Camosciera (Bric) da Chiazale
quota di partenza (m): 1738quota della vetta (m): 2935
dislivello complessivo (m): 1197
tipo itinerario: attraversa pendii ripidi
difficoltà: BRA :: [scala difficolta]
esposizione: Nord-Estlocalità partenza: Chiazale (Bellino, CN)
punti appoggio: Rifugio Melezè a Sant'Anna di Bellino
copertura della rete cellulare
- vodafone : 40% di copertura , 0/5 di segnale
Contributors: ste_6962
Ultima revisione: 1/2/2010
cartografia:
IGC foglio 111
note:
Il Bric Camosciera è una bella montagna della Valle Varaita di Bellino, situata tra le due cime più note e frequentate della vallata : il Pelvo d’Elva e la Rocca della Marchisa. Si presenta con una imponente e vertiginosa parete Nord da Sant’Anna di Bellino che incombe sul Vallone Camosciera, mentre sul versante Sud-Est è meno aspra, presenta ripidi pendi di pietrame o neve, ed è su questo versante che si snoda la via di salita proposta in questa relazione.
A differenza del Pelvo d’Elva e della Rocca della Marchisa, questa cima è assai poco frequentata, ma a mio parere, sia per la bellezza del paesaggio, la facilità di accesso e il panorama che si può ammirare dalla vetta merita sicuramente una visita. E’ consigliabile salire il Bric Camosciera durante l’inverno, o in primavera, da marzo a maggio, quando è ancora bene innevata, con le ciaspole, piccozza e ramponi (oppure come sci alpinistica...a seconda dei gusti e/o delle proprie capacità !).
Questa piacevole salita va intrapresa solo con buone condizioni di innevamento, in quanto un tratto intermedio del Vallone Camosciera è esposto alle valanghe e il pendio finale è piuttosto ripida e richiede neve sicura e assestata.
descrizione:
Dal ponte sul torrente Varaita di Bellino (1738 m.) si segue il sentiero (o tracce di passaggio sulla neve) che si inoltra nel Vallone Camosciera, tenendosi inizialmente al centro del Vallone e poi spostandosi gradualmente verso destra. Si continua a salire verso la bastionata rocciosa che sostiene la Punta Rasis in direzione della barriera rocciosa che chiude in alto il Vallone Camosciera.
Salendo verso alcuni larici (questo tratto è esposto alla caduta di valanghe) si traversa poi a sinistra su un pendio abbastanza esposto verso un colletto sopra la bastionata rocciosa (questo è un passaggio obbligato). Dal colletto, posto ad una quota di m. 2200 si prosegue risalendo il vallone verso destra per un centinaio di metri circa, poi si volge verso sinistra fino a raggiungere uno spallone nevoso che va seguito in direzione del Pic delle Sagneres.
Arrivati nei pressi di alcuni grossi blocchi rocciosi si inizia a traversare verso sinistra, con alcuni saliscendi in direzione della conca dove è collocato il Lago Camosciera, entrando nel Vallone Camoscieretta. Dopo il traverso si entra nella conca a quota m. 2590, nell’anfiteatro tra Bric Camosciera, Pelvo d’Elva, Monte Camoscere e Rocca Gialeo. Dalla conca nevosa si sale in diagonale verso sinistra, per raggiungere la base della cresta Est. Si deve ora salire un pendio piuttosto ripido (pendenza 40°) che porta verso il crestone, raggiunta la cresta, si sale tenendosi più o meno nei pressi del filo o qualche metro sotto.
Su neve, alcuni grossi pietroni e delle facili roccette si raggiunge prima un’anticima, poi sempre in cresta si sale verso la vetta del Bric Camosciera, che si raggiunge su terreno facile. La vetta del Bric Camosciera 2935 m è sormontata da un semplice ometto di pietra, senza croce e/o statue sacre, senza libro di vetta….a testimonianza che si tratta di una cima poco frequentata e presa in considerazione, se non da qualche raro sci alpinista...o ciaspolatore come nel nostro caso.
(ore 4.00 / 4.30 dal Ponte sul Rio Varaita alla cima). Dalla cima nelle giornate di bel tempo è possibile ammirare un panorama molto esteso su tutte le montagne della Valle Varaita con il Monviso a chiudere l’orizzonte. In discesa si segue lo stesso itinerario già percorso in salita, prevedere circa 3 ore dalla vetta a fondovalle.
Altri itinerari nell'area
chi ci e' stato
14/03/12 - massimo66
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1700
Giornata splendida e gran bella gita.Partito presto su neve duretta e salito veloce fin sotto le pareti del Pic de Sagneres,,poi traverso bellissimo fino nella coca e salita al Bric.La dorsale e' spelacchiata per un tratto ,per il resto che ancora abbastanza neve nel vallone.In discesa sceso direttamente dalla conca verso il vallone Camoscera anche se non e' stato semplice.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1700
Giornata splendida e gran bella gita.Partito presto su neve duretta e salito veloce fin sotto le pareti del Pic de Sagneres,,poi traverso bellissimo fino nella coca e salita al Bric.La dorsale e' spelacchiata per un tratto ,per il resto che ancora abbastanza neve nel vallone.In discesa sceso direttamente dalla conca verso il vallone Camoscera anche se non e' stato semplice.
