Dronero (Vecchie borgate) Anello Dragon Bike

L'itinerario

difficoltà: MC / MC+ / S1   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 700
quota vetta/quota massima (m): 1300
dislivello salita totale (m): 1900
lunghezza (km): 47

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: baloo
ultima revisione: 03/10/14

località partenza: Dronero (Dronero , CN )

punti appoggio: Dronero- varie borgate

note tecniche:
Sterrate facili e sentieri mai troppo tecnici ... l'unica difficoltà è la lunghezza e il dislivello accumulato.
Come via di fuga si può fare il giro più corto ( di 30 Km per 1200 metri di dislivello compresa la digressione su santa Cristina che si può evitare proseguendo in discesa su asfalto e avanzando 100 mt dislivello in salita)

descrizione itinerario:
Il percorso s i snoda sulle montagne della bassa Valle Maira, nei valloni laterali alla destra idrografica,
tra la città di Dronero ( borgo di origini medioevali secolo XII ) e San Damiano Macra, e viene percorso in linea di massima su rotabili a fondo naturale e magnifici sentieri immersi nel verde, attraverso suggestive pinete, lariceti, faggeti incontrando anche antiche Borgate, mute testimonianze di una vita rurale e contadina ormai scomparsa.
Dal piazzale vicino al cimitero di Tetti di Dronero (670 s.l.m.) si pedala verso valle ed oltrepassata la piazza, innanzi ad un bivio, si prosegue a destra (400 m, paline MTB) lungo via Moschieres, meglio conosciuta come strada vecchia di Dronero; con percorso in leggera discesa si perviene ad una biforcazione ( Wp 001.1 - 1,8 km, quota 625 m ca.) dove occorre mantenere la destra lungo una carrozzabile segnalata ed utilizzata come ciclabile. La pista ciclabile costeggia il canale irriguo Marchisa, per raggiungere sempre su asfalto la Regione Borgata Archero.
Sempre su asfalto e con percorso veloce si arriva ad incrociare via Archero (Wp 002 - 3,6 km - 620 s.l.m.)
che bisogna imboccare svoltando verso destra fino ad un nuovo incrocio, di fronte ad una villa gialla (Wp 003 - 632s.l.m.) di nuovo a destra attraversando l’abitato di Archero ed in breve, ad una ulteriore bivio (4km), si prosegue diritti seguendo le indicazioni S1 della palina.
Seguendo indicazioni per Colle Piatta, sulla carrareccia dove il percorso inizia ad elevarsi, carrareccia che diventa sterrata dopo circa 1 km
L’itinerario inizia ad elevarsi ed in breve il fondo diventa sterrato (5 km).
Inizia qui la prima delle 4 salite che caratterizzano il percorso, salita che porterà al Colle della Piatta.
Si prende quota in un bel bosco misto di castagni e conifere fino a giungere ad un crocevia di sterrate, in prossimità delle prime case di Prà Germano (7,8 km, quota 1045 m).
Si continua diritti arrivando in breve a costeggiare la borgata di Pra Germano (8,6 km, quota 1140 m), poco dopo la quale si ignora sulla destra una rotabile che perde quota ( Wp 004 - 9 km, quota 1047 m s.l.m.);
Si ignora questa volta a Dx, strada che scende per Bric Olivengo, una breve risalita porta successivamente ad incrociare la sterrata che giunge da colle Traversera dalla nostra destra, ( Wp 005 - 9,4 km – 1171 s.l.m.) e continuando diritti, dopo aver superato una seconda strada in arrivo ancora da dastra sempre da colle Traversa, si raggiunge il Passo della Piatta, ( Wp 006 - 9,6 km, quota 1203 s.l.m. - paline), caratterizzato da crocevia di carrarecce .Si trascurano tutte le rotabili e si imbocca l’evidente traccia sulla destra, a fianco della palina, con indicazioni per rocce Barmarossa: una ripida rampetta porta quindi a percorrere un sentiero spettacolare e panoramico, posto sulla cresta spartiacque tra le valli Grana e Maira, che con alcuni sali e scendi conduce ad una biforcazione dove si trovano delle paline GTA (quota 1285 m).
