Carchio (Monte) La Storia Infinita

Carchio (Monte) La Storia Infinita

Dettagli
Altitudine (m)
900
Dislivello avvicinamento (m)
100
Sviluppo arrampicata (m)
210
Esposizione
Est
Grado massimo
6b
Difficoltà obbligatoria
5c
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a0

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Raggiungere il piazzale del Pasquilio per carrozzabili, da Massa o da Montignoso, e parcheggiare. Qui parte il segnavia n.33, non prenderlo ma imboccare la strada marmifera in salita verso destra accanto al sentiero. Seguirla per 15/20 min circa e raggiungere il rifugio Alleluia ai piedi dei ravaneti delle cave del monte Carchio.
Superare il rifugio seguendo sempre la strada marmifera che conduce ai ripetitori in cima al Carchio, ben visibili. Sul primo tornante c'è un bivio a sinistra, ignorarlo e continuare sulla strada che sale a tornanti fino al successivo bivio dove stavolta si prende a sinistra.
In breve si aggira una dorsale, si passa vicino ad una vecchia cabina elettrica e si raggiunge un evidente cippo di marmo di commemorazione della Linea Gotica (Passo della Cardella, passaggio di uno dei vari "Sentieri della Libertà" nell'inverno 1944-45). Qui ci si affaccia sul versante opposto (valle del Serra in Versilia).
Scendere quindi dall'altra parte, con molta attenzione (terreno apuano ripido e delicato, senza tracce né ometti) tenendo la destra faccia a valle. Dopo ca. 50 m di dislivello il terreno si appoggia un pochino e diventa più agevole, continuare verso destra (Sud) reperendo anche vaghe tracce e 2 ometti. In corrispondenza di un grosso albero è situato l'attacco della "Cresta del Kara" (facile via di IV, fix visibili). Continuare a traversare verso la parete Est del Carchio, ora visibile, e traversando abbastanza facilmente una serie di placche appoggiate (I grado) raggiungerne il ghiaione basale.
L'attacco della via è segnalato da un ometto e si trova un poco a sinistra del vertice del ghiaione. Contare almeno 1h dal parcheggio.
Note
Via interessante in ambiente appartato e insospettabile, sul "retro" di una montagna simbolo del degrado ambientale delle Apuane causato dall'estrazione del marmo. L'avvicinamento è a tratti delicato, in cambio la discesa è molto rapida per strade di cava (ambiente brutto ma molto panoramico sul mare).
La roccia è decisamente meno cattiva di quello che può sembrare da lontano. I primi due tiri sono poco protetti e poco evidenti (utili friend piccoli e cordini) e si svolgono su placche abbastanza facili, un poco disturbate dall'erba ma generalmente su roccia solida. Gli altri tre tiri sono molto chiodati e salgono per blocchi e diedri di marmo su roccia da controllare ma nel complesso discreta o buona, a volte un po' sporca e vegetale, immagino anche a causa della scarsa frequentazione. Il tiro migliore è l'ultimo, per continuità e qualità della roccia.
Prevedere corde da 60 m e almeno 12-13 rinvii.
Descrizione

L1: il primo fix è molto distante, poco visibile, poco a sinistra di un alberello sulla verticale dell’ometto di attacco. Proseguire circa in verticale, incontrando solo altri 2 fix ravvicinati in un tratto più tecnico, molto più avanti. La sosta è un poco sulla destra, difficile da vedere dal basso (2 fix ognuno con cordoncini). 5b, 55/60 m.
L2: circa in verticale sopra la sosta, fix rari e non sempre facili da avvistare, fino a un tratto più appoggiato oltre il quale si scorge la sosta con 2 fix e cordone. 5a, 50 m
L3: traversare BASSI in orizzontale a destra (non salire verso un fix con piastrina smartellata) e oltrepassare uno spigolo, al di là del quale si seguono i fix ora assai più ravvicinati. Sosta con 2 fix e cordone + maillon e moschettone. 6a, 30 m.
L4: seguire i fix innalzandosi per blocchi e diedrini, vegetazione a volte fastidiosa, fino alla sosta con 2 fix da collegare. 6a, 30/35 m
L5: in obliquo a sinistra e poi più in verticale per diedri, fix molto ravvicinati, si incontra un passaggio di almeno 6b (possibilità di A0 comodo), il resto è sul 5c/6a. Si esce nei resti di cave della sommità, sosta più avanti su 2 fix da collegare. 6b oppure 5c/A0, 35/40 m

Discesa: scendere verso sinistra, in direzione dei ripetitori, e riscendere al Pasquilio per strade di cava. 20-25 minuti.

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Storico:
Attrezzata da Franco Zannoni, Alessandro Zerini, Stefano Cambi, Massimo Fiesoli, Sergio Pacinotti nel 2012 (fonte: Toscoclimb)
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