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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita in giornata da St. Jacques. Appena oltre le ultime case il sentiero più rapido (si fa per dire) è a sx del torrente, subito dopo il ponte, lastricata a dx che costeggi il fiume. Sempre dritti al gruppo di baite successivo. Ai piani di verra inf. poi per vari tagli della carrabile. Dal Mezzalama seguire i bolli gialli e frecce. Giunti alle rocce levigate si può tenere la sx o dx, si ricongiunge al lago sotto la lingua del ghiacciaio. Da lì noiosa pietraia. Tendenzialmente sulla sx del versante poi si piega a dx dove si vedon le corde fisse. Il ghiacciaio dietro il rif. guide è alla fine (vita). Il passaggio sotto il Polluce è quasi alle rocce dalla cresta S. Per l'ultima parte più sbrigativo salire al bivacco (ottima corda fissa nel canale a dx dello stesso), più sviluppo andar lungo la traccia verso Cervinia e girare.
Bella salita. In giornata è lunghetta, soprattutto lo sviluppo (25km)! ma facile e con l'appoggio del rifugio si può andar leggeri. In scarpette fin al Mezzalama (chiuso). Il Guide d'Ayas è aperto fin al 17/09.
Buona salita con il mitico socio dedito alle solitarie...ambizioni eran anche maggiori, ma un bel viaggetto, una bella cima con poca gente in giro non son mica male!!!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella gita! Sentiero più che buono, si seguono bene i bolli gialli. Solo un paio di innoqui nevai da traversare. Ora neve marciotta estiva. Per noi salita con nuvole ed un poco di pioggia. Con il sole deve essere bella calda. Dal bivacco ghiacciaio coperto, neve molle, pochi rari segni di ghiaccio, ramponi non indispensabili.
Grazie ai socia di avventura, bell'uscita, anche senza la vista pulita verso il Bianco, disturbata da varie nuvole. Meglio poi nel pomeriggio con vento da ovest che ha aperto squarci di sereno. La vista del bacino sud del Bianco è realmente impressionante. Essere a quasi 3500m e sentirsi su una collinetta di fronte allo spettacolo di ghiacciai e torrioni vale il biglietto (e che biglietto!!! 60€ di autostrada A/R per 220km a tratta!!!)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok lo spazio di park lungo la strada
Salita in giornata da Bonne (anzi da casa 230km più in là).
Scrivo per suggerire caldamente la gita in questione: le condizioni sono eccellenti! In pratica si sale su comodo sentiero fin al rifugio( occhio a prendere il sentiero che "taglia" i tornanti), poi si continua camminando su neve fin 50 metri sotto il colle. Da lì per sfasciumi (ma pochi minuti) e dai resti del ricovero si prosegue in cresta su traccia di sentiero.
Io son salito non troppo presto (alle 9 dal rifugio) e la neve era buona senza ramponi. Poi son salito dalla diretta alla vetta, ovvero senza far il traverso ma puntando diretto alla madonnina già visibile da sotto, passando sulla roccia per gli ultimi 200m di disl. La roccia è buona con difficoltà max II o III, se si vuole raddrizzare la linea, se no per cenge e sfasciumi si sale lo stesso. Sceso dalla normale in condizioni ottimali.
A pranzo al rifugio!
Consiglio caldamente anche una sosta, o meglio pernotto, al Rifugio degli Angeli, ne vale veramente la pena, e non solo per la vista, ma per tutto quello che tale luogo rappresenta!
buone salite

