Asta Soprana (Cima dell’) Cresta NO o del Dragonet

Asta Soprana (Cima dell’) Cresta NO o del Dragonet
La gita
abo
4 12/10/2025
Accesso stradale
Park gratuito a Terme
Traccia GPX
Traversata Dragonet-Asta

Avvicinamento in e-mtb da Terme fino al Gias del Lagarot (risparmiando tempo e suola di scarponi). Salita al colletto d’attacco abbastanza evidente su erba ciula ripida ma mai troppo scomoda. Attaccato alle 10 ovviamente ancora in ombra ma con temperature accettabili. Il primo tratto di cresta è divertente e si capisce subito come sarà il prosieguo: roccia un po’ fratturata con un abbondante strato di lichene nero, expo assoluta ma non genante lato Vallotta. Suggestivo il tratto dell’ago ma assolutamente precario e da scontornare a sx. Con stupore abbiamo trovato un nut incastrato all’inizio e poi una sosta di calata a 3 ch. con cordone completamente sfatto (lasciato cordino nuovo e ribattuto i chiodi). 20m di doppia comoda portano ai piedi del Gendarme, da questo lato assolutamente intimorente e coperto da 1cm di lichene fastidiosissimo. Il traverso che porta alla forcella successiva (dove si inizia a salire il Gendarme) è abbastanza esile ed expo ma ci si protegge bene. La salita del Gendarme inizia con un passo ripido, con pochi piedi e poco proteggibile (anche qui con un’expo decisamente suggestiva); caratteristico il passo della “foglia di roccia” da salire in spaccata dopo la metà. In cima non abbiamo trovato nulla, né il ch. citato dalla GMI né un ometto: vero alpinismo d’altro tempi. Lasciato cordone su spuntone e con 30m si è giù, altro cordone e con 15m di doppia si è alla forcella dove si ricomincia a salire alla Cima del Dragonet. Questo tratto non è difficile ma molto divertente e con diversi sali-scendi. Discesa abbastanza intuitiva così come la risalita alla Guglia (che puzza potentemente di storia di alpinismo in Marittime). Abbiamo lasciato un dynema anche in cima alla Guglia per evitare di disarrampicare. La parte finale per l’Asta è sicuramente quella con la roccia migliore: gneiss bianco stile Mondini (certo, il minor numero di passaggi si fa sentire). Dal Dragonet all’Asta abbiamo proceduto slegati, anche stando sul filo le difficoltà non superano mai il III. Discesa abbastanza evidente con numerosi bolli rossi e poi rientro in bici dai Lagarot a Terme (figata atomica fattibile al 99% in sella).
Materiale usato: corde 2x30m (secondo noi meglio di 1x60m, così non si gira con 45m di corda al collo), friend 0.4-2BD, 4 rinvii e qualche cordino.

Una gita d’altri tempi, con poche notizie approssimative sulla GMI e tutto da inventare sul momento. Per amanti del genere merita sicuramente, più facile della dirimpettaia Catena delle Guide ma altrettanto esposta e ancora più selvaggia. Con l’inossidabile Marco, al terzo tentativo finalmente abbiamo sconfitto la macumba del Dragonet!

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