anthas04


Le mie gite su gulliver

giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
ancoraggi :: Sufficienti
scappatoie :: via ferrata
navetta :: no
note su accesso stradale :: SS 25 del Moncenisio - Foresto
Risalito ferrata sino alla cascata finale e iniziato la discesa da questa. Portata d'acqua medio/alta . Sulla terza cascata , la "coda di cavallo" spinge parecchio. La seconda cascata, se fatta nell'attivo ti bastona abbastanza. L'ultima cascata abortita causa aumento improvviso della portata pressochè triplicata causa temporale a monte non percepito (da farsi male seriamente) . Risalito il pendio in dx oro sotto al ponte tibetano e discesi dalla ferrata.
Purtroppo un itinerario cosi bello e tecnico è lasciato in una sorta di totale abbandono. Forse neanche i francesi lo frequentano più . Il che lo pone in una situazione di precarietà ove sento di consigliare a chi lo volesse percorrere, di munirsi se non di materiale d'armo per integrare, almeno di 4/5 spezzoni per realizzare dei corrimano. Personalmente farò così. I punti critici sono (partendo dalla cascata finale della ferrata) : 4a cascata- corrimano (rimasuglio della vecchia ferrata)troppo alto rispetto all'ancoraggio (attenzione); 3a cascata- OK ; 2a cascata - se la si vuol fare nell'attivo predisporre un corrimano in sx oro (ancoraggi presenti), altrimenti seri rischi di trascinamento (attenzione) ; 1a ed ultima cascata- ancoraggio posto estremamente in alto in dx oro, che in assenza di corrimano e con la portata d'acqua che ci ha coinvolti, espone ad un marcato rischio di trascinamento (attenzione massima). Con Sara che per essere alla sua prima discesa se l'è cavata egregiamente . Gian e Sara CNSAS Stazioni di Bussoleno e Susa PS Fra la quarta e la terza cascata, mentre eravamo intenti a disgaggiare una pianta incastrata, abbiamo ritrovato un casco in ottime condizioni. Chi lo avesse perso può contattarmi al 3297504136 descrivendo colore e marca.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Uscita a Nervi
Scesi in prossimità della prua e proseguito visitando il relitto sino a 35 m. Poi risaliti sui 20m. e visitato il fondale in direzione est sino hai 100 bar. poi rientrati alla catena . Visto molti dentici e molte cernie . Una murena e due Pinna nobilis. Il relitto non mi ha entusiasmato . Decisamente meglio il fondale sui 25 /20 m.
Con il Diving Q18 di Bogliasco . In compagnia di Claudio , Fabio ed altri appartenenti alla Mito Sub di Susa (TO) che ringrazio per l'invito e la cordialità.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Uscita Nervi
Discesa sul cappello a circa 12m. poi verso est percorrendo tutta la parete che sprofonda a oltre 40 m. Molte cernie e dentici. Visto una murena ed un grosso polpo. Immersione piacevole e distensiva a quote limitate (25m.) poichè era la ripetitiva. Unico neo la notevole deco (14min.+3 di sicurezza) a fine immersione dovuta alla quota profonda della prima ed al breve intervallo di superficie, nonchè al computer che probabilmente ha un algoritmo molto conservativo (Mares Quad) .
Immersione effettuata col centro Diving Q18 di Bogliasco . Con Fabio, Claudio ed alcuni componenti di Mito Sub di Susa (TO) che ringrazio per l'invito.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Uscita autostrada a Recco
Sceso ai 17 m. del cappello poi atteso circa 15 min. la guida ed il compagno che aveva problemi di compensazione . Sotto il blocco della catena staziona una murena abbastanza grossa . In seguito iniziato immersione in direzione est (altre 2 murene) poi decisamente ad ovest in piena parete . Sceso sino a 35 m. poi ritornato alla quota dei soci ed iniziato a salire lungo la parete (non raggiunta l'Isuelita) . Sul cappello ancora a 90 atm pertanto continuato nuovamente ad est per osservare dentici , cernie e barracuda poi nuovamente alla catena per la risalita.
L'mmersione è sempre molto bella. Purtroppo oggi non l'ho goduta appieno in quanto indossavo una semistagna nuova da 7mm. e per precauzione ho ecceduto con un kg di troppo che però mi ha condizionato l'assetto (bastavano 5 kg). Inoltre la maschera si appannava ogni minuto ed alla fine ho dovuto sostituirla con una di riserva . Ovviamente in seguito molto meglio ma ormai era tardi perchè oltre metà immersione (la parte più bella ) era già alle spalle . Il 1 luglio sarò nuovamente in zona e, ora che le prove della nuova muta sono state effettuate, sarò nuovamente al top.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
La gita è ancora in condizioni. Unico neo......l'auto la si lascia al primo ponticello dopo la salita da Bonnevalle , poiché sono state posizionate delle transenne con tanto di divieto (pure per bici e a piedi). Pertanto bisogna calcolare 250m. circa in più di dsl . La nota positiva è che in discesa seguendo le lingue di neve si arriva al pianoro dei casolari a 7 minuti dall'auto. Ovviamente conviene salire e scendere da/a Pont de l'Aiguilette e non a Pont de la Neige. Condizioni neve : sino a 2600 m. circa, la pioggia ha lavorato parecchio creando i classici buchi fastidiosi sia in salita che in discesa . La parte alta è perfetta , ma dal colle , un consiglio spassionato ........ FATE la cresta !!!! Il sottoscritto ha provato a percorrere il pendio sud e..... ogni due passi una scivolata sulla neve marcia. Un vero supplizio!!! In discesa , occhio, al buco sotto al ponte e nel canale che segue . Si stanno allargando e sono pericolosi per la notevole quantità d'acqua che scorre al di sotto . PS: Da colloquio con dei francesi, probabilmente il divieto verrà revocato la settimana prossima.
Un grazie per la compagnia e per la logistica (mangereccia) a: Gianni, Franco , Alby , Mario, Cesare , Max e Cesare

