Sciarbon (Troi dal) dalla diga, traversata a Pra da Tegn

sentiero tipo,n°,segnavia: nr 380 mulattiera/sentiero
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 720
quota vetta/quota massima (m): 1070
dislivello salita totale (m): 730

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: lancillotto
ultima revisione: 14/03/19

località partenza: Diga del Vajont (Erto e Casso , PN )

punti appoggio: alloggi a Erto

cartografia: carta Tabacco nr 021 - Dolomiti sx Piave

accesso:
Da Longarone si seguono le indicazioni per Erto - Diga del Vajont

note tecniche:
Il percorso è l'antica via di comunicazione tra Erto e la Valle del Piave quando non esisteva la strada attuale, cioè fin circa il 1920.

descrizione itinerario:
Dalla diga del Vajont (parcheggio a pagamento), si attraversa la statale e si seguono le evidenti indicazioni del sentiero 380. Con comodi tornanti nel bosco ci si alza fino a incrociare il tracciato del Troi di S. Antonio proveniente dalla valle del Piave. La mulattiera ora larga e scalinata passa davanti a un grande "covolo" (riparo naturale di roccia) e arriva tra vasti prati terrazzati e un tempo coltivati e sfalciati, al caratteristico borgo di Casso mt 1000 circa. La vista si apre sull' immane frana precipitata dal Monte Toc il 9 novembre 1963. Attraversato il paese per le stradine acciotolate e nuove case ristrutturate, alcune in modo assai dubbio..., si raggiunge la strada asfaltata di accesso al paese. La si percorre per circa 200 metri fino a trovare a sx l'inizio del Troi dal Sciarbon che si alza di quota per una bella cengia di roccia rossastra, tipica della zona. Si continua con vari saliscendi, passando per alcune vecchie case prima nel bosco poi con tratti su ripidi ghiaioni. La frana del Vajont, nell''altra parte della valle, ci accompagna lungo il percorso e ci si rende conto della enormità del distacco. Con un cambio di direzione e un ultimo ripido tratto nel bosco, ci si porta sopra le case più alte di Erto. Si inizia la discesa evitando di seguire l'indicazione Forcai che porta alla parte nuova del paese. Il sentiero continua nel bosco di noccioli con qualche veduta verso la Val Zemola, il monte Porgeit e il Duranno fino a trovare una traccia, usata ma poco visibile, che scende rapidamente verso una casa ormai ridotta a ruderi e la vicina cappella di San Liberale all'imbocco della Val Zemola. Si segue l'asfalto per poche decine di metri e lasciando a dx la strada principale, si imbocca una deviazione verso alcune case. Si passa tra queste e subito si trova a dx una bella mulattiera che scende con comode svolte fino alla strada asfaltata. Poche decine di metri e superando il guard rail si prende una bel sentiero a sx che ci porta in pochi minuti alla frazione Val da Pont e alla statale nei pressi della cappella di San Romedio. Superato il ponte e l' impressionante forra sottostante, si segue la statale per circa 300 metri fino a trovare il segnavia che ci porta con una breve salita alla frazione di San Martino. Qui non ci sono altri segnavia (forse cancellati o tolti durante le varie ristrutturazioni di case). Si deve salire per bella mulattiera a sx fino alla casa più alta del paese a ridosso del monte Porgeit. La casa, abbandonata e circondata da cumuli di materiali vari, è ben visibile. Si passa davanti e si trova un sentiero a tratti poco evidente che si alza nel bosco di noccioli. Attenzione a non deviare a sx per le varie tracce che scendono dal monte, ma mantenere sempre la dirzione diritta. Dopo circa 15' si trovano i segnavia Cai e qualche ometto. SI sale a lungo costeggiando il monte fino a quota mt 965 dove si trova una vecchia fornace. Ora inizia la discesa ripida inizialmente, poi più dolce che ci porta fino a Pra de Tegn nei pressi dell' agriturismo. Qui troviamo finalmente i cartelli segnavia mancanti in tutto il percorso.

altre annotazioni:
Il sentiero permette di passare attraverso i borghi e le frazione più recondite di questa zona delle Dolomiti Friulane.
L'architettura del paese di Casso, con le sue case a torre e le coperture di lastre di roccia, è completamente diversa da quella di ERto a soli 2 km di distanza.
Le varie frazioni come Val da Pont che ora hanno solo case ristrutturate o ridotte in ruderi, erano abitate da quasi 140 persone nel secolo scorso.