Cucco (Monte) dalla Val Cichero

Cucco (Monte) dalla Val Cichero

Dettagli
Dislivello (m)
354
Quota partenza (m)
697
Quota vetta/quota (m)
1051
Esposizione
Est
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
Segnavia croce rossa e ometti

Località di partenza Punti d'appoggio
Non vi sono prese d'acqua lungo il percorso.
In località Mezzavalle è possibile pranzare o fare merenda alla Trattoria Colomba.

Note
Itinerario di crinale, vario e non molto faticoso, con ottime vedute sulla Valle Sturla, la Val Cichero, l'anfiteatro del Ramaceto e il mare in lontananza.
Avvicinamento
Autostrada A12, casello Lavagna, all'uscita del casello a destra, alla rotonda della trattoria Ou Settembrin a sinistra, raggiungere Carasco, seguire per la Val d'Aveto, dopo la frazione Terrarossa, girare a sinstra seguendo il cartello che indica la Val Cichero, risalire la valle, superare la frazione di Mezzavalle e poi girare a destra per Baranzuolo, superato Baranzuolo proseguire sulla stretta strada seguendo in direzione Case Monti: posteggiare in corrispondenza di una vasca da bagno utilizzata come abbeveratorio, sull'ultima curva poco prima delle case ove termina la strada.
Descrizione

Dal posteggio, proseguire una ventina di metri sulla strada asfaltata, verso monte, fino a raggiungere un cartello indicatore del sentiero, in corrispondenza di un grosso masso verticale, simile a un menir: appena dopo si vedono le poche case della località Case Monti (mt. 697).

Dal cartello risalire attraversando tutti i terrazzamenti: il segnavia non è ancora presente, ma la traccia è ben visibile e consente di salire da un terrazzo al successivo, fino al termine dei terrazzamenti in corrispondenza del bosco e di alcune rocce scure.

Lì tenere la destra, seguendo l’evidentissimo sentiero che si inoltra nel bosco e prende a risalire. In corrispondenza del primo tornante, su una pietra a terra, è possibile vedere il primo segnavia: croce rossa. Continuare a seguire il sentiero senza difficoltà, fino a raggiungere un traliccio dell’alta tensione, da lasciarsi sulla destra continuando a seguire il sentiero sulla sinistra.

Proseguire lungo il sentiero che sale tagliando diagonalmente il fianco boscoso, fino a raggiungere una palina segnaletica. Alla palina continuare sulla propria sinistra, seguendo l’indicazione per il Ramaceto. Il sentiero sale sempre in diagonale nel bosco, fino a raggiungere il filo di cresta.

Raggiunto il crinale, percorrerlo nella direzione alla propria sinistra. Un primo breve tratto è ancora fra gli alberi nel bosco, poi il sentiero si fa più aspro e attraversa zone di pietre e cespugli, sempre risalendo sul filo di cresta.

Terminata una prima salita, si procede sempre diritto, seguendo i segnavia, su terreno pressochè pianeggiante, lasciandosi a destra un piccolo cocuzzolo e procedendo verso il Monte delle Groppe (mt. 926), che resta di fronte.

Mantenere il sentiero sul crinale, superando sulla sinistra la buca di un’antica ghiacciaia. Procedere pii a sinistra della linea di crinale, poi passare alla sua destra e infine tornare a sinistra, sempre seguendo i segnavia.

Tagliare via, poi, tutta la cima del Monte delle Groppe, tenendosi a mezza costa sulla destra, tramite un lungo traverso fra cespugli ed erba: segnavia all’inizio e alla fine del traverso, lungo il quale, tuttavia, il solco del sentiero è evidente.

Terminato il traverso e lasciata a sinistra la cima del Monte delle Groppe, si torna a percorrere la linea di crinale. Giunti in prossimità di alcune rocce sulla propria destra (a sinistra albero con cartello indicatore recante il numero 9), è possibile o proseguire dritto, seguendo il segnavia, oppure svoltare a destra, seguendo alcuni ometti di pietra, e risalire le rocce: questa variante permette di contornare dall’alto il labbro dell’impressionante parete nord-est del dorso fra Groppe e Cucco; la parete precipita verticale per una cinquantina di metri e, alla sua base, una grossa pietraia ne testimonia la precarietà, ragion per cui è opportuno avvicinarsi al bordo con molta circospezione.

La variante confluisce poi sul sentiero principale, che procede nel bosco fino a raggiungere una zona più rocciosa. In prossimità di una fascia di rocce che sembra chiudere il passo, svoltare a destra (segnavia e simbolo di svolta) e costeggiarla per poi risalire la struttura rocciosa seguendo i segnavia e i numerosi ometti che permettono di seguire cenge e canalini alla ricerca dei passaggi più agevoli per salire.

Superata la zona di rocce, si torna a percorrere il crinale con maggiore tranquillità, seguendo l’ampia cresta che porta verso la cupola finale del Mont Cucco, già perfettamente in vista con anche la sua croce di vetta: alcuni ometti e qualche slavato segnavia indicano la direzione, di per sé evidente.

Raggiunto un pino isolato, con alla base una sorta di sedile fatto con le rocce e attorno alcuni ometti, si punta verso la croce di vetta, risalendo la cupola della vetta seguendo radi ometti con percorso non obbligato e assolutamente intuitivo: in cima croce metallica senza libro di vetta (mt. 1.051).

DISCESA – Ripercorrere l’intinerario all’inverso e tornare a Case Monti. Diversamente, è possibile procedere scendnedo verso nord ovest e continuando verso il Ramaceto: il segnavia resta la croce rosse, anche se rada e sbiadita, fino all’immissione, dopo Fo do Driun, nell’Alta Via dei Monti Liguri, che arriva in verra al Ramaceto. A Fo do Driun, infine, è possibile, svoltare a sinistra e scendere verso Casoni Pozzuolo, Larvego e poi, con strade asfaltate, molto lungamente, tornare a Baranzuolo e Case Monti.

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lrt75
25/07/2021
3 mesi fa
8 mesi fa
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