Perduta (Parete) Thunder

difficoltà: 6b / 6a+ obbl
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 2300
sviluppo arrampicata (m): 500
dislivello avvicinamento (m): 1000

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Nodoinfinito
ultima revisione: 31/07/17

località partenza: Ghiarai (Noasca , TO )

accesso:
Sono possibili due avvicinamenti, uno da Ceresole Reale e uno da Noasca:
- Da Noasca: è possibile lasciare la macchina alla borgata Cateri, prima di Noasca, per poi seguire il sentiero che si dirige verso l'alpe Cherson. Da qui la parete è già visibile. Superato l'alpeggio, o ci si inoltra nella boschina per tracce o meglio si segue il pianoro che porta agli altri alpeggi della conca, quasi in prossimità di un ponte si seguono degli ometti che verso sinistra si inerpicano tra le balze rocciose, fino ad arrivare ad un enorme masso spezzato in due, dove sicuramente in passato albergavano animali da pascolo. Se ci si inoltra troppo nella conca, sarà necessario risalire il letto di uno dei ruscelli, possibile ma più faticoso. Dal grande masso spezzato, seguire la pietraia verso l'evidente parete. Circa 2.30/3 ore al masso e 30-40 minuti la pietraia.
-Da Ceresole Reale: usciti dalla lunga galleria proseguire ancora un km e girare a sx verso il centro sportivo in prossimità di un curvone (prima di giungere a Ceresole Reale). Percorrere la strada per 100m sino al suo termine vicino a un ponte da cui inizia il sentiero per la Bocchetta Fioria. (Vedi itinerario Bocchetta Fioria).
Dalla bocchetta si vede bene la parete, si scende per circa 400m fino a delle bergerie poi si tiene la dx e facendo un lungo traverso senza perdere quota si attraversa prima una pietraia poi dei cespugli di mirtilli molto faticosi in direzione di un facile canalino su una prima barra rocciosa che difende l'accesso ai piani superiori. Superata la prima barra, si attraversa ancora per cespugli fino ad un secondo canale che permette di superare anche la seconda barra rocciosa. (qualche ometto). Qui c'è un buon posto in piano per mettere le tende con acqua a 10 minuti. Circa 3.30 dalla macchina. Da qui in mezzora su facile pietraia si è all'attacco delle vie.

note tecniche:
Bellissima parete alta circa 450m dalle innumerevoli possibilità posta sul versante orchiano del Monte Bessun. Avendo carta bianca abbiamo scelto le zone più facili per essere sicuri di riuscire a salire, ma non mancano le possibilità per aprire vie più difficili. Le placche hanno spesso quarzetti per piedi e mani e le fessure sono già pulite da erba, cosa si vuole di più?! L'ambiente circostante è stupendo e senza traccia umana. Possibilità di bivacco sulla prima e seconda cengia erbosa. Prende il sole al pomeriggio ma la quota è bassa quindi non fa freddo. Il cellulare prende a tratti (tim).

Materiale
2 serie di friend, martello, nut, rinvii, corde da 60.

descrizione itinerario:
Attacco in corrispondenza di un evidente diedro in centro alla parete.

L1. 6A+ Si sale il bel diedro con un tettino da superare con passo difficile (qualche lichene). Sosta sotto una grande fessura-camino.
L2. 5A Si traversa a dx e si sale aggirando così la grossa scaglia staccata, si sale ancora e superato uno strapiombo ben manigliato si è sulla prima cengia. (Presente sosta a chiodi per la calata)
L3. 3 Facile tiro verso destra, sosta a chiodi di calata.
L4. 5B Si sale dritti su belle placche fino a che non si raggiunge la seconda cengia. Sosta a chiodi
Breve trasferimento verso destra in corrispondenza di due ometti
L5.6B Tiro chiave. Si sale per placche puntando a un bel diedro con tetto finale. Si parte su fessure, quando muoiono in placca si fa un traverso verso destra (obbligatorio e non proteggibile) e si raggiunge un altro sistema di fessure che permette di accedere al diedro che si sale con entusiasmante arrampicata sino al suo termine, si supera facilmente il tetto e da qui con un altro passo in placca difficile si raggiunge a destra una buona cengia per la sosta.
L6. 5C Bellissimo tiro tutto su fessure. Dalla sosta si sale seguendo le bellissime e facili fessure andando sempre verso sinistra, si aggira uno spigolo, con un breve traverso in placca si raggiunge un bel diedro che poi diventa una lama, la si segue sempre verso sinistra, poi ci si alza dritti per gradoni fino ad una zona di blocchi su cui si sosta. (Dalla sosta si dovrebbe avere a destra un caratteristico diedro "a banana" ben visibile dal basso).
L7. 5B Dalla zona di blocchi si sale e poi si va a destra raggiungendo così una bella cengia. (sosta a chiodi di calata)
L8. 2 Facile trasferimento su cengia di 60m verso destra fino sotto una bella fessura larga con inizio strapiombante.
L9. 6A Si sale la fessura dritti sopra la sosta, all'inizio difficile poi più facile, non andare a dx verso blocchi e raggiunta una zona di roccia chiara (qualcosa muove) si sale una rampa ascendente da sx verso dx su cui si sosta al suo termine.
L10. 5C Si continua a seguire la fessura che porta sotto un tetto giallo, si va a sx e lo si supera tramite una fessura, da qui si sale dritti su terreno sempre più facile sino in cima.

Dalla cima spostarsi 5m a sx per prendere la prima sosta di calata.
Prima doppia: molto corta per superare la parte appoggiata, sosta successiva su grosso masso (20m)
Seconda doppia: Dal grosso masso 60m fino alla cengia che si percorre a ritroso (sx) fino a trovare sosta a chiodi
Terza doppia: 60m in verticale, sosta su spuntone e chiodo
Quarta doppia: 60m fino a seconda cengia, trasferimento a sx fino a sosta a chiodi
Quinta doppia: Leggermente verso sx (faccia a parete)
Sesta doppia: Si raggiunge così la prima cengia con sosta a chiodi
Settima doppia: fino a terra
Tutte le doppie sono attrezzate con cordoni e maillon.

Su L5 e L6 non andare verso le soste attrezzate, sono di calata e fuori via.

altre annotazioni:
Aperta da Fabio Ventre e Francois Humour il 29 luglio 2017