Si ignora la traccia che continua diritta in direzione del Colle Traversera e si pedala a sinistra sul sentiero che si eleva con una breve rampa: un tratto in leggera salita conduce alla croce di Piossasco, ottimo punto panoramico sulle alture della Valle Maira e sul Monviso, oltre che sulle borgate del vallone di Piossasco (11,1 km, quota 1330 m);
Raggiunta Rocca della Guia, ( 1330 s.l.m. dove inizia discesa,abbandonando poi la principale, e ci si inoltra sulla destra in un sentiero poco evidente, recentemente ripristinato,divertente tratto di discesa nel bosco di faggi consente di raggiungere il colletto la Peira ( Wp 007 - 11,6 km - quota 1293 s.l.m.), caratterizzato da una piccola radura, dove bisogna abbandonare la traccia principale che continua diritta, in favore di una traccia che piega a destra in discesa (tacche gialle su alberi).
La bella discesa nel bosco prosegue fino ad attraversare borgata Biut (Wp 008 - 12,6 km, 1170 s.l.m. Wp 008.1 fontana) dalla quale si divalla ulteriormente su stradina.
Sempre in discesa, evitando tutti ulteriori bivi secondari, passando le borgate di Noni ( Wp 009 – 1080 s.l.m.)
Seguire strada centrale dritto, per frazioni Grangia e Artec ( Wp 010 – 943 s.l.m.)
Successivamente, in frazione Comba, deviazione a destra ( Wp 011 – 860 s.l.m.) per posto tappa, borgata Fatiga.
Si ritrova l’asfalto nei pressi della Borgata Comba, ( Wp 011 - 15,5 km, quota 860 m, - fontana).
Di nuovo su asfalto si perde ancora quota in direzione dell’abitato di S. Anna di Piossasco, prima della quale a Molino di Sant’Anna, si abbandona l’asfalto per imboccare sulla sinistra una sterrata ( Wp 012 – 792 s.l.m.).
(bivio, pilone votivo, a sinistra, 16,3 km ): si guadagnano metri fino ad un bivio (Wp 013 - 16,7 km - 840 s.l.m.);
si continua diritti (sbarra) trascurando sulla sinistra la rotabile che conduce a borgata Rimonda.
Si pedala lungo una bella salita nel bosco ignorando deviazioni secondarie sulla destra: si costeggia la borgata Gianti ( Wp 014 - 17,6 km – 923/930 s.l.m.) subito dopo la quale, ad un bivio, si prosegue diritti ignorando la sterrata di destra che riporta a Tetti; l’itinerario porta a Praletto superiore (18,7 km, quota 1085 m - affreschi di Pocchiola), poco dopo la quale si costeggiano due croci di partigiani caduti in guerra,
tralasciando strada che si dirama a sinistra ( Wp 015 – 1127 s.l.m.) in salita che conduce al colle del Gerbido,prima di raggiungere il Colle delle Cime - Ruà Cime ( Wp 016 - 19,2 km, quota 1105 /1110 s.l.m.).
Si continua diritti e una lunga discesa su stradina consente di raggiungere cascina Garnerone, ( Wp 017 – 968 s.l.m.)in prossimità di un tornante che piega a destra (21,2 km): si abbandona la principale in favore di un tratturo che costeggia il rustico e con bellissimo percorso si aggira una dorsale dopo la quale una discesa porta, dopo aver superato la Frazione Eremita, ad incrociare una sterrata ( Wp 018 - 21,9 km – 901 s.l.m.).
