Kingspitze Steuri - Luethi - Heidegger

difficoltà: 6a / 5c obbl / A0
esposizione arrampicata: Nord-Est
quota base arrampicata (m): 2000
sviluppo arrampicata (m): 650
dislivello avvicinamento (m): 700

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: quelo64
ultima revisione: 09/09/14

località partenza: Rosenlaui, 1324 m (Schattenhalb , Oberhasli )

punti appoggio: Engelhorn-Hutte, 1902 m

bibliografia: M. Della Bordella Arrampicare in Svizzera Ed. Versante Sud 2012

accesso:
Punto di partenza Rosenlaui, come per tutte le salite del ramo occidentale degli Engelhorner. Dal parcheggio della Gletscherschlucht (dal 2013 a pagamento, 8 CHF al giorno pagabili ad una macchina automatica piazzata poco dopo l'inizio della stradina cantonale)si sale alla Engelhorn-Hutte per buon sentiero (circa 1.15 ore).
Se si vuole pernottare è indispensabile la prenotazione. Si prosegue quindi addentrandosi nella valle a fondo piatto (Ochsental) che separa il ramo Kingspitze a destra (W) da quello Simeler-Vorderspitze a sinistra (E). in corrispondenza dell'ultimo grosso masso al centro della valle, si piega a destra e si attacca lo zoccolo della montagna per una placca slavata che leggermente verso sinistra porta alla base di una rampa detritica obliqua a destra, la quale a sua volta termina presso una torretta staccata.
Si sale la placca per 50-60 metri (freccia scolpita sulla roccia), poi la rampa per altri 80 m circa(due ometti). Da una sosta alla sommità della rampa, si scende leggermente a destra e ci si infila nella stretta spaccatura tra la parete ed una scaglia staccata, uscendo sul lato opposto in un catino di rocce rotte che si risale con un giro da destra a sinistra arrivando alla sosta 0 (anellone cementato) alla base del diedro ad angolo retto che caratterizza i primi tiri.
Ore 2-2.30 da Rosenlaui.
Nota: è possibile percorrere lo zoccolo anche legati, ci sono alcuni spit di assicurazione.

note tecniche:
Paragonabile per ambiente e difficoltà ad una classica dolomitica di sesto grado. Le difficoltà puramente tecniche sono limitate e la richiodatura parziale a spit + anelloni cementati alle soste, effettuata dalle guide bernesi a più riprese tra il 1989 e il 1996, ha diminuito di molto l'ingaggio.
Tuttavia l'ambiente, lo scarso soleggiamento della parte bassa che risulta spesso umida o bagnata, la roccia un po' precaria in alcuni tratti e la discesa impegnativa ed eterna suggeriscono di affrontarla con la dovuta preparazione alpinistica.

descrizione itinerario:
dalla sosta 0 si segue il diedro per due lunghezze e un totale di circa 60 metri (5a, 5c, vari spit e chiodi). Si esce quindi sulla destra per prendere una rampa-diedro superiore di roccia lisciata (5c+ spesso bagnato, vari spit).
Con un ulteriore tiro non difficile (4c) si raggiunge una sosta che si affaccia a sinistra su uno scivolo di placche argentate.
Qui si prosegue diritti scavalcando una scaglia (1 spit, 1 chiodo) e a destra si vince uno strapiombo fessurato (passaggio chiave, 5c+/6a, 3 chiodi), sostando appena sopra.
Con due lunghezze più semplici su rocce fessurate (4c-5a, alcuni spit e chiodi)si arriva ad una sosta a sinistra in una concavità in cui si incrocia la via moderna Trumpfkoenig che arriva diretta dal basso.
Non proseguire diritti (spit della Trumpfkoenig visibile in una svasatura di roccia scura), ma traversare a sinistra alzandosi leggermente (2 spit) e imboccare una rampa slavata non difficile (4b) che porta ad un ballatoio.
Si prosegue ancora verticalmente su terreno facile giungendo alla base di un risalto più ripido. Un primo tiro in diedro-fessura (5b, spit e chiodi) porta alla sosta con libro di via.
Da qui si esce a destra (5c/6a, tre spit vicini) e si sale ad un terrazzo alla fine delle difficoltà. A destra ci si immette in un colatoio slavato non difficile, da cui si esce ancora a destra per attraversare lungamente verso lo spigolo nord (alcuni spit, tratto di circa 120 m che viene solitamente percorso in conserva lunga, difficoltà non superiori al quarto grado).
Da una sosta con due spit e cordino giallo, si effettua un'ulteriore traversata a destra (30 metri, 4a) raggiungendo lo spigolo destro della montagna.
Si risale una rampa articolata a sinistra dello spigolo e verso destra si ritorna sul filo di cresta dove la verticalità si abbatte (4a).
Con due lunghezze semplici lungo la cresta si arriva in vetta.

Discesa: il problema principale. Già dall'anticima prima delle due ultime lunghezze di cresta si vede il canale di rocce brunastre in cui si deve scendere. Dalla vetta ci si abbassa lungo la via normale della cresta ovest per circa 50 metri (alcuni spit) raggiungendo una spalla. Ancoraggio per calata. Con due doppie (40 m, 30 m) sul versante NW lungo il suddetto canale brunastro si mette piede su una zona di risalti di rocce rotte ed erba che si scendono con cautela puntando leggermente a destra ad un catino di rocce lisciate. Sul lato sinistro del catino (faccia a valle) reperire una serie di calate (vari ancoraggi in posto, alcuni nuovi altri molto più attempati) che consentono di scendere tutto il canale lisciato. L'ultimo (anello cementato) si trova su una cengia a destra e deposita su una spalla erbosa da cui comincia una traccia più marcata e segnata con rari ometti. La traccia si biforca. Il ramo destro sale alla Ochsensattel (sella tra Kingspitze e Zwillingsturme), da cui è possibile ridiscendere nella Ochsental per ripassare dal rifugio (soluzione non provata). Il ramo sinistro prosegue in discesa per un ripido canalone, poi zigzagando tra versanti erbosi quasi verticali; da ultimo esce a sinistra con un lungo giro ad arco per evitare un salto di rocce verticali, e ritornando a destra sotto le rocce sfocia infine sul sentiero per la Dossenhutte in prossimità della giunzione con quello principale per la Engelhorn-Hutte seguito all'andata. Da qui in circa mezz'ora si rientra a Rosenlaui.
La discesa richiede almeno 3 ore di tempo, passo sicuro (una eventuale scivolata potrebbe avere gravi conseguenze) e anche un certo fiuto per la ricerca dell'itinerario migliore. Tenerne adeguatamente conto nella programmazione.

altre annotazioni:
La classicissima degli Engelhorner, la via aperta da Hermann Steuri, Mausi Luethi e Hans Heidegger nel 1937