3.3Km
La via qui descritta è la linea originale di Manera e C, mentre sulle guide cartacee più recenti sono riportate in modo sommario alcune varianti, forzate e difficili.
La via ha subito un'opera di manutenzione e pulizia nel maggio 2025 ed ora e interamente scalabile in libera con difficoltà che si aggirano sul 6a+ (ma tenersi un po' di braccio per l'ultimo tiro, dove si narra che Manera fece dei 'voli' prima di riuscire a passare!).
Materiale: 2 serie fino al 3, micro, 6 rinvii, slunghi, ev. cordoni d'abbandono di ricambio. Utile martello per ribattere i molti chiodi a inizio stagione.
Quando il
- L1 – salire la breve placca fessurata (8m), traversare per lama a sinistra (chiodo) verso un tettino. Superarlo e raggiungere un secondo stapiombino che si supera sempre verso sinistra per rimontarci sopra. A questo punto con percorso non obbligato (un po’ tendente a sx) raggiunge l’unico pinetto di sosta (40m, 4+)
- L2 – Salire la placca fessurata un po’ terrosa (3+) portandosi verso il diedro. Scalarlo attraversando una nicchia (ch) fino ad dove si sosta (30m, 6a+).
*variante1: placca fessurata a dx con due chiodi a lama 6b/r2+ - L3 – salire il grande diedro fino a dove si impenna. Qui abbandonarlo a sinistra (ch) per 5/6m in piena parete, per poi salire per fessure puntando degli alberi dove si sosta. (35 m 6a+ sostenuto).
*variante2: non si abbandona il diedro. Utili chiodi a lama? - L4 – Salire il diedro-camino sopra la cengia alberata, puntando al chiodo. Superare il piccolo strapiombo con arrampicata atletica fino a ribaltarsi sulla placca mediana. Da qui, salire verticalmente una decina di metri in placca verso ad un alberello posto sotto ad un diedro ad arco (35m, 5+).
- L5 – Traversa in placca su vena di quarzo 4+ sotto al diedro ad arco ed al suo termine (ch) montare su un terrazzino sotto la breve fascia di diedri strapiombanti (2ch – vecchia sosta del 73). Scalare quello più a sinistra (5+, ch) e ribaltarsi su cengia spiovente dove si sosta (35m, 4+ e 5+).
- L6 Attenzione attrito di corde! Spostarsi a sinistra fino a reperire un grande diedro con licheni rossi. Salirlo per alcuni metri e presto abbandonarlo (ch), attraversando a dx su parete verticale fino ad una lama staccata (V-, micro frend). Salirla (fessura fine, VI+) e scavalcare lo spigolo arrotondato su per un piano inclinato (V+). Scendere a destra e proteggerei sul fondo di un piccolo diedro nascosto (V-). Superare il diedrino, poi una cornice strapiombante, quindi per fessura nera (ch), uscire dallo spigolo su cengia erbosa.
*variante3: salire il ‘diedro con i licheni rossi’ ~ alias ‘diedro senza uscita’. Sostare al suo termine (6a+) e con successivo tiro strapiombante su chiodi fini e frend offset (A2?) reperire alberi di vetta.
Discesa: in doppia sulla via o se si esce in cima, onde evitare di non riuscire a recuperare la corda sulla prima doppia, risalire la rampa erbosa alberata e scendere in doppia sulla via della Rivoluzione.
Rock Paradise e guide a seguire riportano 'Prima libera Maurizio Oviglia', anche se non si sa bene di cosa visto che la relazione è assente e la topo abbastanza randomica. Il rebus continua...
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