Eghen (Pizzo d’) Camino Cassin (o Camino Filippo Corridoni)

Eghen (Pizzo d’) Camino Cassin (o Camino Filippo Corridoni)

Dettagli
Altitudine (m)
1350
Dislivello avvicinamento (m)
740
Sviluppo arrampicata (m)
500
Esposizione
Ovest
Grado massimo
6c
Difficoltà obbligatoria
6a
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a1

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Da Lecco salire a Primaluna. Prima di giungere nel paese di Cortenova, superare il torrente Pioverna e raggiungere Prato San Pietro. Proseguire verso monte fino ad una chiesa dal tetto spiovente e continuare per la stradina a monte parcheggiando in uno spiazzo con un grande platano di fronte ad una vecchia officina. Procedere a piedi lungo la sterrata che attraversa il torrente (non la pedonabile che passa sul ponticello). Superare una sbarra e procedere lungo la sterrata tagliandola per sentiero di tanto in tanto, al termine della quale vi è un piazzale (45 minuti).
Imboccare il sentiero segnalato dalla palina (indicazioni Vallori e Zucc). Dopo una decina di minuti, nei pressi di un grande albero con indicazioni rosse, andare a destra compiendo un lungo traverso fino ad una radura con betulle. Senza perdere la traccia seguire i bolli rossi fino ad un saltino roccioso (Passo dell'Orso) e continuare per un tratto meno ripido fino ad un ampio pianoro boschivo (la Soliva). Seguire ora le più frequenti indicazioni a vernice rossa e gli ometti lungo il crinale boscoso, cercando le indicazioni "PARETI" e "PIZ D'EGHEN" su un sasso. Lasciare il crinale e traversare verso destra nel bosco e per traccia poco marcata stando più o meno sempre alla stessa altezza.
Qui gli ometti e i bolli rossi sono sempre più rari. Si è sicuri di essere sul giusto sentiero se attraversando uno dei canali si incontra una corta e vecchia corda fissa (non preoccuparsi se non la si vede perchè una volta iniziato il traverso dopo l'indicazione "pareti" si giunge comunque alla base dello zoccolo del Pizzo d'Eghen). 2h e 30 in totale.

L'attacco dello zoccolo è in cima ad un canale. Salire dapprima verso destra, poi verso sinistra lungo un percorso non obbligato e facile (III) fino a raggiungere una prima corda fissa. Continuare per una seconda corda fissa su placche (IV) al termine della quale si giunge una sosta con spit e maillon di calata sulla sinistra. Fare una breve calata, oltrepassare il piccolo colletto (sosta di "Soffiando nel Vento") e scendere (assicurati) per erba fino alla base del canale-camino (sosta con altra corda fissa). Lo zoccolo è di circa 250 metri.
Note
Salita alpinistica in una delle zone più selvagge e inaccessibili delle Grigne. Arrampicata in camino e su roccia arrotondata, con tratti spesso umidi e scivolosi. Da intraprendere dopo lunghi periodi di "siccità" e da cordate allenate ed esperte.
Durante l'avvicinamento è facile perdersi per la presenza di più sentieri (tutti segnati con bollini rossi) e per la traccia a volte poco marcata o del tutto inesistente. In fase di calata dallo zoccolo attenzione a non smuovere sassi.
Per una ripetizione portare due mezze corde da 60 mt, una serie di friend fino al numero 3 BD Camalot (eventualmente raddoppianto l'1 e il 2), una staffa e diverse fettucce. Martello e una scelta di chiodi universali e piatti. Nut non indispensabili.
Descrizione

L1 – IV+
Salire in direzione del grande canale-camino per ciuffi d’erba verticali e qualche salto roccioso fino ad una sosta a spit allestita diversi anni fa dal soccorso alpino durante un intervento (questa lunghezza è poco più lunga di 60 mt per cui considerare qualche passo in conserva). Eventualmente è possibile sostare poco prima su spuntone.

L2 – V+ e A0 o A1
Sfruttare la fessura di destra e risalire il canale. Continuare su terreno più verticale e superare alcuni massi incastrati. Alla nicchia (umida e spesso viscida) superare la paretina stando a sinistra della fessura strapiombante con masso incastrato e continuare per placca compatta. Sostare su un grande spuntone.

L3 – V
Salire la fessura ad incastro sulla destra che dà accesso ad una placca delicata e successivo spigolino. Infine salire per roccia più rotta in obliquo verso sinistra fin dove il canale si restringe.

L4 – V+
Dritto per il canale con arrampicata in camino (tratto difficile da proteggere) e superare dei massi aggettanti. Ad un tratto strapiombante risalire sulla paretina di sinistra (viso a monte). Sosta su due chiodi.

L5 – VI+ e A0 o A1 (in libera la difficoltà di questa lunghezza, variante aperta da G. Mandelli, dovrebbe essere di 6c).
Superare due gruppi di massi incastrati e salire con delicata e difficile arrampicata in camino tra le due pareti. Superare un grande masso incastrato (vecchio cordone) e proseguire in fondo al canale (sosta su due chiodi artigianali con anelli). L’ultimo tratto è pieno di detrito, muoversi con cautela per evitare di smuovere sassi. Il tratto verticale di questo camino spesso è molto viscido.
Per dovere d’informazione, l’originale Cassin supera con passi di incastro i massi completamente muschiati in fondo al camino…

L6 – VI
La via originale continuerebbe per il successivo camino ma a causa di una frana è uso comune tornare indietro fino al termine del tratto facile (grosso chiodo grigio) e traversare delicatamente verso destra (viso alla parete) raggiungendo la sosta di Soffiando nel Vento. Nessuna protezione in loco. Da qui continuare per le ultime lunghezze di Soffiando nel Vento oppure iniziare le calate.
In alternativa è possibile spostarsi sulla parete a sinistra del camino (sempre viso a monte) lungo un esposto e sprotetto traverso per raggiungere la sosta di Prigionier dei sogni (probabilmente 6b+); una volta rinviato uno spit della via traversare ancora più a sinistra fino allo spigolo da cui si raggiunge facilmente la vetta (se si sale per la via, il tiro è di 7b!)

** Si riporta per documentazione **
L7 – V+ e A1
Prima della frana si continuava superando due grossi massi incastrati con passaggio atletico a destra del primo ad una comoda sosta (l’ultima della via originale).
All’ultima sosta di L6 è invece stato fatto un tentativo <>.

DISCESA
Con 4-5 calate attrezzate su Soffiando nel Vento, fino al traverso erboso che riporta in cima allo zoccolo da cui con altre 5 calate (in linea con la corda fissa) si ritorna alla base.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
R. Cassin, G. Comi nel 1932. L'èghen è il maggiociondolo, una pianta che a maggio si orna di fiori gialli.
Bibliografia:
Calcare d'Autore
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