La cima nella nebbia totale

Il gruppo

Attenzione al buco !!

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Discrete -
tipo ghiaccio :: Bagnato e vuoto all'interno
note su accesso stradale :: La strada poderale di accesso non è praticabile.
quota neve m :: 500
Si parcheggia dopo l'abitato di Novalesa presso il ponte del Cenischia , poiché la strada di accesso alla sbarra è completamente innevata (circa 10 min. ) Le condizioni attuali erano veramente quasi al limite. Dalla strada il tiro di avvicinamento è da evitare perché crolla tutto e ci si bagna alla grande. Il primo tiro è facile ma aleatorio, infatti la chiodatura è pressoché inutile. Il secondo tiro è proteggibile ma i chiodi trovano quasi sempre il vuoto sotto. Il tiro chiave è sempre splendido. Io l'ho preso sulla dx dov'è verticale ma gli agganci erano buoni (la chiodatura come prima, ma un po' di sicurezza la dà ) . L'ultimo tiro è sfondoso ma le difficoltà sono molto contenute quindi nessun problema. A ns avviso se non scende la temperatura domani è molto a rischio e lunedì personalmente la eviterei . Oggi sulla via due cordate con le quali abbiamo condiviso la salita e poco sotto Fabio e Maurizio partiti più tardi. Salita effettuata sotto un'incessante nevicata che nel giro di due ore ha accumulato circa 10 cm di fresca.
By Paolo e Gian CNSAS Stazione di Bussoleno (la cordata dei vecchietti non ha sfigurato ) . Sulla cascata Amedeo, Fede, Mario, Paolo UGET di Torino ed i nostri Fabio e Maurizio CNSAS Stazione di Bussoleno e Susa

