Caire de l'Agnel da La Vacherie

difficoltà: PD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 1680
quota vetta (m): 2937
dislivello complessivo (m): 1260

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: Giada
ultima revisione: 15/09/10

località partenza: La Vacherie de le Boreon (Saint-Martin-Vésubie , 06 )

punti appoggio: Refuge de Cougourde

cartografia: IGN 1:25.000 Vallè de la Vesubiè

bibliografia: In Cima 90 Normali nelle Alpi Marittime vol2

note tecniche:
Il Caire è una delle montagne più belle delle Alpi Marittime, la via normale non è difficile ma esposta e pericolosa in caso di pioggia/neve o anche solo bagnato.
Consiglio l'uso del casco visti i numerosi animali in zona.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio superiore della Vacherie du Boreon (pal n°420)si entra nel bel bosco di conifere all'interno del parco del Mercantour, si seguono le indicazioni per il refuge de Cougourde, giunti al bel rifugio si prosegue in direzione nord su traccia verso la cascata attraversando un terreno acquitrinoso, giunti alla base della cascata, che si trova alla nostra destra, si seguono le tracce e gli ometti che vanno sul risalto roccioso sopra la cascata (possibilità di prendere acqua)e tra radi larici si giunge al Lagarot des Sagnes m.2198. Attenzione a seguire la traccia tra i massi e a non finire nei numerosi e insidiosi buchi nascosti dall'erba. Passato il laghetto si prosegue sempre su traccia a destra del ruscello, si hanno alla nostra destra gli imponenti Caire di Cougourde, alla biforcazione del ruscello si segue il ramo di sinistra che scende dalla Valletta Scura passando alla destra di questo.
Giunti al valloncello superiore pieno di grossi massi, si lascia a sinistra il macereto per la Valletta Scura e si prende a destra per il Lac dell'Agnel. Si ha come punto di riferimento il Caire dell'Agnel col suo imponente gendarme, al centro tra il valloncello della Valletta Scura e quello dell'Agnel. Giunti al bel lago dell'Agnel m.2645, si passa a sinistra del lago, lo si contorna per poco e si entra nella pietraia del canalone, si seguono gli ometti, si attraversa il primo canale di scolo (solco) si prosegue sugli sfasciumi in salita (ometti) e si va a prendere il primo e incassato canalino che parte dallo zoccolo roccioso andando verso destra. Il breve canalino di pietre e sfasciumi porta nel grande canale di erba e sfasciumi che sale verso la cresta est a destra della vetta. Giunti più o meno a metà del canale, che comincia a restringersi, si volge a sinistra (ometto)rimontando una minuscola fascia obliqua di rocce, passi di I e II, che si eleva parallela al canale, si prosegue sempre di fianco al canale su ripida erba e sfasciumi, tracce, e qualche passo di facile arrampicata, puntanto ad una grossa pietra posata su due spuntoni nei pressi della cresta. Con questa fascia di erba e pietre larga da 1 a 2 metri, parallela al canale si arriva all'altezza della fine del canale principale che è sbarrato da un grosso roccione. Al termine della fascia, giunti quasi sulla cresta est, c'è un grosso ometto che indica l'inizio di una pista erbosa (traccia di camosci) che obliqua verso sinistra, ometti, (ripido ed esposto!) e conduce orizzontalmente ad un intaglio,ometto, con un breve canalino si scende per circa 10-15 metri (I) nel canalone sud di massi, pietre e terra che scende dalla cresta. Si volge a destra nel canalone, se ne percorre la parte finale, circa 50 metri, si arriva sulla cresta est dove per massi volgendo a sinistra si giunge sulla panoramica vetta.