Dent d’Ecot – Cresta SSE – Quota 2860 m Via Marco Fassero

Dent d’Ecot – Cresta SSE – Quota 2860 m Via Marco Fassero

Dettagli
Dislivello (m)
200
Quota partenza (m)
2450
Quota vetta/quota (m)
2860
Esposizione
Nord-Est
Grado
TD-

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Paolo Daviso

Note
Una delle poche possibilità decenti di salita su questa lunghissima cresta turrita che divide il ghiacciaio del Mulinet dal ghiacciaio del Martellot e che culmina sullo spartiacque Lanzo - Arc con la vetta vera e propria a quota 3420 m.
Scalata breve su roccia discreta, in ambiente severo e grandioso. La via è stata dedicata allo scalatore ciariacese Marco Fassero, caduto sull'Uja di Mezzenile nell'agosto del 1989, e che tanto amò questi luoghi.
Descrizione

Accesso: da Forno seguire il Segnavia 315 per il Rifugio Daviso che si raggiunge in circa 2,30 min.
Di qui scendere nel canalone inciso dal Rio Gura (neve a inizio stagione), attraversarlo e risalire al meglio lo zoccolo erboso che porta alla base della cresta ESE del Dent d’Ecot, puntando all’evidente pera rocciosa corrispondente all’incirca al secondo torrione (Guglietta), a lato del canale dove si forma il couloir “Ghiaccio dell’ovest è sempre al potere”. L’attacco è in prossimità dello speroncino di placche nel punto più basso, con ometto alla base (ore 0,50; ore 3,10 in totale da Forno A.G.)

Attaccare lo speroncino e portarsi sotto alcuni diedri con lame. Superare la fessura che incide quello centrale 6b o A1 (1 chiodo e 1 nut) poi seguire la lama d’uscita con cautela fino a un pulpito (S1 su friend); andare a destra un paio di metri e superare lo spigolo un pò lichenato 5c, quindi un diedro aperto 5b fino a un terrazzino (S2) cordoni su spuntone. Ripartire direttamente su rocce rotte 4c, quindi salire una fessura obliqua a sinistra che muore contro un pilastrino 5b. Aggirare il pilastrino a sinistra per breve camino 4c e sostare su fessure (S3). Salire il filo dello speroncino fino al termine 4b. Di qui salire al meglio per ripidi prati inclinati (cautela) e qualche passaggio su fasce rocciose fino a una depressione al culmine della cresta a quota 2860 m.

Discesa: guadagnata la depressione rocciosa alla base della “Guglietta”, scendere dal lato sud della cresta, seguendo una ripida cengia detritica, poi, con brevi passi di II° con roccia cattiva, approdare sulla morena laterale del ghiacciaio nord del Mulinet. Di qui scendere aggirando la soglia del ghiacciaio e per pendii ripidi erbosi e detritici, rientrare verso il bacino del Martellot.

Materiale: in posto 1 chiodo; utili 5 o sei chiodi di vario tipo, friend fino al 3 bd e una scelta di nut. Piccozza e ramponi a inizio stagione.

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Cartografia:
Valli di Lanzo - Fraternali editori
block65
12.09.2011
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