Bianca (Rocca) Gattus scatenatus + Zot zot

Bianca (Rocca) Gattus scatenatus + Zot zot

Dettagli
Altitudine (m)
650
Sviluppo arrampicata (m)
95
Esposizione
Sud
Grado massimo
6c
Difficoltà obbligatoria
6a+

Località di partenza Punti d'appoggio
Trattoria Cooperativa di Caprie, tel. 011 9643403

Avvicinamento
1 - per Campambiardo:
Da Caprie salire in direzione di Campambiardo-Celle; raggiunta la frazione di Campambiardo, 5 km da Caprie, parcheggiare sulla strada in corrispondenza delle prime abitazioni. Seguire sulla destra un sentiero pianeggiante delimitato da muretti a secco; al primo ed al secondo bivio proseguire diritti (sud), poi il sentiero piega a destra (ovest) calando leggermente nel bosco di castagni, per poi riprendere più o meno pianeggiante. All'altezza del bivio verso destra per le Paretine di Rocca Bianca (cartello), svoltare invece a sinistra attraversando un muretto ed un piccolo prato; seguire il sentiero che piega verso destra (sud), passando in alcuni tratti a mezzacosta, dopo di che con un paio di brevi saliscendi piegare a sinistra (est) ed attraversare una placca di roccia fino a giungere sulla sommità: a sinistra vi è l’ uscita della via ferrata di Caprie, a destra la cima della Rocca Bianca; mantenere il sentiero che scende leggermente attraverso un breve tratto di vegetazione, quindi portarsi a destra; superare il primo promontorio fino a raggiungere un piccolo spiazzo di rocce e prato; reperire la sosta di calata sottostante (20 minuti dall’auto; segni blu ed ometti lungo tutto il percorso). Sufficienti due calate (varie soste intermedie nuove attrezzate lungo la parete).

2 - dal basso:
Esiste anche la possibilità di avvicinamento dal basso, salendo una delle vie lunghe dello Sperone del Paleolitico (a cui si accede in 20 minuti per comodo sentiero dal parcheggio di Anticaprie): usciti in punta allo Sperone raggiungere la comoda cengia che scende verso sinistra (tratto delicato attrezzato con corda fissa) fino a reperire la partenza di tutte le vie di Rocca Bianca.
Note
La via è interamente attrezzata a spit (II, S1). Necessari 14 rinvii e due mezze corde da 60 metri.
La via originaria prevedeva un primo tiro con difficoltà fino al VIa su un contrafforte sottostante l'attuale pilastrino di attacco, da raggiungere calandosi dall'alto da sosta su alberi. Attualmente è stata attrezzata una nuova partenza indipendente, che risale il pilastrino costituente la faccia destra del diedro di attacco di Satsquash (scritta alla base).
Descrizione

L1: Muretto ammanigliato (5c) fino a uscita sul pilastrino, tralasciare la sosta sulla destra (di Tristezza d’autunno) e seguire la linea di spit verticale (quella che va verso sinistra è di Satsquash), duro passo con spostamento verso sinistra (6c), poi su risalti faticosi (6b) fino alla sosta (30 m).
L2: Salire in obliquo verso destra con passo delicato (6b), poi ritornare un po’ a sinistra, salire dritti e raggiungere la fessura del Satsquash all’altezza del passo chiave. Da 6b+ a 6c+ a seconda di quanto si sale dritti, tiro molto bello (45 m).
L3: (quarto tiro della vecchia via Zot Zot, ancora non richiodata): salire facilmente lo sperone di placche (attenzione alla grossa lastra leggermente a sinistra!!) e la serie di strapiombetti e diedrini dell’uscita più a sinistra di quelle che si vedono di fronte riattrezzate con fix (6b+, 20 m).
Chiodatura ottima, non serve portare friends (e neanche lamentarsi)
Veduta panoramica!
Sconsigliabile con vento forte!! In compenso, dato che nelle stagioni meno fredde è sempre piuttosto ventilata, è frequentabile per gran parte dell’anno.

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Storico:
Vie originariamente chiodate da Grassi, gatto Morittu & C. (Gattus: Bonfanti, Melina, Morittu 3/3/1990); Zot Grassi e Cordola, 17/3/1991), riprese nel 2015-2016 da Claudio Pajola e Antonio Migheli (per il primo tiro).
Bibliografia:
D. Cordola, Arrampicare a Caprie, Libreria Editrice La Montagna, Torino 1993
michele-motta
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Condizioni

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