Giavino (Monte) da Berchiotto per il Vallone di Codebiollo

Giavino (Monte) da Berchiotto per il Vallone di Codebiollo

Dettagli
Dislivello (m)
1665
Quota partenza (m)
1235
Quota vetta/quota (m)
2766
Esposizione
Sud
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Da Cuorgnè si risale la Valle dell’Orco, alla rotonda prima di Pont, si svolta a destra; giunti a Pont in prossimità del ponte sul Soana si prosegue dritto in direzione Frassinetto, giunti a Frassinetto, si svolta a sinistra per Berchiotto, che si supera seguendo la stradina asfaltata che ci porta nel Vallone di Codebiollo, al bivio continuare a salire su strada prima con fondo cementato poi sterrato fino a giungere al bivio presso l’Alpe Losa di Ferro m. 1235, dove si parcheggia lungo la strada in piccole piazzolle sterrate.
Note
Percorso che prevede la salita del ripidissimo pendio erboso del versante sud del Monte Giavino, su terreno privo di qualsiasi traccia di sentiero.
Descrizione

Si continua sulla sterrata che prosegue dritta, oltrepassate le baite dell’alpe Losa di Ferro sulla destra si stacca segnato il sentiero per l’Alpe Mionda. Dopo un tratto in falsopiano passando alcune baite, si attraversa il Rio dei Piani e si sale arrivando ad un bel bosco di faggi, pochi metri di discesa ed ecco la diroccata Cavanna di Gaba 1423 m dove un cartello con scritto ‘mionda’ indica di proseguire dritto. In breve si giunge alla Balma di Chir 1505 m. Passando a sinistra dell’alpe il sentiero sempre ben segnato raggiunge l’Alpe Cavanna 1638 m poi alcuni interessanti stallaggi per pecore ed arriva all’alpe Vardasson 1882 m.
Si prosegue ancora sul sentiero segnato che attraversa il rio Verdassa fino a 1920 m, dove qui si abbandona il sentiero e si prosegue a destra una traccia con un traverso in salita che porta all’alpe la Torre 2045 m (quota su carta mu 2143 m sbagliata).
Dall’alpe si prosegue puntando sotto alla cima meridionale di Costa Bordevolo, e giunti a circa 2300 m si svolta con un semicerchio a sinistra puntando ad una dorsale con due vistosi denti di roccia. Giunti alla dorsale, davanti si apre una grande conca proprio sotto alle punte Giavino e Mionda.
Senza entrare nella conca si sale a destra il pendio erboso dapprima non molto ripido, aggirando alcune piccole balze rocciose, si sale spostandoci di poco verso sinistra su un fondo appena marcato di un canalino, mentre la pendenza aumenta, si sale a sinistra di una dorsale rocciosa e per pendii sempre più ripidi si perviene alla cresta spartiacque a poca distanza della croce di vetta del Monte Giavino.
La discesa può avvenire lungo il percorso di salita, oppure abbinando la salita alla vicina Punta della Mionda, lungo la cresta, da quest’ultima si scende lungo la cresta sud fino a giungere proprio sopra la grande conca, dove ci si cala e la si attraversa raggiungendo il percorso fatto in salita, descrivendo un piccolo percorso ad anello della parte alta.

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Cartografia:
Mu Edizioni - Carta della Valchiusella
blin1950
14.11.2015
5 anni fa
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