San Matteo (Punta) dal Passo Gavia per il Rifugio Battaglione Ortles e cresta SO

L'itinerario

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 2500
quota vetta (m): 3678
dislivello complessivo (m): 1178

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: francorossigeologo
ultima revisione: 07/06/10

località partenza: Passo Gavia (Valfurva , SO )

punti appoggio: Rifugio Battaglione Ortles

cartografia: Kompass n. 72 Ortles-Cevedale 1:50.000

note tecniche:
nell'ultimo tratto, se la cresta finale SW del San Matteo non è in condizione, bisogna traversare sulla sinistra tutta la parte apicale del ghiacciaio Dosegù per prendere la cresta NW della montagna (normalmente ben pistata), comunque lungo dolci pendii
normalmente privi di crepacci. Ascensione abbastanza impegnativa per la lunghezza con alcuni saliscendi, per le difficoltà (numerosi passi di II), e per l'isolamento.
Mentre la via normale del San Matteo, via ghiacciaio di Dosegù, è normalmente frequentata, qui raramente si incontrerà qualcuno. La base è il Bivacco Battaglione Ortles, residuato della guerra '15-'18 e ristrutturato, sempre aperto

descrizione itinerario:
Dal rifugio Berni (raggiunto in auto via Valtellina-S.Caterina Valfurva-Passo Gavia oppure via Val Camonica-Ponte di Legno-Passo Gavia) si scende ad attraversare il vallone del Gavia risalendo poi sul lato opposto; si sale lungo il sentiero alto non dovendo divallare al ponte sospeso (dell'Amicizia), e si prosegue sulla destra nel vallone di Valleumbrina.
In alto, senza raggiungere il colle, si devia a sinistra e si raggiunge il Bivacco Battaglione Ortles situato sulla cresta (attenzione non c'é acqua, da prendere all'ultimo nevato).
Il giorno dopo si segue tutta la cresta, eventualmente tagliando lato E la prima cima (Cima di Valleumbrina) e poi superando in successione il Pizzo Valleumbrina (m 3224), la Cima Villacorna (m 3452) e il Monte Martello (m 3517), con numerosi saliscendi e passaggi rocciosi (II) intervallati a tratti detritici o chiazzati di neve, raggiungendo la base della cresta finale SW del San Matteo. Se questa non è in condizione, si traversa a sinistra tutta la base del monte raggiungendo la
cresta NW al colletto (attenzione in questo tratto, all'eventuale presenza di crepacci: normalmente non c'é traccia di pista).
La cresta è ripida ma normalmente ben tracciata e non da' problemi di sorta. Ritorno per lo stesso itinerario (sempre molto lungo).