il ghiacciaio del Morion dall'alto

la Madonna di vetta con panorama

il tratto finale di cresta dalla via normale

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti dai Forni per il giro in senso orario sabato notte (3.30) verso la Casati. Poi Cevedale, ghiacciaio tracciato ma neve molle e ponti che cedono, qualche crepo. Dalla vetta facile cresta verso il passo Rosole. Da qui abbiam seguito fedelmente lo spigolo cercando la roccia più solida, attraverso le punte Rosole e al biv. Colombo. Al Col de la Mare riprende la salita sempre con neve molle su ghiacciaio ben chiuso in vetta al Palon. Da qui discesa lungo la cresta SE con rocce molto instabili, tenere il filo e non abbassarsi prima del torrione finale. Dal Passo di Vedretta Rossa si risale il ghiacciao verso il Vioz. Il primo tratto si affonda bene (eran le 11) Poi passaggi molto crepacciati con neve molle e temporale in arrivo.Vetta del Vioz fra i fulmini e giù al rif. Vioz. Notte.
Il giorno dopo siam rientrati ai Forni causa matempo e condizioni pessime (pioggia e grandine tutta la notte).
Nessuno in giro. in tutto il we abbiam visto una cordata che saliva il Cevedale ed un gruppone sul S.Matteo.
Comunque un bel giro, un viaggio in stile classico con bella sgambata e scenari davvero selvaggi, anche grazie alla frequentazione.
Grazie a Ste per la compagnia e l'invito. Sarà per la 3° volta l'integrale?
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: fino sotto la diga del Lago Morasco
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Passeggio dalla diga di Morasco. Neve dal pianoro appena sotto il canale. Canale (via invernale) innevato ma in condizioni di complessa percorribilità: è completamente occupato dai resti delle slavine della settimana scorsa. Rigelo nullo fin quota 2300 circa. Si scende facilmente sul lago da sotto la casa dei custodi della diga. Dal lago rigelo ottimo e crosta portante fino a q. 2800. Lungo la parete finale 20cm di neve pesante e già in scioglimento (ore 10.30). In discesa buona sciata pur di partir presto. Poi sopravvivenza nel canale...
Alla fine è stato un gran bel giro, non per ultimo perchè tutta la montagna era solo per me . Anche da tracciare, però. Il canale verso il mores è una bella ravanata! blocchi di slavine ovunque, zero rigelo. Arrivato alla casa dei custodi con il morale sotto le suole, pardon solette, da lì la situazione cambia drasticamente. Tanta neve, ben trasformata, tranne i 400-500 m finali con 20cm di neve pesante su fondo duro.
Nota sul tracciato: conviene percorrere il lago fin in fondo nel centro (almeno ora) e da lì salire in direzione della vetta senza raggiungere il passo del Vannino.
Ringrazio per il supporto morale e lo spuntino i custodi della diga al Sabbione.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: ok
attrezzatura :: scialpinistica
Dicreta quantità di neve al Sempione. Ma il vento ha fatto disastri sulle creste. Quindi in alto poca neve in lisce placche da vento. In salita utili i coltelli in più punti. Discesa per il canale diretto. Qui buona neve. In alto qualche cm di polvere su crosta portante. Parte mediana enormi straulgi e croste da vento varie ma tutto sommati sciabili. Ricongiunti con il bosco sulla sx orografica della valle in ottima neve farinosa.
Nota di colore: discesa normale da evitare per non rifarsi le solette con le schegge di granate dei confederati esplose all'altezza dei laghetti.
Grazie per la compagnia ai quattro di Sesto C.
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
quota neve m :: 2500
attrezzatura :: scialpinistica
Terzo giorno del giro lungo la houte-route-imperiale. Dopo il Bruggenhorn dalla Turtmannhutte.
Alla partenza vento e neve. Poi ci regala una fantastica giornata! 50cm di neve fresca leggera, non il massimo da battere in salita (GRAZIE Alberto e Giorgio con la coppia austro-francese)e perfetta in discesa!!!
Per scendere in Turtmanntall, dopo la capanna sulla sx orografica a fianco della seraccata fin a q. 2800, poi si risale per circa 150m disl fino a quota 2900 dove si piega a nord per prendere il canale che scende tenedo a dx il promontorio detto "Gassi". Appena possibile, sotto le rocce, piegare a sx (scendendo) per attraversare la morena e scendere sulla lingua del Turtmanngl. fino al piano a 2250 verso il lago.
Bellissimo tour! grazie ai compagni di gita. Tutto sommato meteo accettabile e 900m in neve fresca a maggio non male!
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: libera fino al ponte q. 1905
quota neve m :: 2600
attrezzatura :: scialpinistica
Primo e secondo giorno del nostro mini-tour. Saliti alla Turtmanhutte venerdì sera sotto una leggera nevicata. Tutta a piedi fin al rifugio. Sul versante Sud non c'è più neve fin a... 3000!!!! Arrivati alle 18 passate al che la simpatica gestrice ci accoglie ricordandoci che in "suisse-alemand" è già ora di cena. Ottimo servizio, bellissimo rifugio, gestori simpatici!
Secondo giorno vetta del Brunneghorn. Il canale dopo il rifugio si sale a piedi, lungo il percorso "estivo", poi ancora una mezz'ora sci in spalla. Sulla morena si calzan gli sci. Lunghissimo pianoro del ghiacciaio fin sotto il colle. Poi più ripido. Deposito sci a 150m dalla vetta, a piedi su sassi in cima.
Discesi e saliti alla Cabane de Tracuit. Ci si deve spostare sulla sx orografica del Bruneggletscher da quota 3100 circa mirando la costola rocciosa del Stierberg.fino 2800m. Da qui risalita sul versante sx orografico del Turtmanngl. a fianco alle seraccate. Son circa 450m dils+ alla Cabane de Tracuit.
Bravissimi Alberto e Giorgio che si son battuti traccia sul Brunneg e verso il rifugio!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
In giornata, con le scarpette da corsa (trail) non avrei mai detto che si potesse arrivare fin qui.
Salito dal Caludio e Bruno, lì mi han detto che per la vetta non era presente se non poca neve sotto la croce. Via. Poi in discesa risalito al 3A (polenta) e sceso verso il rif. Busto in parte su nevaio. Da lì traverso per arrivare al P.so Gries. Poi rotolare giù.
Sempre un applauso ai ragazzi, volontari, dell'OMG per la dedizione alla causa.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Saliti in giornata dal passo. Clima e tracciato in veste invernale dopo i 20-40 cm di neve del giorno prima. Lungo trasferimento alla capanna. Salita facile e ghacciaio chiuso. Le roccette finali son divertenti e mai veramente impegnative, anche se con neve bisogna prestare un poco di attenzione.
Meteo buono e abbastanza fresco. Sembrava si dovesse chiudere ma poi ha tenuto.
Rigrazio la guida che si è battuta tutta la traccia sul ghiacciaio fino in vetta, che faticaccia.
Con Ste e Beppe
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Tutte le sue gite

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