liperi


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 2800
attrezzatura :: scialpinistica
Di passaggio dalla Vincent come da altra mia relazione.
Il pendio sud è ancora tutto chiuso, tranne la terminale che si sta evidenziando.
Sceso dal versante nord verso la traccia che va al Col del Lys. Ottima copertura e neve ancora dura alle 12.30.
Sciabilità da pista battuta, uno spettacolo.
Bellissima balconata che troppo frequentemente disdegno.
Merita sempre un passaggio...anche per salutare il "padrone di casa".

Salendo dal Colle Vincent
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 2800
attrezzatura :: scialpinistica
Dall'arrivo della Indren seguito traversone basso sotto alle roccette, come a primavera, grazie alle ottime condizioni di innevamento. In questo modo non ho mai tolto gli sci. Si aggira il Mantova stando nelle vallette sottostanti e si sbuca nella conca tra i due rifugi. Giro lungo ma veloce che evita cambi di configurazione, portage e tribolazioni da riservare a più avanti.
Sopra condizioni spettacolari. Arrivato in cima alla Vincent e subito retrofront causa vento forte fastidioso.
Senza togliere le pelli mi sono portato al colle sottostante e ho proseguito per il Balmenhorn, dove ho trovato aria ferma sotto all'isolotto roccioso.
Discesa verso le 12.30 con neve ancora accettabile e divertente.
Attenzione che il primo rampone del ghiacciaio del Lys inizia a evidenziare buchi e la miriade di peste e neve spostata dalle sciate maschera pericolosamente alcuni crepacci che si stanno aprendo.
Se il caldo non molla bisogna fare attenzione nei prossimi giorni.
Altra grande sciata di fine stagione !
Rispetto allo scorso anno, alla partenza, quelli degli impianti hanno aperto la Indren in concomitanza dell'arrivo della prima funivia...meno male ! Alle 8.15 partivo quindi sci ai piedi.
Però alle 14.00, di rientro dal Mantova, trovavo un grumo pauroso di gente in attesa che....riaprissero la Indren dopo la pausa prazo!
Demenziale, possibile che sia così difficile tenere aperto continuativo di domenica a luglio con tutti gli alpinisiti che rientrano proprio verso quell'ora ???? Due ore per scendere ad Alagna....no comment.


La conca sotto al Mantova

In salita sotto ai seracchi della Vincent

Il bellismo pendio finale della Vincent preso dal Balmenhorn
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 2700
attrezzatura :: scialpinistica
Partito da Pont 4.30. Si portano gli sci fino al rifugio. Volendo poco prima, guadagnato l'ultimo risalto, si può scantonare a sinistra nella valletta alle spalle del rifugio, se si vuole tagliare direttamente per la morena.
Poi neve dura fino quasi in vetta. Alcune nuvole portate dal vento hanno mantenuto il manto fresco fin verso le 10.00.
Nessun buco visibile. Nemmeno la terminale prima della cresta !
Pendii a tavola di biliardo che in discesa dopo le 12.00 si sono rivelati uno spettacolo.

Sono varie volte che mi riprometto di andare lì per fare altro (magari la Tresenta) ma...è impossibile resistere al fascino del GranPa e delle magnifiche sciate che si riescono a fare.
Un grazie particolare a Fabrizio che ha trovato la mia frontale, andata persa senza che me ne fossi accorto !

Quando si arriva qui è sempre uno spettacolo !


Nato sotto il segno del mulo !
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 2100
attrezzatura :: scialpinistica
La neve continua si trova fatto il primo drizzone del parcheggio funivia e dopo il successivo tratto in piano, all'altezza del bivio tra pista e strada di servizio (15 min di portage). Poi un "gava e buta" all'edificio di servizio prima del lago, per attraversare la strada. Nel tratto successivo che costeggia il lago la strada è stata ripulita parecchio larga e si deve stare a mezzacosta sul pendio ripido di monte.
Poi spettacolare fino in vetta. Pala sommitale con neve da ottimo grip contrariamente al ghiaccio di aprile. Ampia possibilità di tracciare a sentimento per stare fuori dallo scomodo traccione fatto da chi sale a piedi. Tutto ben chiuso...un buchetto in zona terminale solita.
7 gradi alla partenza a Cervinia. Zero rigelo notturno fino almeno a Cime Bianche.
Partito da Cervinia 3.45 e arrivato in vetta con tranquillità alle 11.00. Sceso dopo le 11.30 e grande sciatona su pendii vergini e compatti ovunque. Piste evitate il più posibile causa fastidiosa aratura dei gatti. Un po' di marcione giusto giusto in fondo quasi al parcheggio.

