida (picca alla mano) e stretta (con i 178 ho smoccolato un bel po’). Purtroppo il gallo che mi ha preceduto ieri è sceso al pomeriggio e questo primo tratto di canale è girato a Ovest e prende sole, per cui la traccia di ieri disturba un sacco e ora è tutto un grumo (per fortuna il tratto è breve). Prima doppia evidente sulla dx, sosta ottima (cordino su masso), non è obbligatorio togliere gli sci. Da qui in giù il canale gira in pieno Nord e si incassa, risultato: farina pressa a buccia d’arancia, un po’ di sluff non fastidioso e divertimento assicurato. Seconda doppia evidente tutto a sx sopra il salto insuperabile (4ch. con cordini), qui conviene mettersi gli sci sulla schiena perché ci si cala su roccia (con corda da 38m sono arrivato giusto al metro). Parte finale del canale come sopra: farina assestata, ampi spazi, la sola traccia presente non fastidiosa e spazio a libertà e divertimento. Dalla conoide stando a dx si trovano giusto 100m con un accenno di crosticina (tranquillamente sciabile con decisione) e in un attimo si è sulla pista di fondo.
Bellissimo canale: estetico, lungo, sinuoso e su cui l’occhio non può non posarsi tutte le volte che si è a sciare a Mongi (ben visibile da Gondrans). Dopo aver visto la discesa di Lamiche e Maynadier delle scorse settimane non vedevo l’ora di venirlo a sciare, peccato essere stato fregato sul tempo dal francese di ieri che ha ravanato l’ingresso (e averlo scoperto solo al park). Certo è più il tempo che si passa in macchina di quello con gli sci ai piedi (in 3h avevo fatto tutto) ma l’ambiente e il panorama sugli Ecrins valgono il viaggio! Dopo di me è scesa una coppia di francesi, per cui ora sarà già un po’ tritato anche in basso.