Scopì dal passo di Lucomagno

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 1900
quota vetta/quota massima (m): 3189
dislivello salita totale (m): 1280

copertura rete mobile
altri : 100% di copertura

contributors: francorossigeologo
ultima revisione: 04/09/07

località partenza: Passo del Lucomagno (Passo del Lucomagno , Blenio )

cartografia: C.N.S. 256 scala 1:50.000

note tecniche:
Lo Scopì è la montagna più elevata attorno al Passo di Lucomagno. Per quanto la cima sembri molto vicina su tutto il percorso, la sua
ascesa necessita di almeno quattro ore.
Si prende un vallone laterale, all'incirca a metà della prima galleria artificiale della rotabile che scende a Nord verso Disentis, prima tra bellissimi prati fioriti a rododendri e poi sul crestone di calcescisti minuti fino in vetta. Per fortuna esiste un sentiero che porta fin lassù!
La cima purtroppo è stata letteralmete spianata (probabilmente in origine toccava i 3200 m) e invasa da radar e altri apparati per le telecomunicazioni che coprono la vetta su tutti i versanti.

descrizione itinerario:
Il Passo di Lucomagno si raggiunge in auto dalla autostrada per il Gottardo (Svizzera, Canton Ticino), deviando sulla destra a Biasca e risalendo tutta la Val Blenio. Per la sua conformazione geologica i
dintorni meridionali del passo sono molto belli e adatti a numerose attività (mountain bike, equitazione o semplici picnic sul fiume).
Posteggiata l'auto al passo si scende a piedi per poche decine di metri verso N sulla rotabile, per poi prendere una traccia di sentiero che sale a destra sopra la prima galleria paravalanghe.
Si segue il sentiero orizzontale sopra il tetto della paravalanghe per poco meno di 1 km, per poi prendere l'esile sentiero (cippo alla base) che sale in diagonale sulla destra sul ripido prato.
Il sentiero con alcuni tornanti entra nel vallone laterale da cui è possibile scorgere già la nostra meta che appare assai vicina ma che in realtà è ancora molto lontana. Raggiunti i prati superiori, il
sentiero punta sul crestone a destra risalendo ora una ripida china di fini detriti. Da qui si seguirà tutto il crinale, prima erboso poi detritico, con un paio di spianate.
All'ultima rampa per la vetta, appaiono anche i bolli biancorssi che guidano tra alcune costole rocciose affioranti. SI passa accanto ad un casotto, poi ai piedi dell'immane costruzione bianca visibile da tutto il percorso, aggirandola sulla sinistra, risalendo infine sulla spianata della vetta.
Qui vi accoglierà un grosso radar girevole e il controllo delle telecamere, oltre, per fortuna, un panorama circolare davvero a perdita d'occhio.