Si imbocca questa strada in arrivo da destra, la si segue svoltando a sinistra, su rotabile asfaltata (22,5 km): ignorando le indicazioni DB sulla destra e si pedala in salita a sinistra, dove poco dopo l’asfalto lascia spazio al fondo sterrato; su buone pendenze, perché inizia qui la seconda salita, che porterà a Borgata Ghio.
Si raggiunge un bivio ( Wp 019 – 987 s.l.m.) con strada che sale al Colle del Gerbido.
Occorre mantenere la destra in direzione della borgata Mestre ( Wp 020 - 23,1 km – 1212 s.l.m.).
Per un breve tratto il fondo torna asfaltato e poi, nuovamente su sterrato si entra in borgata Mestre (25 km,) dove si seguono le indicazioni per il colle o Croce del Gerbido ( Wp 021 – 1354 s.l.m.).
Il percorso si stringe a sentiero e si prende quota con una serie di tornantini, dopo i quali, con alcuni sali e scendi, si raggiunge il colle La Tressa ( Wp 022 - 26,9 km, quota 1345 m).
In discesa nel bosco si raggiunge velocemente Borgata Ghio ( Wp 023 - 27,9 km - quota 1211/1230 s.l.m. - fontana) dove si prosegue a sinistra lungo la sterrata che passa sotto le case della frazione: copiati un paio di tornanti, di fronte ad un forno per il pane, occorre imboccare sulla destra un sentiero (28,1 km), dove ha inizio la terza salita, che porta dalla Borgata Ghio al Colletto del Pilone ( punto di quota massimo del percorso ).
Sicuramente la più impegnativa, perché costringe a spingere la bicicletta per una dieci - quindici minuti.
Si costeggiano due piloni votivi ed in corrispondenza del secondo (28,4 km, quota 1370 m) inizia una bella discesa nel bosco che porta a sfiorare alla nostra sinistra, una bella borgata, Assarti , proseguendo poi su falsopiano lungo sterrata che arriva ad incrociarne un’altra (Wp 024 - 29,6 km – 1320 s.l.m. – Fontana ) in Frazione Comba.
Si piega svoltando in salita a destra (indicazioni DB) .
Dopo aver raggiunto in breve Pilone del Colletto a quota 1389 mt s.l.m. punto più alto del tracciato,
in breve si perviene al Colle S. Margherita ( Wp 025 - 29,7 km, quota 1330 m).
Sono però i single-track ( sentieri) a regalare le emozioni più forti nella guida del fuoristrada in mtb.
Quelli incontrati procedono in falsopiano e perlopiù in discesa, prevalentemente veloci e con tratti tecnici interessanti, dove viene esaltata eventualmente, l’abilità alla guida e la tecnica del bikers.
I single-track più interessanti Colle Piatta – Borgata Biut, passando per Rocca dell’Aguia ed il Passo Peira,
oppure tra Colle S. Margherita e Borgata Bedale ed infine tra Moschieres e Ruata Prato, passando per il Colle di Poca,
la costa del Vallone e Borgata Saretto.
Si trascurano le indicazioni MTB sulla destra e si seguono quelle per Paglieres: tenendo la destra si imbocca in discesa lo splendido sentiero del Rio Albert, segnalato come PO ( Percorso Occitano), dove si attraversa un bellissimo ponte romanico prima di costeggiare una cascata ( Wp 026 – 1189 s.l.m. ).
Alcune brevi risalite conducono alla frazione di Bedale ( Wp 027 - 32,7 km, quota 1228 m) dopo la quale una sterrata porta ad incrociare il nastro asfaltato che sale da valle (32,9 km).
Si perde quota a destra in discesa, si oltrepassa la borgata di Chiot /Chiotto ( Wp 028 – 1160 s.l.m.) e sempre sulla strada in salita da Macra, segnalata come DB, giunti al Wp 029, secca svolta a Dx, verso Moschieres Vecchia.
