Brichet, Spigolo nord – Via Paolo Ghibaudo

Brichet, Spigolo nord – Via Paolo Ghibaudo
La gita
abo
4 19/07/2026
Accesso stradale
Fino al Colle della Bicocca ottimo sterrato, adatto praticamente a qualunque auto purché non bassissima.

Avvicinamento veloce dal Colle della Bicocca (1oretta e 10), noi abbiamo lasciato il sentiero del Bric Rutund appena questo inizia a scendere e si inizia a vedere la parete. In questo modo si compie un lungo traverso su ciaplere davvero ballerine, non piacevoli, forse conviene scendere lungo sentiero fino alla tampa erbosa sotto il Brichet e poi da lì risalire dritti per dritti fino all’attacco. Noi siamo saliti in 8 tiri come da relazione, la relazione francese di DenaliSud consiglia 6 ma eviterei di fare tironi con attriti impossibili. L1 abbastanza evidente, con l’unico ch. di passaggio presente in via (il resto solo a qualche sosta). Roccia abbastanza delicata fino al traverso a sx, poi decisamente migliore e difficoltà non banali ma ottime possibilità di protezione (allungare tutto). Sosta su 2 ch. (ribattuti) ottimi. L2 bel camino diedro, roccia sana ma qualche detrito sulle cengette. Sosta a friend alla base dello strapiombo. L3 strapiombo atletico ma ben appigliato, friend incastrato inservibile ma si mette un rosso di fianco che è una meraviglia. Seconda parte del tiro decisamente più marcia, sosta su 2 friend sulla placca a sx. L4 placca facile e bellissimo camino-diedro (vecchia sosta su 2 ch. poco visibile alla base, secondo me poco utilizzabile). Il camino si protegge bene e presenta ottima roccia, solo più delicata in uscita. Non trovando la sosta su ch. indicata nella GMI alla base della grande placca sommitale, ho fatto che attrezzarla a friend alla fine del camino. L5, placca spettacolare, non difficile, da ricercare e con roccia ottima, peccato che in 40m abbia messo 1ch. e 1 0.2BD, vietato volare o il fiammifero lo diventa chi scala e non la montagna. Sosta su vecchio ch. e 1 aggiunto poco sopra (poi tolto dal socio). L6 facile placca (più proteggibile), sosta su comodo terrazzo sotto lo strapiombo su 2 friend. L7 crux della via: non per le difficoltà (GMI dice V+, i francesi additirittura passo di 6a, secondo me onesto V) e neanche tanto per le scarse protezioni che si riescono a mettere ma per la qualità assolutamente scadente della roccia, davvero una pila di lose attaccate con lo sputo in parete, soprattutto nell’ultimo muretto ripido (da sotto il piede mi è partita una losa grande quanto la seduta di una sedia, che per fortuna non è atterrata sul socio). Traverso finale facile e finalmente su buona roccia. L8 nel grande camino secondo me non così marcio come descritto, rispetto a L7 si viaggia sereni, occorre solo evitare sulla sx (evidente) una zona di roccia accatastata nel primo terzo del tiro, poi bel caminone lungo e proteggibile fino a metà, dopo si va un lungo run-out fino al sabbietta da lettiera finale. Sosta su cordone, la prima e unica al sole della via! Tutto il resto l’abbiamo salito all’ombra dall’inizio alla fine con vento a tratti fastidioso (insomma, l’expo è N vera, andare solo con clima secco e T calde!).
Materiale usato: friend 0.2-3BD e seconda serie 0.3-2 (secondo noi utilissima), nut (non usati), 6 ch. (usati 2, ma non si sa mai…), martello, cordoni lunghi e corti. Corde 2x50m.
Dalla “insignificante” cima (come dice la GMI) abbiamo proseguito slegati verso il Pelvo dalla cresta NO, che è più facile di quel che sembri (max III ma roccia marcia), quindi facile discesa dalla normale del Pelvo.

Una signora via, sicuramente (solo) da collezionisti e intenditori, dove non ci sarà mai la coda (per fortuna perché se no sarebbe come scalare sotto le bombe) e dove il grado serve più nella testa che nelle braccia. Alpinismo d’OC che più d’Oc non si può, ingaggio, attrezzatura assente, ambiente sospeso, esposto e solitario, con una ritirata non impossibile ma sicuramente impegnativa. Vista sul Monviso impagabile. Come ha detto il socio dulfer-meister (forte e stoico nonostante la giornata no) che avventura!

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