Les Vuardes Carlos King

difficoltà: 7c / 6c obbl
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 1600
sviluppo arrampicata (m): 270
dislivello avvicinamento (m): -200

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: Obelix-Falbala
ultima revisione: 11/11/14

località partenza: Romme-sur-Cluses (Nancy-sur-Cluses , 74 )

punti appoggio: Romme-sur-Cluses

bibliografia: “Vallée de l’Arve”, Gilles Brunot, Atelier Esope, 2009

accesso:
Da Cluses seguire per Rommes-sur-Cluses passando per Nancy-sur-Cluses lungo la D119. Appena oltre Romme, dopo una curva a 90 gradi a sx e una fontana sulla dx prendere a sx la strada che sale e che diventa poco dopo sterrata. Da qui in poi, meglio con un 4x4, ma possibile anche con una trazione anteriore, proseguire lungo la sterrata, che passa sotto un impianto di risalita sciistico. Parcheggiare in corrispondenza di un tornante poco prima di una capanna forestale.
Qui parte in piano un sentiero che punta verso il Monte Bianco, quasi sempre acquitrinoso, in mezzo all’erba. Alla prima deviazione tenere la sx – in leggera discesa - e arrivare sul bordo della falesia dove partono le doppie Plenitude.
Discesa in 6 doppie.
Tempi di accesso:
- 10 minuti dal parcheggio
- un'ora se si lascia l'auto all'inizio della sterrata

note tecniche:
La via attacca appena a sinistra del grande tetto da dove si esegue l’ultima doppia di calata. Si salgono pochi metri di un breve rampa che conduce all’attacco di “Papy récidive” e “Papy fait de la résistence” individuando un inconfondibile vecchio spit giallo che segna l’inizio del primo tiro.
Il tracciato si insinua sulla grande parete incrociando i due Papy, portandosi poi alla loro sinistra, ragion per cui l’eventualità di una ritirata va considerata fino alla sosta di L4.
Chiodatura vetusta (1992) ed eterogenea, mai ripresa nel corso degli anni, fatta eccezione per l’ultimo tiro richiodato nel 2008.
Attenzione a L4, 7b+: gli spit muovono e non sono in buone condizioni.
L8 e L9 presentano una chiodatura relativamente solida che rende appetibile una loro ripetizione calandosi dall’alto. Il 7c vale sicuramente la deviazione.

Materiale necessario: 13 rinvii (qualcuno da allungare per evitare attriti)

descrizione itinerario:
L1: 6b+, placca appoggiata su calcare cartonato (roccia scadente, suona spesso a vuoto), tratto finale facile ma abbastanza sprotetto e su roccia piuttosto cedevole. La sosta si trova a sinistra del grande sperone roccioso, alla base del diedro.
L2: 5c, grande diedro delimitato dalla parete principale e dalla grossa cuspide di roccia a forma di campanile, che viene percorsa nella sua parte destra anche dal secondo tiro della via “Costa", uscita su spigolo tecnico. Protezioni distanziate.
L3: 6b bel tiro su muro verticale a tacche nette e sincere, in comune con “Vertiges de l’oubli”.
L4: 7b+, inizialmente su buone prese, che progressivamente si rarefanno, passo chiave dentro un imbuto su prese piccole e svase, sul finale deviare orizzontalmente a sinistra, la sosta è semi nascosta.
L5: 6b tiro in traverso con arrampicata delicata su roccia da tastare.
L6: 6c muro verticale su calcare a gocce taglienti, arrampicata tecnica e di dita.
L7: 7a duro boulder fisico iniziale con passo obbligatorio. Gradazione decisamente severa.
L8: 7c tiro completo ed estremo condito dal passaggio chiave su muro verticale a gocce affilate, seguono un diedro e una fessura dulfer finale.
L9: 7b+ si sviluppa sul classico calcare grigio rivestito dalla sottile patina bianca dovuta alle ripetute colature di acqua dalla cengia superiore. Lasciata la sosta si affrontano due boulder, il secondo è molto compresso, fisico e con passo obbligatorio. Assai esigente.
L10: 6c+ fessurino e muro tecnico con spalmi di piede. Severo per il grado proposto.

altre annotazioni:
Via aperta nel 1992 da Gilles Mathe e Pascal Saudemont.