11/03/12 - Riku73
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1600
Bella giornata, temperatura ideale per la salita attorno a -1. "Mega"traccia di salita in comune con il Bric Rutund, dove sono saliti numerosissimi skialp e ciastristi, poi si prosegue su una buona traccia fino in vetta (e per questo ringrazio gli skialp che ieri l'hanno battuta). Dal Lago Camoscera alla vetta ci sono moltissimepietre scoperte e comincia a mancare la neve, ma zigzagando tra lingue di neve si arriva sulla dorsale, dove la copertura e continua fino in cima. Temperatura gradevole in assenza di vento, visto una decina di skialp sul Bric Rutund e altri tre in salita verso il Pic delle Sagneres. Sceso su neve marcetta che formava un fastidioso zoccolo.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1600
Bella giornata, temperatura ideale per la salita attorno a -1. "Mega"traccia di salita in comune con il Bric Rutund, dove sono saliti numerosissimi skialp e ciastristi, poi si prosegue su una buona traccia fino in vetta (e per questo ringrazio gli skialp che ieri l'hanno battuta). Dal Lago Camoscera alla vetta ci sono moltissimepietre scoperte e comincia a mancare la neve, ma zigzagando tra lingue di neve si arriva sulla dorsale, dove la copertura e continua fino in cima. Temperatura gradevole in assenza di vento, visto una decina di skialp sul Bric Rutund e altri tre in salita verso il Pic delle Sagneres. Sceso su neve marcetta che formava un fastidioso zoccolo.
04/05/08 - ste_6962
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: accumuli o lastroni
note su accesso stradale :: arrivati a Chiazale e parcheggiato l'auto al ponte di quota 1738 m.
quota neve m :: 1700
Siamo saliti dal Vallone Camosciera, trovando molta neve nel vallone, e nella parte iniziale nonostante le ciaspole ai piedi si sfondava e la progressione si è rivelata abbastanza faticosa. Abbiamo trovato accumuli da vento e neve non ben assestata, per fortuna che salendo la situazione gradualmente è migliorata, con una crosta più dura e portante. Sotto la strettoia rocciosa c'erano resti di picole slavine scese dai pendii superiori, e il passaggio era sicura, la neve in eccesso era già scaricata verso il fondo del vallone. Nel Vallone Camoscieretta e nella conca del Lago Camosciera siamo saliti bene, la neve era più dura e la crosta reggeva bene il nostro peso. Come mi immaginavo in questi valloni non c'era anima viva...solitudine totale, non abbiamo incontrato nessuno, ne scialpinisti ne ciaspolatori. Solo dalla vetta abbiamo notato due persone arrivare in vetta al Pelvo d'Elva. Dal Lago Camosciera in avanti c'era invece poca neve, ed il ripido pendio di pietrame e roccette del versante Sud-Est era pulito e si saliva senza problemi fino alla cima, non servivano ne ciaspole ne ramponi. Ci siamo imbattuti in una giornata veramente favorevole, con cielo quasi sereno e visibilità ottima, che ci ha consentito di ammirare un panorama veramente notevole dalla cima di questa bella montagna. Una bella gita e una montagna che merita una visita. Può essere una bella alternativa alle più note Rocca della Marchisa e Pelvo d'Elva.
Oltre al sottoscritto erano presenti Davide del CAI Ligure di Genova e Massimo del CAI di Savigliano, in buona compagnia come sempre.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: accumuli o lastroni
note su accesso stradale :: arrivati a Chiazale e parcheggiato l'auto al ponte di quota 1738 m.
quota neve m :: 1700
Siamo saliti dal Vallone Camosciera, trovando molta neve nel vallone, e nella parte iniziale nonostante le ciaspole ai piedi si sfondava e la progressione si è rivelata abbastanza faticosa. Abbiamo trovato accumuli da vento e neve non ben assestata, per fortuna che salendo la situazione gradualmente è migliorata, con una crosta più dura e portante. Sotto la strettoia rocciosa c'erano resti di picole slavine scese dai pendii superiori, e il passaggio era sicura, la neve in eccesso era già scaricata verso il fondo del vallone. Nel Vallone Camoscieretta e nella conca del Lago Camosciera siamo saliti bene, la neve era più dura e la crosta reggeva bene il nostro peso. Come mi immaginavo in questi valloni non c'era anima viva...solitudine totale, non abbiamo incontrato nessuno, ne scialpinisti ne ciaspolatori. Solo dalla vetta abbiamo notato due persone arrivare in vetta al Pelvo d'Elva. Dal Lago Camosciera in avanti c'era invece poca neve, ed il ripido pendio di pietrame e roccette del versante Sud-Est era pulito e si saliva senza problemi fino alla cima, non servivano ne ciaspole ne ramponi. Ci siamo imbattuti in una giornata veramente favorevole, con cielo quasi sereno e visibilità ottima, che ci ha consentito di ammirare un panorama veramente notevole dalla cima di questa bella montagna. Una bella gita e una montagna che merita una visita. Può essere una bella alternativa alle più note Rocca della Marchisa e Pelvo d'Elva.
Oltre al sottoscritto erano presenti Davide del CAI Ligure di Genova e Massimo del CAI di Savigliano, in buona compagnia come sempre.