Prima del sorgere del sole strati notturni....

...alle 7.20 tutto pulito !

Classico selfie di vetta

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
Salito da Cervinia partenza 4.40. Piste lisciate e gelate da tribolare un po su alcuni drizzoni fino al sorgere del sole. Poi nulla di particolare. Pendio finale in ottime condizioni di tenuta anche se come sempre preferisco mettere i rampanti prima di attaccarlo.
Ho seguito una traccia meno ripida rispetto alla solita autostrada che passa subito sotto le roccette. Traccia più dolce e che porta all'inizio dello spallone. Evita la parte pelata e ghiacciata che c'è prima dello spallone.
Buchi e crepe ben tappati, pure la solita terminale.
In vetta a mezzogiorno considerando varie soste con temperatura ancora buona.
Grande sciatona sulle piste praticamente vuote con arrivo a Cervinia verso le 14.00 e con neve ancora buona!
Gita caricata postuma. Il "solito" Breithorn nella pala finale regala sempre una salita tecnicamente diversa, e la soddisfazione fa dimenticare le noiose ore di salita.
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Si parte sempre bene dal parcheggio funivia. Prima parte della Busancano un po' liscia e gelata alle 8. Poi dopo la zeta ottime condizioni. Sopra il lago del Mucrone innevamento considerevole e ben assestato. Anche i primi drizzoni per il laghetto del Rosso ben praticabili. Ottima la tenuta sugli ultimi ripidi pendii della conca sotto la vetta del Rosso sul versante ovest.
Proseguito per colle della Barma scendendo dal canale a est della cima. Sono stato quindi il più alto possibile per raccordarmi alla traccia proveniente dal colle. Da qui rimesse le pelli, dopo il colle della Barma salito comodamente al Camino.
Sul versante aostano abbondante farina intonsa per i fanatici della polvere.
Splendida gita in ambiente invernale. Le piccole montagne biellesi riservano sempre grandi soddisfazioni a un'ora da casa, grazie a Santa Busa che ci permette di fare quota e trovare l'inverno in questa stagione un po' strana.

Salendo al laghetto del Rosso, vista sulla cresta del Mucrone

Dalla vetta la vista stuzzica la traversata...

Gli splendidi pendii sul versante aostano

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
quota neve m :: 1100
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza sci ai piedi dal parcheggio funivia con una Busancano finalmente invernale (solo qualche sasso sporgente prima della Z).
Splendida polvere stabile fino ad oltre la stazione anticima.
Lasciati gli sci alla selletta della cresta e calzati i ramponi per proseguire sul filo di cresta. Utilissima la piccozza a causa del fondo duro gelato sotto il primo strato di polvere.
Sono stato il più possibile sul duro poiché la quantità di neve fresca intorno non rende ben percepibile i bordi delle cornici.
Discesa molto bella fino al lago, nonostante le numerose tritate di altri, trovato ancora spazio per curve immacolate.
Salita sempre di grande soddisfazione.
...proseguito per il Camino...per stretching !

Il percorso visto dalla pista per il Camino
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Volendo si parte dal parcheggio sci ai piedi anche se è un po' gelata. Comunque bene dall'inizio Busancano. Un paio di gava buta veloci per passare sotto la zeta due torrentelli. Ottima poi fino in vetta, ampiamente battuta dal gatto e buona traccia anche fuori al di fuori della pista grazie ai numerosi skialp.
Per la discesa bellissima polvere tra vetta e Oropa lago, nonostante le già numerose tritate. Raramente trovata così bella in tanti anni di salite di allenamento.
La Busancano si scia fino alla zeta, il resto è discesa e gli sci conviene toglierli per i due suddetti passaggi di torrentelli e per un brevissimo pezzetto nel bosco quasi arrivati.
Visto quanto riportato ieri nel sito delle funivie di Oropa ero partito pensando di fare un po' di portage e invece....il Camino regala sempre soddisfazione alle porte di casa!
In vetta circa un metro con bellissime ghiacciolate orizzontali per il vento dei giorni scorsi. Non è moltissima ma se la tiene dovremmo usufruire ancora per un po'.
Speriamo che la pertubazione attesa per martedì-mercoledì non sia troppo stitica e che tappi i buchi in basso della Busancano.
Nel giudizio ho tolto una stella per i sofisti della discesa, per la parte bassa. In alto era da 5 stelle.