Al successivo bivio Wp 030 – 1044 s.l.m., tenere la destra sempre verso Moschieres, che si raggiunge dopo alcuni tornanti si giunge in prossimità di un ponticello, dopo aver fiancheggiato una piccola macchia boschiva di conifere,
si abbandona la carrozzabile e si piega a destra su una sterrata che sale dolcemente fino alla borgata di
Moschieres Vecchia ( Wp 031 - 36,3 km, quota 1200 m).
Si copia il tornante sulla sinistra che in breve si restringe a sentiero: una bella e tranquilla salita nel bosco porta a costeggiare alcune paline prima di raggiungere il colle di Poca ( Wp 032 – 1257 s.l.m.) con una secca rampa (38,3 km, quota 1267 m, palina): si prosegue in discesa in direzione del colle Tejè, si ignora la traccia sulla sinistra ( Wp 033 – 1169 s.l.m.) che porta a S. Damiano (39,2 km) e si raggiunge il colle, immerso nel verde del bosco ( Wp 034 - 39,7 km, quota 1176 m - palina).
Si tralascia l’invitante discesa segnalata e si prosegue lungo la traccia che continua diritta nel bosco e che in breve si biforca: si pedala sul ramo di destra ed in falsopiano si raggiunge una seconda biforcazione (40,1 km) dove si piega in discesa a destra sul sentiero più marcato.
Si perde quota fino ad entrare nella borgata di Saretto ( Wp 035 - 40,8 km – 1030 s.l.m.) dove si piega a destra continuando a pedalare sulla sterrata dal fondo erboso: dopo poco il percorso si restringe a sentiero, passa a monte di un cancello e si ricongiunge all’asfalto (41 km), che deve essere seguito a sinistra in discesa.Subito dopo un tornante che piega a destra, di fronte ad un pilone votivo, bisogna imboccare sulla sinistra una traccia ( Wp 036 - 41,4 km – 1000 s.l.m.), che con percorso tecnico e fondo roccioso divalla fino ad arrivare a Ruà del Prato ( Wp 037 - 42,7 km, quota 814 m); si segue l’asfalto a sinistra in discesa, si ignora una deviazione ( Wp 038 – 778 s.l.m.) per Cartignano a sinistra e si arriva ad incrociare la carrozzabile che unisce la frazione Tetti a Cartignano (44,7 km). Si percorre ora la strada col Cumbal Moschieres alla nostra destra, poi più avanti si incrocia il Cumbal, e subito dopo Wp 039 – quota 719, in prossimità di un bivio con strada ancora per Cartignano, si tiene la destra sempre per Cascina Panchetta e Tetti di Dronero.
Al successivo quadrivio Wp 040 – 692, Si piega a destra e subito dopo si imbocca una sterrata a destra che con percorso in piano taglia i verdi prati a monte di Tetti: ad un primo bivio Ruà Pagliano e poi ad un secondo si piega a destra in leggera salita (45 km) fino a raggiungere Ruà Mandrala ( Wp 041 - 45,7 km, quota 730 m - pilone).Attraversata la frazione si perde quota ed incrociato prima deviazione a sinistra x cascina Fondalonda che tralasciamo, per incontrare poi un nastro asfaltato che da Borsetto e Tetti sale a S. Anna di Piossasco (46 km) lo si segue a destra ( Wp 042) per abbandonarlo 100 metri dopo, in favore di un sentierino sulla sinistra ( Wp 043) .Sentierino che gradualmente si allarga a sterrata, si costeggia un bel pilone e giunti ad una stradina (Wp 044 - 46,7 km – quota 685 ), la si segue a sinistra in discesa arrivando velocemente a Tetti (47,2 km).
Attraversando Frazione tetti di Dronero, si va a ritrovare la strada di partenza, imboccandola svoltando quindi a sinistra si raggiunge il punto di partenza chiudendo così l’anello (km 47)

altre annotazioni:
ottime cappelle votive del 1700-1800 ristrutturate , sentieri di partigiani - civiltà contadine nelle vecchie borgate .
INTERESSANTE