La Gran Cascata

Il secondo tiro

Il 4° ed ultimo tiro

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Medie
tipo ghiaccio :: Bagnato
note su accesso stradale :: Nessuna
quota neve m :: 1300
Quella che nei giorni scorsi poteva essere una cascata in perfette condizioni (lato dx salendo ) oggi si presentava estremamente bagnata ed abbastanza sottile con un forte scroscio d'acqua sottostante. Salito sino alla prima sosta notevolmente difficile da raggiungere causa scarsità di ghiaccio. E' necessario uno spostamento non banale con aggancio becca nel maillon. Soluzione adottabile solo se non è possibile proseguire, altrimenti conviene assolutamente considerare quest'ultima opzione. Il socio salito dopo di me ha portato qualche vite in più ed ha proseguito col tiro unico da 60 m.Oggi la cascata era ancora fattibile ma con queste temperature non durerà molto . Salito anche il facilissimo saltino più a monte, molto magro anche quello !!
By Gianfra, Fabio, Paolo e Matteo CNSAS Stazione di Bussoleno

Gian sotto sosta scomoda in sx orografica

Fabio sotto la sosta scomoda

Matteo poco sotto la sosta dei 60 m.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partenza alle 5.15 circa dal Refuge du Pelvoux . Si salgono le roccette a monte del rifugio (II °) poi su sentiero sino al traverso (ometti). Attenzione a traversare in piano seguendo gli ometti senza mai salire troppo , sino ad un nevaio. In fondo a questo salire nel canale in direzione W tenendosi alla larga dalle rocce montonate sulla destra sulle quali è difficile traversare ed aleatorio proteggere . Al colle come consigliato dal gestore , abbiamo optato per l'itinerario delle Rocheres Rouges (III ° / II ° )in quanto il Coulige è molto secco e pericoloso per la caduta di sassi . Attenzione: la via delle R.Rouges va intrapresa con buona visibilità pertanto è inutile partire alle 3 dal rifugio. L'itinerario si svolge dapprima in traverso seguendo gli ometti ed alcuni punti blu; poi inizia a salire più diretto zigzagando un pochino. Attenzione : ad un certo punto , se ci si sposta troppo a dx , su di una cengia peraltro di difficile accesso è ben visibile una fettuccia bianca. Non raggiungetela!!! E' completamente fuori itinerario. Salite dritti per facili roccette e pian piano spostatevi a sx ritrovando gli ometti , quindi su dritti sino al ghiaccio ove si vede la Pointe Puiseux ad un centinaio di metri di dilslivello alla nostra sinistra.
Discesa: Si segue il ghiacciao transitando sotto la P. Duran in direzione E, trovando i passaggi tra i crepacci. Quando si scorge un evidente sperone roccioso , piegare a sx per raggiungere un corpo morto sul bordo di un enorme crepaccio. Corda doppia poi con breve traverso in piano raggiungere lo sperone. Seguirlo direzione E senza lasciarsi tentare nè a dx (crepacci e seracchi invalicabili) nè a sx (doppia da 35 m. sconsigliata!!) Raggiungere invece dopo pochi metri un intaglio poco marcato ove 10 m. sotto si scorge l'ancoraggio corretto. Scendere in doppia per 25 m. su di un'ampia e facile dorsale . Seguirla sino ad un intaglio ove si scorgono delle tracce di discesa . Evitare assolutamente di scendere qui. Piegare invece decisamente a sx e seguendo gli ometti portarsi sull' espostissimo versante NE dove un' aleatoria traccia di sentiero (prestare estrema attenzione) conduce su di un'altra facile dorsale. Pochi metri in discesa ed il sentiero volge nuovamente a NE su un altro tratto espostissimo dove traversando in leggera discesa, si raggiunge un'intaglio evidente e molto profondo nel quale su di uno spuntone si scorge un' ancoraggio (poco sopra vi è altresì un' ancoraggio su chiodi che consente di raggiungere l'intaglio con maggiore sicurezza) . Questo punto è denominato "Brèche q. 3170" . Dalla Breche noi abbiamo sfruttato l' ancoraggio su spuntone , ma da alcune foto in internet si vede gente appesa ad una sosta in sx orografica (valutare!!). Come fatto da noi, la prima doppia è da 30 