Giarolo (Monte) da Zebedassi

L'itinerario

sentiero tipo,n°,segnavia: CAI
difficoltà: E :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 478
quota vetta/quota massima (m): 1473
dislivello salita totale (m): 1470

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: ferruccio fei
ultima revisione: 06/05/16

località partenza: Zebedassi (Pertuso , AL )

punti appoggio: Zebedassi

accesso:
sulla strada che percorre la Val Borbera dopo le Strette di Pertuso indicazioni per la Val Curone successivamente SP110 per Garbagna Vicoponzo Montebore

note tecniche:
dislivello e soprattutto lunghezza che comportano un certo allenamento, nessuna difficoltà tecnica visto che si svolge quasi totalmente su larghe sterrate. Più impegnativo il tratto da Borgoadorno:

descrizione itinerario:
Il percorso incomincia dalla Sp110, passa tra le case della borgata e, in corrispondenza di una piccola baita di legno incomincia a scendere nuovamente tra i cespugli per raggiungere il fondovalle dove scorre il rio Besante, tributario del torrente Borbera. Dopo aver guadato il rio, il sentiero tiene la sinistra e risale il versante per raggiungere Cascine Carrano (420 m), un piccolo nucleo di case ristrutturate.
Il sentiero riprende a salire di quota ricalcando un’antica mulattiera, che in breve giunge a Casa Bellaria (520 m), immettendosi su asfalto, e percorre poi un tratto di strada provinciale per giungere al bivio di Caviggino (607 m).
Dal bivio il sentiero prende a salire lungo il versante boscato e raggiunge in breve il crinale, dove si immette sulla mulattiera che percorre la Costa Bregni e bella Costa delle Vaie; l’ambiente è decisamente piacevole e offre molti scorci panoramici.
Il percorso arriva sull’asfalto in corrispondenza del Centro Didattico-Sperimentale “Cavalchini” dell’Università degli Studi di Milano e, seguendo un breve tratto di strada asfaltata giunge alla frazione di Borgo Adorno, caratterizzata dalla presenza di un antico castello risalente al 1100, oggi di proprietà privata.
Il percorso lascia l’asfalto passando tra alcune case del borgo e incomincia a risalire il versante seguendo una vecchia mulattiera che si inerpica su un fondo pietroso e instabile.
Al primo bivio il percorso svolta a sinistra e continua in ascesa, superando tratti in decisa pendenza in un ambiente boscato tipico di questi versanti ricoperti da esemplari di roverella (Quercus pubescens), carpino nero (Ostrya carpinifolia) e orniello (Fraxinus ornus), incisi dai piccoli tributari del rio Besante, che a sua volta va ad alimentare il torrente Borbera.
Lungo il percorso si trovano sia i segnavia dell’itinerario 200 Borbera - Spinti sia quelli dell’itinerario 139 del territorio della Val Curone “La Via dei Mercanti”, poiché per alcuni chilometri si sovrappongono.
Dopo aver superato circa 350 m di dislivello, il sentiero entra in una fitta pineta e, superando un’ultima rampa, giunge alla Costa delle Lesaie (1115 m), notevole punto panoramico sulla Val Curone utilizzata per il pascolo dei bovini da diverse aziende agricole.
Il sentiero svolta a destra e procede verso sud seguendo la recinzione sulla costa, al bivio seguente tiene la destra e continua in salita su una larga carrozzabile sterrata che entra in una bellissima faggeta, superando la sorgente del Museglia.
Dopo gli ultimi tornanti il sentiero esce dal bosco ed arriva ai prati di crinale, giungendo infine alla cima del Monte Giarolo (1473 m), importante nodo escursionistico da cui si gode uno splendido panorama sul territorio circostante.

altre annotazioni:
Dal 1943 al 1945 le Strette furono teatro di scontri tra i repubblichini appoggiati dai nazisti che controllavano la bassa valle e i partigiani che controllavano l'alta valle. Lo scontro più importante fu quello della Battaglia di Pertuso; altro scontro fu quello della Battaglia di Cantalupo dove cadde il partigiano sovietico Fjodor.
Il Ponte del Carmine, situato all'inizio delle Strette, venne fatto saltare dai partigiani il 3 ottobre 1944 per impedire ai nazifascisti di raggiungere l'alta valle con mezzi corazzati: tuttora vi si trova poco dopo una stele dedicata ai caduti della Pinan Cichero; a Pertuso si trova anche una stele che elenca tutte le divisioni partigiane che combatterono nella valle.