Gemello orientale di Loranco Dalla terra al cielo

Gemello orientale di Loranco Dalla terra al cielo

Dettagli
Altitudine (m)
2850
Dislivello avvicinamento (m)
1200
Sviluppo arrampicata (m)
500
Esposizione
Sud
Grado massimo
6b
Difficoltà obbligatoria
6a+

Località di partenza Punti d'appoggio
Bivacco Varese, Rifugio Andolla

Note
Notevole e remunerativo itinerario che si articola lungo bellissime placche di ottima roccia molto lavorata ricca di quarzi e knobs in cui l'arrampicata è spesso un gioco di equilibrio ed astuzia nell'interpretare la giusta sequenza di movimenti. Isolamento ed ambiente selvaggio contornano più che degnamente la salita, sebbene il notevole sviluppo dell'avvicinamento richieda una certa motivazione . chiodatura molto buona ed intelligente che richiede comunque una buona padronanza dell'obbligatorio dichiarato in quanto le maggiori difficoltà tecniche si trovano su placche dove è impossibile integrare la chiodatura presente. utili qualche friend medi. soste con cordoni e maglia rapida

Avvicinamento
Dalla diga di Cheggio si seguono le indicazioni per il Rifugio Andolla e da questo per sentiero ben segnalato il bivacco Varese (h 4 dalla diga) . Scendere su sentiero in parte attrezzato con catene dietro il bivacco in direzione della ferrata ( sentiero segnalato) , percorrere la traccia tra le pietraie per qualche centinaio di metri per poi abbandonarla per risalire sulla destra il grande conoide detritico alla base dell'evidente canalone posto tra il Gemello di Loranco e il Mitterluk, la via attacca sulla placca a sinistra di un evidente diedro giallastro una ventina di metri a sinistra del canale, primo spit con cordino( 0,45 h dal bivacco). Alla base della parete è possibile trovare un nevaio che richiede la giusta attrezzatura per essere superato (pendenze attorno ai 30-35 °).
Descrizione

L1 6b salire allo spit con cordino per poi spostarsi progressivamente a destra sullo spigolo, risalirne il filo per pochi metri per poi spostarsi seguendo una fessura ascendente verso sinistra, scalare la placca e traversare con due passi delicati a destra fino in sosta .
L2 5b verticalmente e poi a sinistra facilmente per roccia più lavorata e fessurata fino ad un muretto oltre il quale è posta la sosta.
L3 6a+ placche delicate poi decisamente verso sinistra (spit poco visibili) fino all’ultima divertente placca, sosta qualche metro a sinistra in uscita.
L4 5c/6a facili fessure fino alla plachetta finale con qualche passo di aderenza.
L5 4c tiro di raccordo a sinistra fino alla sosta alla base di un diedro.
L6 6b salire il diedro di difficile interpretazione per poi uscire sulle belle placche superiori avendo cura di spostarsi sempre verso sinistra fino in sosta.
L7 5b altro facile tiro di raccordo fino alla sosta sotto un’evidente lama staccata.
L8 6a placche in traverso verso sinistra .
L9 6b tiro chiave, impegnativo e lungo, salire nel diedro a sinistra della sosta fino a rinviare il primo spit (attenzione a quel che si tira, qualche appiglio ha l’aspetto poco solido) per poi rimontare sulla placca da seguire avendo cura di stare bassi verso sinistra fino ad una lama sotto un tettino, superare il tetto ( delicato , utile proteggersi nella fessura sotto avendo cura di allungare bene la protezione) e risalire la lavorata placca superiore su buone prese .
L10 6a+ tiro atletico su buone prese con traverso a sinistra e uscita dal verticale delicata.

discesa possibile in doppia anche se i tiri sono spesso in traverso e le numerose lame possono incastrare le corde in fase di recupero, prevedere circa 2 ore/ 2 ore e mezza. utilizzare in alternativa la ferrata del bottarello, probabilmente più veloce e comoda anche se bisogna tener presente che non si ripassa all’attacco della via.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
Fabio Cappelletti e Stefano De Luca , settembre 2009
Bibliografia:
Le più belle vie dell' Ossola oltre il V grado
alberto94
17/08/2016
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