anthas04


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
La gita è ancora in condizioni. Unico neo......l'auto la si lascia al primo ponticello dopo la salita da Bonnevalle , poiché sono state posizionate delle transenne con tanto di divieto (pure per bici e a piedi). Pertanto bisogna calcolare 250m. circa in più di dsl . La nota positiva è che in discesa seguendo le lingue di neve si arriva al pianoro dei casolari a 7 minuti dall'auto. Ovviamente conviene salire e scendere da/a Pont de l'Aiguilette e non a Pont de la Neige. Condizioni neve : sino a 2600 m. circa, la pioggia ha lavorato parecchio creando i classici buchi fastidiosi sia in salita che in discesa . La parte alta è perfetta , ma dal colle , un consiglio spassionato ........ FATE la cresta !!!! Il sottoscritto ha provato a percorrere il pendio sud e..... ogni due passi una scivolata sulla neve marcia. Un vero supplizio!!! In discesa , occhio, al buco sotto al ponte e nel canale che segue . Si stanno allargando e sono pericolosi per la notevole quantità d'acqua che scorre al di sotto . PS: Da colloquio con dei francesi, probabilmente il divieto verrà revocato la settimana prossima.
Un grazie per la compagnia e per la logistica (mangereccia) a: Gianni, Franco , Alby , Mario, Cesare , Max e Cesare

La cima nella nebbia totale

Il gruppo

Attenzione al buco !!

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Discrete -
tipo ghiaccio :: Bagnato e vuoto all'interno
note su accesso stradale :: La strada poderale di accesso non è praticabile.
quota neve m :: 500
Si parcheggia dopo l'abitato di Novalesa presso il ponte del Cenischia , poiché la strada di accesso alla sbarra è completamente innevata (circa 10 min. ) Le condizioni attuali erano veramente quasi al limite. Dalla strada il tiro di avvicinamento è da evitare perché crolla tutto e ci si bagna alla grande. Il primo tiro è facile ma aleatorio, infatti la chiodatura è pressoché inutile. Il secondo tiro è proteggibile ma i chiodi trovano quasi sempre il vuoto sotto. Il tiro chiave è sempre splendido. Io l'ho preso sulla dx dov'è verticale ma gli agganci erano buoni (la chiodatura come prima, ma un po' di sicurezza la dà ) . L'ultimo tiro è sfondoso ma le difficoltà sono molto contenute quindi nessun problema. A ns avviso se non scende la temperatura domani è molto a rischio e lunedì personalmente la eviterei . Oggi sulla via due cordate con le quali abbiamo condiviso la salita e poco sotto Fabio e Maurizio partiti più tardi. Salita effettuata sotto un'incessante nevicata che nel giro di due ore ha accumulato circa 10 cm di fresca.
By Paolo e Gian CNSAS Stazione di Bussoleno (la cordata dei vecchietti non ha sfigurato ) . Sulla cascata Amedeo, Fede, Mario, Paolo UGET di Torino ed i nostri Fabio e Maurizio CNSAS Stazione di Bussoleno e Susa

La Gran Cascata

Il secondo tiro

Il 4° ed ultimo tiro

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Medie
tipo ghiaccio :: Bagnato
note su accesso stradale :: Nessuna
quota neve m :: 1300
Quella che nei giorni scorsi poteva essere una cascata in perfette condizioni (lato dx salendo ) oggi si presentava estremamente bagnata ed abbastanza sottile con un forte scroscio d'acqua sottostante. Salito sino alla prima sosta notevolmente difficile da raggiungere causa scarsità di ghiaccio. E' necessario uno spostamento non banale con aggancio becca nel maillon. Soluzione adottabile solo se non è possibile proseguire, altrimenti conviene assolutamente considerare quest'ultima opzione. Il socio salito dopo di me ha portato qualche vite in più ed ha proseguito col tiro unico da 60 m.Oggi la cascata era ancora fattibile ma con queste temperature non durerà molto . Salito anche il facilissimo saltino più a monte, molto magro anche quello !!
By Gianfra, Fabio, Paolo e Matteo CNSAS Stazione di Bussoleno