Mucrone impataccato in stile andino

La tormenta ha sovraccaricato la cestovia nei giorni scorsi

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
note su accesso stradale :: Strada praticamente pulita con qualche velo di ghiaccio al mattino presto
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Buona copertura con strato di neve recente in varie condizioni: da polverosa/asciutta in alto, trasformata in mezzo e croste di varia portanza e fastidio nel bosco e nella parte bassa.
Il cono sommitale si sale bene con gli sci fino in cima, anche se per scendere ho preferito fare il pezzetto sci in mano perché, causa vento, lo strato di neve nasconde appena le pietre.
Bella giornata con meteo fin anche tranquillo rispetto alle previsioni di vento.

Solito paesaggio fiabesco


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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La salita, come da numerose relazioni, non presenta particolari difficoltà se si ha buona capacità e sicurezza di progressione con ramponi su neve e ghiaccio di tutti i tipi e su pendi anche ripidi.
Poiché lungo la normale non ci sono crepacci pericolosi non è nemmeno necessario legarsi in cordata e si può salire a proprio sentimento di bastoncini e la picca eventualmente nel solo pendio finale.
Concordo con le descrizioni che l'elemento di maggiore rilievo per la difficoltà è il meteo, molto variabile, ma soprattutto il vento.
Nella settimana della mia presenza lo zero termico è stato intorno ai 4000, parecchio più su rispetto alle settimane precedenti che avevo tenuto d'occhio via internet. Il che ha regalato un clima in vetta alle 9.30 abbastanza piacevole.
Alloggiato ai container poco sopra l'arrivo del terzo tronco telecabina nuova, in situazione abbastanza confortevole e mangiato nei container adibiti a mensa in modo più che egregio.
Partito alle 23.00 a piedi con un gruppo ed una guida ben più lenti di me e zigzagato in coda a tutti per "restare caldo" fino a quota 5000. Questa quota è marcata da un gatto delle nevi abbandonato e mezzo affondato nel ghiaccio.
Da 4800 fino al traverso parecchi punti a ghiaccio vivo all'alba causa vento forte delle ultime settimane e stagione "povera di neve".
Nel mio caso nessuno ha insistito per farmi prendere il gatto delle nevi. Il gruppo aveva una guida principale che ha accompagnato in gatto chi ci voleva andare fino a 4700. Chi voleva salire tutto a piedi come me è salito con la guida assistente, per ricongiungerci con gli altri al traverso.
La guida asistente ha poi preso in carico chi del gruppo ha desistito (due ragazzi di Singapore alla prima esperienza su neve!).
Il pendio finale è stato fatto tranquillamente senza bisogno di legarsi alla corda fissa. Le condizioni della neve consentivano un grip perfetto dei ramponi e dal mio punto di vista era più pericoloso perdere tempo a cercare di assicurasi alla corda che salire stabili sui propri ramponi e picca.
Discesa per la stessa via di salita con neve piacevolmente più smollata.
Esperienza di vita grandiosa e posti altrettanto grandiosi. La cosa che mi ha colpito di più in valle è stata la vegetazione. Da noi a 1800 finiscono i larici. Lì a 2300 ci sono ancora foreste di pini alti e dritti che ricordano le foreste del nordamerica. Spettacolare poi il contrasto tra la neve delle calotte e le rocce vulcaniche affioranti, nere, rosse e grigie come in tutti vulcani che mi è capitato di salire.
La preparazione delle settimane precedenti, con massacrate inverosimili (per me) a sci in spalla, e 4000 tirati in giornata, mi ha fatto sentire un signore, dando dei punti a gente che aveva 25-30 anni meno di me. Non da poco il partire da un rifugio (anche se precario) ben "colazionati", anziché le solite due ore di macchina circa da casa prima di iniziare a salire.
L'organizzazione con la quale sono andato ha dimostrato serietà e professionalità e merita il mio ringraziamento, considerato che per me è la prima esperienza internazionale di questo genere.

Sua Immensità l'Elbrus. Il tetto d'Europa. La cima a sinistra è la Ovest ed la più alta (5642 m)

Container dormitorio (dx), container mensa doppio (sx) e...cesso argenteo al centro

Albeggia intorno a quota 5000 e l'ombra della montagna si staglia sulla valle

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    Sirwoltehorn da Engiloch (24/03/03)
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