Tos (Becca di) da Revers, anello per Plantè

difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1530
quota vetta/quota massima (m): 3301
dislivello salita totale (m): 1771

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: Brunello 56
ultima revisione: 25/07/10

località partenza: Revers (Valgrisenche , AO )

cartografia: Carta L’Escursionista, Fg. 3, Valgrisenche - Val di Rhemes, Scala 1:25000

bibliografia: A. Giorgetta-Guida dei Monti d'Italia, Alpi Graie Centrali

note tecniche:
La Becca di Tos non è certamente annoverata come una classica dell’escursionismo, raramente viene citata sulle guide e la sua frequentazione pare essere scarsa; sarà per questo che l’arrivarvi dà la sensazione di un importante risultato.
L’itinerario qui proposto è di notevole estensione ed impegno; ma se il percorso è un po’ lungo e faticoso, è però abbondantemente ripagato dal panorama dalla vetta, dalla varietà del paesaggio e dal piacere di individuare la retta via in un ambiente dove la wilderness è l’assoluta protagonista.

descrizione itinerario:
A Revers (1530 m) attraversare il ponte sulla Dora e seguire la strada sterrata (destra idrografica) fino ad incontrare, incise su legno, le indicazioni per “Boregne – Becca di Tos - Piani di Tos”. Si imbocca il sentiero n. 4B (all’inizio un po’ difficile da individuare ma poi sempre marcato e visibile) che sale ripido nel fitto bosco, incrociando due volte la strada sterrata; dopo il secondo incrocio si è in prossimità dell’Alpe di Boregne, che si raggiunge con un breve traverso in piano. All’alpeggio ignorare le indicazioni gialle del sentiero n.4 e dell’Alta Via 2 e proseguire dirigendosi invece verso il solco del torrente Boregne; si incontra una pista, la si segue costeggiando una vasca d’acqua recintata e prima di arrivare al corso del torrente si inizia a salire, sulla destra e senza percorso definito, sul pendio erboso e di rododendri rimanendo tra il torrente ed il roccione sulla destra posto sotto la Becca di Verconey.
Incrociando e seguendo tracce di sentiero, si sale fino a sbucare su un pianoro in fondo al quale vi è una bastionata rocciosa che sostiene un ulteriore, sovrastante pianoro. Dirigersi in falsopiano verso questa bastionata, poi puntare sulla destra e, salendo su terreno instabile fatto di rocce rotte e di sfasciumi, si arriva al secondo pianoro sul fondo del quale vi è un laghetto. Continuando a salire sempre in direzione Sud e su pendenza adesso non eccessiva, dirigersi verso dei grossi ometti posti sulle rocce, dietro le quali si incontra un altro laghetto quota 2812 m; da questo punto appare finalmente la vetta della Becca di Tos.
Puntare adesso direttamente verso la vetta. Se la stagione non è ancora avanzata ed il vallone è ancora innevato, la salita avviene con ramponi su un percorso però sempre regolare (salvo un aumento della pendenza nell’ultimo tratto) e mai pericoloso.
Dalla vetta, caratterizzata dalla presenza di un grosso ometto, si scende sul versante Ovest della Becca, su un percorso sempre instabile. Non esiste percorso ben definito, non esiste sentiero.
Il consiglio è di non indirizzarsi verso le grosse rocce poste a sud della vetta che poi strapiombano, ma dall’ometto di vetta scendere verso valle mantenendosi sempre sulle rocce rotte e gli sfasciumi, e perdere quota gradualmente. Arrivati poi sul fondo del vallone, e con l’aiuto dei tanti ometti, dirigersi verso Sud, incrociare e seguire per un breve tratto il corso di un torrente, poi dirigersi verso il costone che va dalla Punta Feluma alla Becca dei quattro Denti e che delimita il Vallone di Maison Forte. Raggiungere il corso del torrente che scende dal ghiacciaio della Louettaz e, sempre seguendolo su labili tracce di sentiero, si arriva ai ruderi delle fortificazioni di Maison Forte. Seguendo la sterrata si arriva all’alpeggio di Verconey superiore, dove si prende il sentiero n. 5 (frecce gialle su sassi verticali) che scende all’Alpeggio di Verconey inferiore e da questo a Plantè. Da Plantè, senza arrivare sulla strada regionale della Valgrisenche ma costeggiando su una pista la Dora lungo il suo lato destro, si ritorna a Revers.


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