Cima del Lago Bianco (Weisseespitze) da Melago per il Rifugio Pio XI con possibile anello alla Hoch Vernagl Wand

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1915
quota vetta (m): 3532
dislivello complessivo (m): 1617

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 12/07/15

località partenza: Melago (Curon Venosta , BZ )

punti appoggio: Rifugio Pio XI alla Pala Bianca (Weisskugel hutte) m. 2557. Tel. 0473-633191. www.weisskugel.it

cartografia: Kompass carta 670 foglio 1. Val Venosta. Scala 1:25000 ; Tabacco foglio 043. Alta Val Venosta. Scala 1:25000

accesso:
da Bolzano si segue la strada statale SS38 per Merano e la Val Venosta. Fino a Merano si segue la superstrada, al suo termine si segue la strada principale, SS38, risalendo quindi la valle e superando i centri abitati di Parcines, Coldrano e Silandro per raggiungere Spondigna, dove si tralascia a sinistra la SS38 che conduce verso Solda ed il Passo dello Stelvio e si prosegue a destra lungo la SS40 (indicazioni per il Passo Resia) oltrepassando in successione i centri abitati di Sluderno, Malles Venosta, Burgusio per raggiungere il Lago di Resia e Curon Venosta. Abbandonata la statale che porta al Passo Resia, si volge a destra (indicazioni per la Vallelunga) e e si risale infine la Vallelunga, toccando le frazioni Pedross e Caprone, per raggiungere quindi Melago m. 1915, dove termina la strada. Ampie possibilità di parcheggio su due grandi piazzali.