Gian sotto sosta scomoda in sx orografica

Fabio sotto la sosta scomoda

Matteo poco sotto la sosta dei 60 m.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partenza alle 5.15 circa dal Refuge du Pelvoux . Si salgono le roccette a monte del rifugio (II °) poi su sentiero sino al traverso (ometti). Attenzione a traversare in piano seguendo gli ometti senza mai salire troppo , sino ad un nevaio. In fondo a questo salire nel canale in direzione W tenendosi alla larga dalle rocce montonate sulla destra sulle quali è difficile traversare ed aleatorio proteggere . Al colle come consigliato dal gestore , abbiamo optato per l'itinerario delle Rocheres Rouges (III ° / II ° )in quanto il Coulige è molto secco e pericoloso per la caduta di sassi . Attenzione: la via delle R.Rouges va intrapresa con buona visibilità pertanto è inutile partire alle 3 dal rifugio. L'itinerario si svolge dapprima in traverso seguendo gli ometti ed alcuni punti blu; poi inizia a salire più diretto zigzagando un pochino. Attenzione : ad un certo punto , se ci si sposta troppo a dx , su di una cengia peraltro di difficile accesso è ben visibile una fettuccia bianca. Non raggiungetela!!! E' completamente fuori itinerario. Salite dritti per facili roccette e pian piano spostatevi a sx ritrovando gli ometti , quindi su dritti sino al ghiaccio ove si vede la Pointe Puiseux ad un centinaio di metri di dilslivello alla nostra sinistra.
Discesa: Si segue il ghiacciao transitando sotto la P. Duran in direzione E, trovando i passaggi tra i crepacci. Quando si scorge un evidente sperone roccioso , piegare a sx per raggiungere un corpo morto sul bordo di un enorme crepaccio. Corda doppia poi con breve traverso in piano raggiungere lo sperone. Seguirlo direzione E senza lasciarsi tentare nè a dx (crepacci e seracchi invalicabili) nè a sx (doppia da 35 m. sconsigliata!!) Raggiungere invece dopo pochi metri un intaglio poco marcato ove 10 m. sotto si scorge l'ancoraggio corretto. Scendere in doppia per 25 m. su di un'ampia e facile dorsale . Seguirla sino ad un intaglio ove si scorgono delle tracce di discesa . Evitare assolutamente di scendere qui. Piegare invece decisamente a sx e seguendo gli ometti portarsi sull' espostissimo versante NE dove un' aleatoria traccia di sentiero (prestare estrema attenzione) conduce su di un'altra facile dorsale. Pochi metri in discesa ed il sentiero volge nuovamente a NE su un altro tratto espostissimo dove traversando in leggera discesa, si raggiunge un'intaglio evidente e molto profondo nel quale su di uno spuntone si scorge un' ancoraggio (poco sopra vi è altresì un' ancoraggio su chiodi che consente di raggiungere l'intaglio con maggiore sicurezza) . Questo punto è denominato "Brèche q. 3170" . Dalla Breche noi abbiamo sfruttato l' ancoraggio su spuntone , ma da alcune