Trono di Osiride STV (Società Trasporti Verticali) o Gran Diedro d'Angolo

difficoltà: 7a / 6a+ obbl / A0
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 1700
sviluppo arrampicata (m): 200
dislivello avvicinamento (m): 500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 17/07/19

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

accesso:
Da Forno Alpi Graie percorrere la strada che porta al Santuario della Madonna Nera e parcheggiare in prossimità del bivio con il Vallone di Sea. Incamminarsi sulla strada che poi diviene sentiero in direzione del bivacco Soardi-Fassero, superare l’inconfondibile Torre di Gandalf e proseguire quindi fino al pianoro dove sorge l’alpeggio di Balma Massiet, a quota 1500m circa. Superare la Stura sul ponte per portarsi sul lato idr. dx. e tornare quindi in direzione del fondovalle costeggiando il torrente. Salire la pietraia che scende dallo “Schienale”. Portarsi fin contro alla parete e traversare a destra costeggiandola, fino all'attacco. (attacco a quota 1700 m circa, 500m di dislivello, 1 h 30 min circa).

note tecniche:
Il Vallone di Sea si colloca in un ambiente prettamente alpino, austero e severo. Le pareti di roccia, sulle quali viene praticata l’arrampicata, si collocano ad una quota variabile tra i 1500 m e i 2700 m.
L’avvicinamento varia dai 45-60 minuti per le strutture più vicine fino alle due ore e oltre per quelle ubicate nei posti più reconditi. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni meteorologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Gli interventi in progetto o già realizzati dall’associazione Rocciatori Val di Sea non hanno l’intento di “mettere in sicurezza” gli itinerari del Vallone bensì di cercare di sostituire, almeno in parte e nei limiti del possibile, l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Nessuna delle vie del Vallone presenta o presenterà una chiodatura “plaisir” e nessuna ha subito o subirà una chiodatura integrale a fix. La pubblicizzazione, il rinnovamento o piazzamento di attrezzatura non implica che l’associazione, o chi per essa, intenda arrogarsi la custodia o la manutenzione del luogo e di quello che vi è collocato, né che garantisca la “sicurezza” o l’esclusione di incidenti dovuti a cedimenti di chiodi, protezioni fisse, massi ecc.. Si precisa che l’opera intrapresa NON ha fini di lucro o commerciali ma solamente l’intento di riportare alla luce vie oggi dimenticate.
E’ pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore, che percorrerà tali vie, valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide, chiodi tradizionali) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità a proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso). Essendo inoltre le strutture rocciose soggette ad assestamenti e potenziali crolli l’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

La via corre nel gigantesco diedro che forma l’angolo del bracciolo destro del Trono, seppur evitandone la prima parte più erbosa e percorrendo invece un bellissimo sistema di fessure sulla faccia destra. La fessura d’attacco (spit-fix visibili) è la prima a sinistra della fessura a V rovesciata della via “Il ruggito del topo”.
Via grandiosa sia come ambiente che come scalata, costantemente in fessure e diedri fessurati.. Rimane costantemente in ombra, il diedro non vede mai il sole, neanche in estate. Nella richiodatura abbiamo rispettato esattamente il numero e la posizione delle protezioni che aveva messo Grassi durante l’apertura, per rispettare quella che fu la sua volontà dell’epoca. La via risulta dunque ben chiodata, nonostante la necessità di proteggersi in molti tratti.
Materiale occorrente:
friend fino al n°4 raddoppiando il n°2 e il n°3. Corde da 60m.

descrizione itinerario:
L1: 6b+ ; attaccare la larga fessura (spit-fix visibili) sulla grande faccia destra del gigantesco diedro d’angolo, subito a sinistra della fessura a V rovesciata de “Il ruggito del topo”. Scalarla tutta e uscire a sinistra in una zona un po’ disturbata dalla vegetazione;
L2: 6b+ ; magnifica fessura rettilinea che solca tutto il muro seguente. Incastri di tutti i tipi;
L3: 5c ; a sinistra verso il grande diedro d’angolo;
L4: A0 e 6a+ ; due passi di A0 in partenza (libera possibile) poi stupenda fessura di 6a+;
L5: 6b+ ; altro bellissimo tiro nel diedro fessurato. Dulfer e incastri di mano;
L6: 6c ; faticoso entrare nel primo diedrino e passo di difficile impostazione per uscirne, poi cornice fessurata più facile;
L7: 6b+ ; difficile a metà dove traversa verso sinistra per entrare nelle fessure finali;
L8: 6a ; fessura, traverso verso sinistra su lama e poi di nuovo fessura:
L9: 7a ; fessura diagonale, continua e regolare sotto al tetto finale. Per eventualmente integrare portare solo i friend n°3.

Discesa
Da S9 a S6
Da S6 a S3 (rinviare qualche spit scendendo)
Da S3 alla base.

altre annotazioni:
Prima salita: G.C. Grassi, M. Pettigiani ; 21/07/1990
Riattrezzatori: L. Brunati, L. e M. Enrico, L. Sibille ; 29/06 – 05-06-13/07/2019