Zatta (Monte) e Monte Chiappozzo da Passo del Biscia

sentiero tipo,n°,segnavia: Fino a M. Prato Pinello: cerchio rosso vuoto, 5T, A11; in cresta AV
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 891
quota vetta/quota massima (m): 1404
dislivello salita totale (m): 700

copertura rete mobile
tim : 90% di copertura

contributors: lovi84
ultima revisione: 20/11/13

località partenza: Passo del Biscia (Ne , GE )

cartografia: IGM 1:25000

bibliografia: Vette e sentieri in val D'Aveto, Andrea Parodi, 2010 (itinerario 62)

accesso:
Dall’uscita autostradale di Lavagna (A12) si seguono le indicazioni per la Val Graveglia (e inizialmente la Val D’Aveto) lungo la strada SP33, senza attraversare il fiume Entella. Si segue la strada principale fino a Conscenti; qui si tiene la destra e si risale la Val Graveglia, in direzione del Passo del Biscia e delle Miniere di Gambatesa. Si segue sempre la strada principale fino a raggiungere il passo, dove si posteggia l’auto.

note tecniche:
Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, anche se presenta alcuni tratti ripidi e con qualche roccetta; può essere insidioso in caso di pioggia e in caso di nebbia. Il tratto in cresta tra i M. Zatta e Chiappozzo e il più interessante per il paesaggio, mentre la vetta della Zatta è panoramica solo verso sud per la presenza di alberi fino in cima.

descrizione itinerario:
Si posteggia l’auto presso Passo del Biscia (m.750 ca.) e si prende il sentiero a sinistra, che sale tra alcune statue e una cappella commemorativa; il percorso è segnalato con un tondo vuoto rosso (O) e con la sigla 5T (5 Terre); il sentiero si porta sul versante della Val di Vara in un ambiente selvaggio, fino a raggiungere le pendici del Monte Chiappozzo. Giunti ai piani di Chiappozzo si evitano due bivi e si segue il cerchio rosso vuoto, che svolta deciso a destra e risale il ripido versante occidentale del M. Chiappozzo, mentre la vista gradualmente si allarga sulla Val Graveglia, sulla Val di Vara, sul sottostante Pian dell’Oneto e sul Monte Zatta. La salita è ripida tra le rocce e con numerosi strappi, che tuttavia non presentano particolari difficoltà tecniche. Si notano gli evidenti fenomeni carsici sui massi disposti lungo il sentiero. Si raggiunge così la panoramica vetta del M. Chiappozzo (1126 m). Da qui si scende lungo la cresta costellata di massi, con pendenze molto più morbide rispetto alla salita. Si evita il M.Coppello e il sentiero proveniente da Reppia e si giunge al Passo del Gatto. Da qui il sentiero riprende a salire, con alcuni tratti anche piuttosto ripidi e alcune semplici roccette. Superato lo strappo iniziale si entra nel bosco e le pendenze si riducono. Successivamente il sentiero si porta in cresta ed esce dal bosco, salendo tra le roccette nuovamente con passaggi ripidi, fino a raggiungere la vetta del Monte Prato Pinello (1390 m), dove si incontra l’Alta Via dei Monti Liguri. Da qui si svolta a sinistra e si segue l’Alta Via dei Monti Liguri, dapprima in discesa e poi nuovamente in salita, fino a raggiungere la vetta del M. Zatta di Levante (1404 m), il punto più alto del percorso. Da notare l’assenza di una croce sulla vetta immersa nel bosco, che è segnalata solo da una scritta. Da qui si può percorrere tutta la lunga cresta dello Zatta, impiegando circa 30 minuti e raggiungendo prima il M. Zatta Centrale e infine il M. Zatta di Ponente (1355 m), l’unico tratto in cui gli alberi lasciano alcuni metri alla vetta. Dalla cime di ponente la vista è sicuramente più ampia. In vetta al M. Zatta di Ponente si incontra il sentiero proveniente da Reppia, caratterizzato da un semplice tratto attrezzato visibile proprio sotto la cima. Da qui per il ritorno si può seguire il percorso dell’andata o altrimenti scendere a Reppia per poi risalire al Passo del Biscia (consigliabile utilizzare due auto). Se si segue il percorso dell’andata è possibile evitare la vetta del M. Chiappozzo (100-150 m di dislivello), anche se il percorso alternativo presenta un tratto non segnato e in pessime condizioni (molti rovi sul sentiero anche a novembre), decisamente poco consigliabile. Per raggiungere il percorso alternativo al ritorno, dal passo del Gatto si sale al M. Coppello, da qui si prende la mulattiera in discesa, che diventa presto una strada sterrata a tornanti. Si segue la strada fino al quarto tornante (molto distante dal precedente); qui si lascia la strada e si entra in un prato praticamente senza sentiero (il percorso è comunque segnalato su alcune mappe). Si seguono le pochissime tracce entrando in un bosco rado ricco di rovi e felci. Si seguono le poche tracce fino a uscire dal bosco e poco dopo si raggiunge il percorso seguito all’andata alla base del M. Chiappozzo (uno dei due bivi trascurati all’andata). Da qui si torna rapidamente a Passo del Biscia.