Grand Assaly Via Normale da La Joux

Grand Assaly Via Normale da La Joux
La gita
giuliof
5 31/08/2013
Accesso stradale
buono fino a La Joux, ma da La Promise strada stretta, parcheggio ok

Saputo che il ponte tibetano non è agibile, abbiamo deciso di salire senza passare dal rifugio, aggirando i laghi sulla destra e risalendo a lato del torrente nel salto tra il lago del Rutor ed i laghetti di fusione che stanno sopra, presenti ometti e bolli gialli. Superato un tratto di pietraia poco ripida sottostante l’enorme ghiacciaio del Rutor, abbiamo infiliato il canalone di sfasciumi e rocce montonate sulla destra, che conduce al piccolo ghiacciaio, pendenza moderata ed assenza di crepacci, si risale sulla sinistra per evitare alcuni tratti di ghiaccio vivo, ci siamo legati durante la discesa, rivolto a sud est quindi meglio non salire troppo tardi. Poco prima del colletto abbiamo mollato picca e ramponi e puntato alla cima superando il tratto iniziale di una ventina di metri con la corda, sfruttando una sosta in loco, passi di II^ esposti sul versante francese, poi si prosegue per tracce ed ometti, si raggiunge la facile cresta rocciosa e da qui la croce di vetta. Notevole il salto della parete nord con vista sul gruppo del Bianco. Panorama grandioso sui ghiacciai del Rutor, su numerosi laghi glaciali, cime e valli che rende questa gita una delle migliori che ho fatto da quando vado in montagna. Il rischio maggiore: quello di diventare troppo golosi e non riuscire più ad apprezzare paesaggi meno maestosi. Pendenze mai sostenute, continue o impegnative ma intervallate da lunghi spostamenti in piano e brevi risalite per aggirare laghi, valloni, canaloni, con ponti sui torrenti, rendono lo sviluppo chilometrico notevole. Comprese le numerose pause fotografiche, preparazione, sicurezza e ricerca del percorso migliore, abbiamo impiegato dal parcheggio circa 6 ore per arrivare in cima. Con rfausone, autentico segugio per individuare mete spettacolari. Giornata limpida e mite. Numerose persone nei pressi dei laghi ma incontrato solo 2 che scendevano dalla cima. Un saluto agli amici Corrado e Stefano incontrati casualmente alla partenza, loro diretti al Paramont.

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