Abbinata a Punta Udine
Semimiracolo personale, dopo un’estate da incubo per motivi di salute (fermo da maggio) non pensavo di riuscire a ritornare sui monti quest’estate e dopo un brevisimi allenamento al Genevris e Villano della scorsa domenica (a breve anche le altre relazioni), eccoci qua:
note tecniche: saliti dal v17-v14 “sentiero della cascata” che permette di buona lena di arrivare brevemente al Giacoletti (ottimo per la salita, molto panoramico e suggestivo). Colouir del porco egregiamente attrezzato sul lato sx idrografico permette di mettersi più al riparo dell’orrido colatoio centrale (come era un tempo…) le placche più ostiche rocciose hanno comodissimi gradini metallici ed infinite possibilità di assicurazione in caso di neve e ghiaccio residuo, o per meno esperti, ecc. occhio però il pietrisco presente, casco anche se a volte lo so è fastidioso… è molto consigliato. Oggi siamo stati fortunati c’era veramente poca gente sulle varie normali e non è cascato quasi nulla. Dal colle per la punta Venezia si può seguire subito il filo (qualche ometto) con bei tratti di arrampicata, ma occchio alla prima parte che adduce sopra l’imbuto del coluoir dove c’è un’infinita di pietrisco e basta un nonnulla per farlo piombare sul tratto attrezzato sottostante, poi la roccia diventa solida… oppure si procede un po’ sul versante francese e si reperisce una bella traccia dapprima poco evidente poi sempre più definita che porta a congiungersi con il tratto delle rocce poco prima del bivacco. Molto personalmente considero il passaggio seppur brevissimo per la croce di vetta per niente banale scriverei un II+ bello abbondante… avvertibile soprattutto in discesa (accetto critiche… e correzioni): soprattutto per un escursionista anche esperto, in salita se lo si studia bene non da problemi, in discesa uno spezzone di corda aiuta molto grazie anche allo spit in loco: difatto in discesa ci siamo aiutati con uno spezzone portato apposta. Al contrario l’esposizione del pasaggio tuttavia, a mio avviso, non è particolarmente degna di nota.
Punta Udine:
parte iniziale immancabile pietraia in cui ben presto si reperisce traccia di pietrisco e terra e poi roccette divertenti senza percorso obbligato; nessuna esposizione. Discesa del porco prestare particolare cautela all’imbocco a causa del pietrisco (pericolo scariche)
Discesa dal rifugio con piccolo anello (consigliato) per il colouir del porco inferiore addomesticato da un ottimo sentiero, lo si imbocca spalle al rifugio e Punta Venezia subito sulla sx( ottimamente segnato), si incontra a metà il bivio per il sentiero del postino, ma ovviamente lo si tralascia e si prosegue fino in fondo al canalone, occhio solo che se facesse molto freddo (per es. ottobre, gelate fuori stagione, ecc.) poiché si attraversano molto rii e tratti umidi e la probabile presenza di ghiaccio potrebbe essere problematica data l’esposizione in pieno nord; comunque ottima via per la discesa ed è anche la più diretta per il rifugio.
Ottima escursione molto completa e remunerativa (pascoli, laghi, morene pietraie canali, ferratina, facile arrampicata, paesaggio notevole), non banale, e panoramicissima; come sempre i satelliti del Viso non tradiscono mai, giornata meteo spaziale, vento in quota, ma non eccessivo.
un saluto a chi incontrato su entrambe le vette e il gulliveriano “totodante” immortalato con amici sulla Venezia (p.s se vuoi la foto a maggior risoluzione te la mando per email).
Purtroppo a fine gita mi sono stirato per bene un muscolo della gamba…, della serie le sfighe non finiscono mai… ma va benissimo così, oggi per è stata una grande giornata per questo itinerario da quattro stelle, ma dopo questo lungo e difficile periodo valevano cinque.