Muino (Schegge di) da Vocogno

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 900
quota vetta/quota massima (m): 2171
dislivello salita totale (m): 1271

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Larix66
ultima revisione: 10/12/11

località partenza: Vocogno (Craveggia , VB )

punti appoggio: Piana di Vigezzo

cartografia: CNS 1:25000 foglio 1311 Comologno

note tecniche:
Lunga cresta sullo spartiacque tra la Val Vigezzo e la Valle Onsernone. Ottimo punto panoramico. Difficoltà T fino alla Bocchetta di Muino, EE per il tratto terminale della cresta fino alla punta maggiore. Dopo la prima gobba, quotata 2081m, la cresta forma una depressione, sotto la quale è stata realizzata nel 1931 una galleria che fungeva da stazione di cambio per la teleferica, lunga 11 km in tutto, che trasportava il legname dalla Valle dei Bagni fino al fondovalle vigezzino. L’odierna funivia segue in parte il tracciato dell’antica teleferica.

descrizione itinerario:
Da Vocogno si segue la mulattiera che dal centro del paese sale in direzione Nord per la Piana di Vigezzo. Ad un bivio quotato 1291 m si può tenere la destra, raggiungendo comunque la Piana passando per la località “Monte Nero” (m 1350 circa) con percorso più piacevole.
La Piana di Vigezzo si raggiunge anche da Arvogno, passando per la Colma di Dentro, da Toceno, passando per la località “Promez” e la Colma di Fuori; sempre da Toceno, direttamente dalla località “Mondei”, o da Craveggia passando per la Colma di Craveggia.
Ovviamente si può usufruire della funivia, riducendo però il dislivello a soli 350 m circa. Giunti alla Piana si prosegue in direzione Nord-Est per la pista da sci che diventa poi una comoda mulattiera che sale verso Nord alla Bocchetta di Muino (m 1977).
Fino a qui il percorso è da considerare “per famiglie”, ma diventa assolutamente pericoloso e sconsigliabile se innevato, essendo esposto alle frequenti scariche provenienti dal versante occidentale della Cima Trubbio. Raggiunta la Bocchetta si prosegue verso Nord seguendo la cresta; prima di un tratto ripido si notano le tracce orizzontali, sul versante vigezzino, che conducono all’imbocco della galleria citata nelle note introduttive.
La visita può essere interessante ma si sconsiglia di inoltrarsi all’interno perché la volta è tutt’altro che stabile.
La cresta all’inizio è prevalentemente erbosa, in prossimità delle punte principali affiorano roccette con alcuni passaggi esposti che vanno affrontati con attenzione. Raggiunta la quota 2163 si prosegue sempre in cresta fino alla punta più alta, quotata m 2171.


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