Scais (Pizzo) camino Baroni

difficoltà: AD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 795
quota vetta (m): 3039
dislivello complessivo (m): 2350

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: ghizlo
ultima revisione: 25/02/10

località partenza: Fiumenero (Valbondione , BG )

punti appoggio: rifugio Baroni al Brunone

cartografia: Kompass n°104

accesso:

note tecniche:
La Punta di Scais è, insieme al pizzo Coca (3052m) e al pizzo Redorta (3038m), una delle tre cime delle Orobie che supera i tremila metri, ma al contrario delle altre si presenta meno accessibile e frequentata.

La via Baroni rappresenta la via normale a questa cima, ma non è da sottovalutare sia per l'impegno globale sia per le condizioni della roccia. Inoltre, è preferibile affrontare la salita ad inizio stagione, quando la neve ricopre gli sfasciumi del canale d'accesso.
E' spesso utilizzata come via di discesa per l'itinerario invernale del Canale Centrale allo Scais.

La prima ascensione alla Punta Scais fu opera della guida Antonio Baroni con Albani, Nievo, Bonetti e Zamboni il 3 luglio 1881.

Materiale:
Corda (almeno 50m per le doppie), casco, ramponi, piccozza, rinvii e cordini; eventualmente chiodi e/o protezioni veloci (misure piccole-medie).

descrizione itinerario:
Da Fiumenero (795m) si raggiunge il rifugio Antonio BARONI al BRUNONE (2297m, C.A.I. Bergamo, 3:30h).

Dal rifugio si prende il sentiero (segnavia n°252, indicazioni "Redorta") che porta alla vedretta di Scais (1:00h).
Dalla vedretta proseguire in piano verso Nord fino a scendere lungo la ripida schiena di mulo del ghiacciaio tendendo alla base delle rocce che scendono dalla Fetta di Polenta. Una volta aggirate le rocce si vede chiaramente il canale da risalire (0:30h).

Variante d'accesso: A questo punto si può giungere anche da Agneda (1228m) attraverso il rifugio LUIGI MAMBRETTI (2004m, C.A.I. Sondrio, non custodito, 2:00h) e il ghiacciaio di Scais, fino alla base della schiena di mulo, dove si abbandona il ghiacciaio per risalire il canale sulla sinistra (1:30h).

Salita: Dalla base del canale è possibile vedere la linea di salita e in particolare il camino Baroni: esso si trova tra il massiccio Torrione Curò a destra e un esile gendarme con la caratteristica forma ad uncino a sinistra; guardando la parete è il canale che si trova più a destra. Si superano dapprima delle balze rocciose levigate dall'acqua (con la possibilità di trovarle umide o bagnate) e si sale dunque il ripido canale, nevoso (45°) o ghiaioso a stagione inoltrata, fino a giungere alla base del camino Baroni. Dopo una prima parte larga e poco inclinata (II°, 2 soste su chiodi+fettucce e 1 chiodo di passaggio) si giunge ad una strettoia (III°, 1 chiodo) e, poco sopra, alla sosta (1 chiodo + fettucce). Dalla sosta si arriva agevolmente in cresta (5 metri) proprio sotto la parete settentrionale del torrione Curò (2:30h). Da quì si prosegue verso Nord aggirando sulla destra (Est) un risalto roccioso lungo una cengia per poi risalire in cresta, alla base della liscia piodessa, una placca di roccia compatta (sosta su cordino). Si può scegliere se:
- risalire la placca (IV, 1 chiodo di passaggio sullo spigolo a sinistra) e giungere alla sosta (chiodo + cordini);
- traversare a sinistra (più facile) seguendo una fessura orizzontale e poi risalire a destra sempre seguendo una fessura per giungere alla sosta.
Dalla sosta si percorre facilmente la cresta fino a guadagnare in breve la Punta di Scais (3038m; due croci, sosta su fettucce, 0:30h).

Discesa:
- Dalla via di salita: Si percorre a ritroso il tratto di cresta fino a reperire la sosta sopra la liscia piodessa e si effettua una calata in doppia (15m circa).
Alla base della piodessa (sosta su cordino) si scende sulla sinistra (versante Est) e poi si taglia in orizzontale su una cengia fino a riprendere la cresta alla base del torrione Curò. Da quì si piega a destra scendendo 5-6 metri per reperire la sosta per la prima calata del canale (i cordini sono visibili solo stando vicino alla parete del torrione Curò guardando in basso a destra). Con tre doppie da 25 metri si giunge alla base del canale roccioso riprendendo il canale (nevoso o ghiaioso) di salita. Lo si scende fino a superare con molta attenzione le balze rocciose levigate dall'acqua e a mettere piede sul ghiacciaio di Scais. Da quì si risale la schiena di mulo e si recupera il sentiero per il rifugio Brunone, oppure si scende a valle verso il rifugio Mambretti.