San Matteo (Punta) dal passo Gavia

tipo itinerario: ghiacciaio
difficoltà: BSA :: [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Ovest
quota partenza (m): 2541
quota vetta/quota massima (m): 3678
dislivello totale (m): 1140

copertura rete mobile
wind : 20% di copertura
vodafone : 10% di copertura
tim : 20% di copertura
no operato : 0% di copertura

ultima revisione: 04/06/15

località partenza: Passo di Gavia (Valfurva , SO )

punti appoggio: Rifugio Bonetta

bibliografia: M. Gnuti, F. Malnati. CDA. Dal Sempione allo Stelvio. N° 93

accesso:
Il Passo di Gavia è raggiungibile sia dalla Valtellina (attraverso Sondrio, Bormio, Santa Caterina Valfurva) sia dalla Val Camonica (attraverso Edolo e Ponte di Legno).
Dal rifugio Berni posto di fianco alla strada nella vasta spianata del Passo Gavia, scendere per pochi metri ed attraversare il torrente su di un ponticello in legno.

note tecniche:
Materiale di sicurezza su ghiacciao può essere utile a seconda delle condizioni in cui lo si trova. Ramponi e picozza per la cima.

descrizione itinerario:
Salire in direzione NO passando di fianco al vecchio rifugio Gavia (ora abbandonato) e per facili pendii puntare alla larga terrazza quasi pianeggiante che forma una spalla della Punta di Sforzellina a quota 2700 mt circa. Percorrerla interamente (200 mt circa) e raggiungere un piccolo colletto alla sua estremità occidentale dal quale si scende verso O per circa 150 mt di dislivello fino nell’ampia conca alla base dei salti rocciosi che sostengono il ghiacciaio del Dosegù (1 h circa).
Prima di giungere al fronte del ghiacciaio, si risale a destra un ripido pendio che dà accesso alla vedretta e che con pendenza moderata conduce alla seraccata che la sbarra su tutta la larghezza (qui si stacca sulla sinistra l'itinerario che sale al Pizzo Tresero).

Piegare nuovamente a destra e salire un ripido pendio in direzione S di fianco alla seraccata (potrebbe esserci qualche crepaccio); in alto, traversare verso NO e superare sulla destra il salto di seracchi guadagnando l'accesso alla parte superiore del ghiacciaio di Dosegù (1,30 h circa).

Mantenersi sulla sua sinistra orografica e per facili dossi glaciali puntare all’evidente sella a NE della vetta della punta San Matteo (alla sua sinistra) che si raggiunge superando un ultimo ripido pendio dopo aver superato la base del ripido pendio N del Monte Mantello 517 mt). Attenzione ad alcune zone crepacciate.
Un ultimo pendio molto ripido conduce alla sella con grosse cornici sul versane dei Forni (1,30 h). Da qui, a piedi per un breve canalino e la larga cresta in circa venti minuti, mezz'ora si raggiunge la croce di vetta (3678 mt). In totale 4.30/5.00 h.

DISCESA
Per il medesimo itinerario.
E’ possibile una variante di discesa sulla parte bassa: giunti al di sopra dei pendii morenici alla base del ghiacciaio di Dosegù, non scendere nella conca sottostante ma risalire in direzione E per una sorta di rampa inclinata verso una spalla della Punta di Sforzellina a quota 2900 mt circa. Raggiunta quest’ultima scendere per bei pendii e canalini verso E sulla spianata del Passo di Gavia.


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