Belle Combe (Mont de)da Arnouvaz

Belle Combe (Mont de)da Arnouvaz

Dettagli
Dislivello (m)
932
Quota partenza (m)
1769
Quota vetta/quota (m)
2701
Esposizione
Ovest
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Posto sul fianco sinistro idrografico della Val Ferret, il vallone di Belle Combe è quell’enorme, infinito anfiteatro situato tra i valloni di Combette e di Malatrà. Paradossalmente, tanto è grande il vallone quanto minuscolo era il suo accesso, attraverso la forra da cui esce l’impetuoso torrente di Belle Combe. Era, perché - dopo franato - il sentiero n. 26, che dall’alpeggio di Arnouvaz entrava nel vallone lungo il torrente, non è stato ripristinato ma deviato. Oggi i due alpeggi di Belle Combe sono raggiungibili dopo una lunga deviazione, che passa dagli alpeggi di Tsa de Jean e di Pre de Bar damon, sale sui pascoli sovrastanti e ridiscende quindi a Belle Combe. Anche questo ha contribuito ad isolare il vallone, già di per sé fuori dalle rotte escursionistiche, ed a consegnarlo agli amanti della tranquillità e del silenzio.
L’itinerario qui descritto raggiunge il Monte di Belle Combe, incredibile punto panoramico sul Bianco e l’alta Val Ferret senza entrare nel vallone ma risalendo invece lungo i fianchi. A parte il primo tratto fino all’alpeggio di Arnouvaz du meiten, in comune con il sentiero TMB, il percorso si svolge tutto fuori-sentiero, su prati e tratti detritici, con l’unica compagnia di marmotte e qualche camoscio.
Descrizione

Dal fondo valle, località Arnouva (1769 m) si segue il sentiero TMB che, partendo alle spalle del bar-ristorante, sale con percorso regolare, prima tra cespugli poi tra radi pini, all’alpeggio di Arnouva de meiten (2003 m). Qui si abbandona il sentiero TMB e si inizia a salire, puntando a superare il primo promontorio a quota 2400 m ca. Non esiste un percorso definito; una possibilità è di stare sempre sul filo del vallone, lasciandosi a sinistra il profondo solco del torrente: questa via offre la possibilità di camminare sempre su terreno erboso, in più punti si troveranno addirittura alcuni ometti ed una traccia di sentiero. Un’altra possibilità, un po’ più faticosa, è quella di raggiungere e superare il promontorio costeggiando prima il torrente che scende all’alpeggio e poi rimontare lungo terreno coperto da rododendri e detriti.
Qualunque via si scelga, si arriva comunque alla quota 2400 m dove tutte le vie convergono e dove il percorso diventa obbligato ed anche evidente. Si risale sempre per prati, si arriva ad un crestone erboso, lo si percorre tutto e si sbarca sul pendio detritico; su percorso u po’ franoso si raggiunge la cresta spartiacque, e lungo questa e su fondo erboso, si arriva alla vetta (2701 m), segnata dai due grossi bastoni bloccati nei sassi.

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Cartografia:
Carta L’Escursionista, Fg. 1 (Monte Bianco), Scala 1:25000
Bibliografia:
A. Giorgetta - Valdigne, gli itinerari escursionistici, Zanichelli Editore.
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