foto in internet si vede gente appesa ad una sosta in sx orografica (valutare!!). Come fatto da noi, la prima doppia è da 30 m. giustissimi (ancoraggio in sx orog. non evidente), la seconda idem !!! Alla fine di questo tratto siamo sul ghiacciaio pianeggiante sotto il tiro dei seracchi, pertanto prendere fiato e filare a mille sino alla breve risalita già ben visibile da metà traverso . Risalire la corda fissa e scendere alcuni metri nell'intaglio alla sx dove pochi metri sotto si scorge l'ancoraggio. Con una calata si arriva sul nevaio Pellissier (molto ridotto). Non è ancora ora di riporre la corda poichè dopo pochi minuti di ripida discesa su sfasciumi seguendo gli ometti si raggiunge un'altro risalto. Noi abbiamo sfruttato la sosta su chiodi e fettucce alla dx scendendo ma è veramente giusta (l'ultimo non deve mollare le corde perchè altrimenti non si recuperano più). Il consiglio è invece quello di scendere pochi metri a sx per reperire un'altro ancoraggio che a quanto visto in seguito dovrebbe dare accesso alla parte bassa del Pellissier senza ulteriori problemi. Ora la corda non serve più, quindi dapprima si sfrutta un po' il nevaio per una veloce e riposante scivolata poi si imbocca sul lato sx del nevaio oltre una dorsale , un evidente sentiero che con mille tornanti percorre i ripidissimi prati sino ad un fitto ontaneto. Da qui in caso di pioggia si consiglia l'itinerario a sx per Prè de Madame Carle , altrimenti con roccia asciutta, ben più rapido a dx per le Vire d'Ailefroide . Attenzione : il sentiero è abbastanza facile sino ad un evidente canalone boscoso. Raggiuntolo non scendere in esso (porta sulle pareti) ma salire leggermente sulle roccette di dx (ometti) contornando uno sperone abbastanza ampio. Il primo tratto è esposto ma non troppo; subito dopo la traccia continua dietro detto sperone e per circa 5/6 metri l'esposizione è totale ( però buon posto per i piedi e buoni appigli). Dopo questo tratto si cammina senza grandi problemi e senza ulteriori tratti esposti sin quasi alla fine , ove un breve tratto (6/7 metri) su placca inclinata, obbliga ad un po' d'attenzione per porre piede sul facile sentiero che riporta ad Ailefroide in circa 15 minuti.
Un ringraziamento particolare a Damien il gestore del Refuge du Pelvoux per le informazioni forniteci tramite foto sul PC e consigli personali. Inoltre la cena è stata buonissima e abbondante (non siamo riusciti a finire quanto offertoci) e di sicuro non ha lesinato sul pane (due cestini pieni di ottimo pane integrale). Ricordiamo inoltre che in questo periodo l'acqua al rifugio è presente e potabile pertanto è inutile caricarsi di pesi inutili. Gita effettuata da Gian, Fabio e Paolo CNSAS Stazione di Bussoleno. Oggi sia in cima che nella traversata c'eravamo solo noi. Un piccolo valore aggiunto.