m. giustissimi (ancoraggio in sx orog. non evidente), la seconda idem !!! Alla fine di questo tratto siamo sul ghiacciaio pianeggiante sotto il tiro dei seracchi, pertanto prendere fiato e filare a mille sino alla breve risalita già ben visibile da metà traverso . Risalire la corda fissa e scendere alcuni metri nell'intaglio alla sx dove pochi metri sotto si scorge l'ancoraggio. Con una calata si arriva sul nevaio Pellissier (molto ridotto). Non è ancora ora di riporre la corda poichè dopo pochi minuti di ripida discesa su sfasciumi seguendo gli ometti si raggiunge un'altro risalto. Noi abbiamo sfruttato la sosta su chiodi e fettucce alla dx scendendo ma è veramente giusta (l'ultimo non deve mollare le corde perchè altrimenti non si recuperano più). Il consiglio è invece quello di scendere pochi metri a sx per reperire un'altro ancoraggio che a quanto visto in seguito dovrebbe dare accesso alla parte bassa del Pellissier senza ulteriori problemi. Ora la corda non serve più, quindi dapprima si sfrutta un po' il nevaio per una veloce e riposante scivolata poi si imbocca sul lato sx del nevaio oltre una dorsale , un evidente sentiero che con mille tornanti percorre i ripidissimi prati sino ad un fitto ontaneto. Da qui in caso di pioggia si consiglia l'itinerario a sx per Prè de Madame Carle , altrimenti con roccia asciutta, ben più rapido a dx per le Vire d'Ailefroide . Attenzione : il sentiero è abbastanza facile sino ad un evidente canalone boscoso. Raggiuntolo non scendere in esso (porta sulle pareti) ma salire leggermente sulle roccette di dx (ometti) contornando uno sperone abbastanza ampio. Il primo tratto è esposto ma non troppo; subito dopo la traccia continua dietro detto sperone e per circa 5/6 metri l'esposizione è totale ( però buon posto per i piedi e buoni appigli). Dopo questo tratto si cammina senza grandi problemi e senza ulteriori tratti esposti sin quasi alla fine , ove un breve tratto (6/7 metri) su placca inclinata, obbliga ad un po' d'attenzione per porre piede sul facile sentiero che riporta ad Ailefroide in circa 15 minuti.
Un ringraziamento particolare a Damien il gestore del Refuge du Pelvoux per le informazioni forniteci tramite foto sul PC e consigli personali. Inoltre la cena è stata buonissima e abbondante (non siamo riusciti a finire quanto offertoci) e di sicuro non ha lesinato sul pane (due cestini pieni di ottimo pane integrale). Ricordiamo inoltre che in questo periodo l'acqua al rifugio è presente e potabile pertanto è inutile caricarsi di pesi inutili. Gita effettuata da Gian, Fabio e Paolo CNSAS Stazione di Bussoleno. Oggi sia in cima che nella traversata c'eravamo solo noi. Un piccolo valore aggiunto.

Alba all'imbocco delle Rochères Rouges

Fabio e Paolo sulle Rochères Rouges

La P. Puiseux all'uscita delle Rochères rouges

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giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
ancoraggi :: buoni
scappatoie :: numerose
navetta :: si
Bella discesa con portata ottimale. Oggi molto frequentato tanto da non trovare parcheggio. I pochi salti, non comportano problemi. La pozza prima dell' arrivo alle miniere è stata riempita da una frana e si scende disarrampicando o con breve calata. La vasca nella quale si saltava da masso in centro alveo, in prossimità del sentiero di uscita, non esiste più . Probabilmente è stata interessata dai lavori in corso per rinforzare la sponda sx.
Grazie ad Agnes e Pierin per la compagnia.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Immersione "I gamberi" . Bella immersione presso P. Chiappa, ma purtroppo poco pesce e zero polpi. Sicuramente la vicina secca de l'Isuela (fatta l'anno scorso) sotto questo aspetto è decisamente più appagante . Sceso sino a 34 m da solo poi ricongiungimento coi soci ai 20 m. Probabilmente la parte interessante inizia dai 30 sin verso i 45 .
Una bella giornata con Claudio, Fabio e Paolo.
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