note tecniche:
La Cima del Lago Bianco (o Weisseespitze) è una delle cime più note e frequentate della Val Venosta, sia per la relativa facilità di accesso, che per il grandioso contesto ambientale che per il vastissimo panorama che è possibile ammirare dalla cima. Se osservata dalla Vallelunga si presenta come una lunga bastionata rocciosa, mentre sui versanti settentrionale e orientale è ricoperto da due grandi ghiacciai. Presenta una bella ascensione che si svolge dapprima su sentiero, poi su un sentiero attrezzato (Richterweg) che consente di superare alcuni passaggi rocciosi che in presenza di neve o vetrato potrebbero rivelarsi alquanto insidiosi. Qualche tratto del Richterweg è esposto alla possibile caduta di sassi. La parte su ghiacciaio è facile, ma la presenza di numerosi crepacci a stagione avanzata richiede attenzione e la progressione in cordata. Solitamente è presente una traccia sui vasti pendii e avvallamenti del ghiacciaio (Gepatschferner). Nella parte su ghiacciaio è opportuno avere buona visibilità in quanto i pendii sono molto vasti, sembra di essere in una zona artica, e, in caso di nebbia unita alla possibile mancanza di una traccia esistente l’orientamento può diventare problematico. Se si ha qualche ora in più, prima di scendere a valle, è possibile combinare la salita della Weisseespitze a quella della Hoch Vernagl Wand m. 3435, con facile percorso su ghiacciaio e breve tratto su facili roccette. Il periodo migliore per effettuare questa piacevole ascensione va da fine giugno a settembre, tenendo presente che a fine stagione si possono trovare tratti in ghiaccio vivo e più crepacci da superare.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio di Melago, si attraversa il centro abitato (cartelli indicatori per il Rifugio Pio XI e la Malga di Melago) e si inizia a seguire la stradina che si tiene al centro della valle (Vallelunga) per circa mezz’ora fino ad un ponte in legno dove si trova un bivio. Poco prima del ponticello, trascurata la stradina di destra che conduce alla soprastante Malga di Melago (rifugio privato) seguiamo invece il ben segnalato sentiero di sinistra (segnavia n.2 e segni bianco-rossi) con indicazioni segnaletiche per il Rifugio Pio XI, che ben presto si inerpica in buona salita con diverse serpentine, superando un boschetto. Poi, superato il limite del bosco, il sentiero diventa molto panoramico, si fa più dolce e con percorso graduale e a mezza costa supera un costolone erboso e raggiunge una spalla dove si trova un pilone in legno della teleferica di servizio del rifugio. Da qui in breve, con evidente percorso si raggiunge il pianoro erboso dove è situato il rifugio Pio XI 2557 m (Ore 2,00 indicative dal parcheggio di Melago al Rifugio). Dal rifugio, si oltrepassa una cappella in pietra, seguendo le indicazioni per il sentiero Richter (Richterweg e Weisseespitze), il sentiero sale in diagonale a mezza costa, sempre ben tracciato e ottimamente segnalato, attraversando due cascatelle (punti che richiedono un minimo di attenzione) e portandosi alla base della parete meridionale della Cima del Lago Bianco. Sotto questa grande bastionata rocciosa ha inizio il sentiero attrezzato Richter (Richterweg) che risale inizialmente una cengia abbastanza esposta ed aerea, successivamente risale una balza rocciosa e alcuni brevi canalini portano ad un dosso roccioso a quota 2970 m dove terminano i cavi metallici (attenzione che alcuni ancoraggi del cavo metallico sono stati danneggiati e in parte divelti da cadute di pietre!). Traversando in piano verso sinistra si raggiunge il ghiacciaio (Vedretta della Croda) dove normalmente ci si lega in cordata. Solitamente sul ghiacciaio è presente una pista data la buona frequentazione di questa cima. Si sale direttamente un ripido pendio sulla sinistra (oppure con un traverso da destra a sinistra) raggiungendo un’ampia e vastissima distesa glaciale (il ghiacciaio del Gepatschferner). Si sale quindi il vasto ghiacciaio per dossi e avvallamenti prendendo quota prima verso destra, fino a raggiungere un ampio avvallamento del Gepatschferner a quota 3200 m, qui vanno tralasciate le eventuali tracce sulla destra che attraversano tutto il ghiacciaio in direzione del rifugio austriaco del Brandeburger Haus, piegando verso sinistra, rimanendo non troppo lontani dal filo della bastionata rocciosa che scende verticalmente sul lato Vallelunga. Salendo su pendenze sempre piuttosto moderate, e badando agli eventuali crepacci presenti, si piega gradualmente a sinistra, raggiungendo un ampio spallone, dove sono ben visibili sia la cima e la croce di vetta. Superando il moderato pendio glaciale si raggiunge quindi lo speroncino di rocce rotte che emerge appena dal ghiacciaio, dove si trova la grande croce della cima con un contenitore metallico ed il quaderno di vetta. (ore 3,30/4,00 indicative dal rifugio alla cima). In discesa si segue a ritroso il medesimo itinerario della salita. Disponendo di tempo e con il meteo favorevole è possibile compiere una piccola traversata e aggiungere anche una seconda cima. In discesa, raggiunto il pianoro glaciale di quota 3200 m si segue per un breve tratto la traccia che va verso il Brandeburger Haus fino ai piedi della cresta rocciosa dello Zinne m. 3378, poi si risale sul costolone glaciale passando alla base della cresta rocciosa fino a raggiungere un plateau posto tra le cime Hintere Hintereisspitze a sinistra e Hoch Vernagl Wand a destra. Con percorso evidente si punta ad un colle posto appena sotto la cima dell’Hoch Vernagl Wand, costituita da un piccolo affioramento roccioso che si eleva per pochi metri sopra il ghiacciaio, salendo la breve e facile cresta di rocce rotte si raggiunge la cima, sormontata da un semplice ometto di pietre (ore 1,30/2,00 indicative tra la Cima del Lago Bianco e la vetta dell’Hoch Vernagl Wand). Si ripercorre la traccia di salita fino al pianoro di quota 3200 m dove si volge a sinistra e seguendo le tracce si raggiunge il balcone dove si esce dal ghiacciaio e si riprende il Richterweg, che si segue integralmente fino al suo termine, poi su facile sentiero si rientra prima al Rifugio Pio XI e quindi a Melago.

altre annotazioni:
La salita alla Cima del Lago Bianco e la traversata alla Hoch Vernagl Wand si compie normalmente in due giorni, utilizzando il Rifugio Pio XI alla Pala Bianca m. 2557 (o Weisskugel hutte), ottimo punto d’appoggio per le salite alla Cima del Lago Bianco, Cime di Barbadorso, Punta di Vallelunga e Pala Bianca. Il rifugio, di proprietà del CAI Desio, è aperto e gestito con servizio di alberghetto da fine giugno a metà settembre, essendo molto frequentato per il pernottamento è obbligatoria la prenotazione. Attualmente (luglio 2015) alcuni ancoraggi di fissaggio dei cavi metallici del sentiero Richter sono saltati e da sostituire, per cui valutare bene la tenuta del cavo in alcuni punti prima di utilizzarlo.