Alba all'imbocco delle Rochères Rouges

Fabio e Paolo sulle Rochères Rouges

La P. Puiseux all'uscita delle Rochères rouges

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giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
ancoraggi :: buoni
scappatoie :: numerose
navetta :: si
Bella discesa con portata ottimale. Oggi molto frequentato tanto da non trovare parcheggio. I pochi salti, non comportano problemi. La pozza prima dell' arrivo alle miniere è stata riempita da una frana e si scende disarrampicando o con breve calata. La vasca nella quale si saltava da masso in centro alveo, in prossimità del sentiero di uscita, non esiste più . Probabilmente è stata interessata dai lavori in corso per rinforzare la sponda sx.
Grazie ad Agnes e Pierin per la compagnia.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Immersione "I gamberi" . Bella immersione presso P. Chiappa, ma purtroppo poco pesce e zero polpi. Sicuramente la vicina secca de l'Isuela (fatta l'anno scorso) sotto questo aspetto è decisamente più appagante . Sceso sino a 34 m da solo poi ricongiungimento coi soci ai 20 m. Probabilmente la parte interessante inizia dai 30 sin verso i 45 .
Una bella giornata con Claudio, Fabio e Paolo.
giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
ancoraggi :: Discreti
scappatoie :: Ferrata
Sempre un bellissimo itinerario abbastanza tecnico. Oggi c' era una buona portata e le cascate martellavano a dovere. ATTENZIONE : Le piene dell'autunno hanno colmato le vasche di ricezione e riempito le strettoie di tronchi e ramaglie. (vedi video). In particolare lo splendido salto da circa 8 m. della cascata al termine della via ferrata, non è più fattibile. Ho lasciato la corda a 2 m. dal pelo dell'acqua ed ho toccato coi piedi. La profondità attuale sotto la cascata è valutabile in 180 cm. ma appena fuori sarà circa 140/150cm . Sopra la cascata finale una frana ha distrutto il ponte tibetano della ferrata e sopra la testa in sx orog. c' è parecchio materiale instabile di grandi dimensioni, Evitare assolutamente di sostare e velocizzare al massimo le manovre per l'ultima calata. Da segnalare inoltre le cattive condizioni dei corrimani di accesso agli ancoraggi che andrebbero rimossi e sostituiti.
By Gian , Fabio e Paolo CNSAS Stazione di Bussoleno
giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
ancoraggi :: Ottimi
scappatoie :: Poche
Rifatto il canyon a distanza di pochi giorni. Entrati verso le 14 ed inizialmente era divertimento allo stato puro nella forra perfettamente illuminata e soleggiata. Purtroppo sul breve scivolo successivo la C9 (concatenante la cascata), Davide ha preso in pieno una pietra non visibile e si è slogato una caviglia. Quindi la progressione è diventata più lenta con massima attenzione nelle manovre di corda. Alla fine siamo usciti dopo un paio d'ore senza ulteriori problemi. Questo è un canyon di media difficoltà e l'autosoccorso è stato possibile. In forre tipo les Oules, il Ga o La Meje , un'incidente anche banale potrebbe avere serie conseguenze. Questo dovrebbe indurre a prestare attenzione agli itinerari ed a non sopravvalutarsi. Certe forre sono riservate a gente preparata e ben attrezzata. Cercare di emularli senza una preparazione adeguata è da irresponsabili .
Gian e Davide CNSAS Stazione di Bussoleno.
giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
ancoraggi :: Ottimi
scappatoie :: Poche
Parcheggiato nel piazzale ove inizia la strada sterrata per Chalets des Acles (Strada vietata al transito). A piedi seguire la strada e al primo tornante prendere un sentiero che porta in direzione del torrente sino ad incrociare una traccia che sale diretta. Salire in massima pendenza per pochi minuti sino a reperire una traccia poco marcata che si diparte a dx dal sentiero principale. Seguirla in piano (10 m.) sino ad un'albero schiantato , superato il quale lil sentiero diviene evidente . Seguirla per pochi minuti sino a trovare le corde fisse e l'ancoraggio per calarsi nella forra (dall'auto circa 15 min.) Calare in doppia per 15 metri raggiungendo l'alveo. La discesa non è difficile ma con acqua abbondante come abbiamo trovato noi, porre molta attenzione al primo scivolo che porta in una pozza trappola dalla quale se non si entra con slancio, intercettando la corrente di scarico, diventa estremamente problematico uscire (prevedere sagola da lancio). Impensabile tirare fuori una persona catturata dal rullo ad asse verticale, allungandogli la mano, senza fare la stessa fine (successo a noi ). In tale evenienza o sagola di soccorso o togliere il giubbino e tuffarsi sotto la cascata per intercettare la corrente di scarico. Per il resto nessun problema con le calate all'asciutto ed un notevole martellamento con quelle sotto cascata. Con portata così o più consistente non è assolutamente da sottovalutare.
Con Paolo e Davide (il Talebano) . Soccorso alpino stazione di Bussoleno
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: buone
tipo ghiaccio :: duro a tratti con croste da rigelo
note su accesso stradale :: SS 25 del Moncenisio
quota neve m :: 1400
Viste le pessime condizioni del Rio Martino dal quale siamo rientrati per impraticabilità, abbiamo ripiegato su questa colata ben visibile dalla piana di S. Nicolao . Primi 20 m a 50 ° coperti da 30 cm di fresca. Poi un tiro di 20 m a 75- 85 ° sino a raggiungere verso dx salendo, un masso con una sosta a moschettoni . Possibilità di effettuare moulinette in massima sicurezza.
Partecipanti: Gian , Cristian, Francesca, Raffaella , Franco e Fabio

Gian in azione

Cristian in attività

La cascata

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