- Accesso stradale
- Abbiamo parcheggiato presso l’hotel Vieux Moulin, ma c’è anche un piccolo parcheggio seguendo per 1300 metri la stradina che parte davanti all’hotel, indicazioni Velan e Valsorey.
Gita dal discreto sviluppo in un vallone bello e selvaggio. Il sentiero è sempre evidente e segnalato da bolli bianchi e rossi e da indicazioni dove serve. Un paio di cartelli con precisione svizzera in quattro lingue avvertono di probabili cadute massi e suggeriscono di fare attenzione e chiamare il 144 in caso di necessità. Ignorato il pericolo con italica nonchalance, ci siamo diretti verso il rifugio attraversando alcune mandrie di bovini, sotto lo sguardo severo di alcuni tori per fortuna mansueti, e superando il torrente con due ponti e un guado (non difficoltoso), siamo giunti prima al bivio per il rifugio Valsorey e poi a una lapide in memoria delle vittime di una valanga del 1971. Qui comincia l’ultima ascesa che con alcuni tornanti permette di superare 400 metri di dislivello e giungere infine al rifugio, chiuso quest’estate per lavori di restauro. Nel complesso una bella gita, una stella in meno per il meteo non magnifico e per i numerosi recinti elettrificati che abbiamo dovuto attraversare. Con Sarah e i due cani Drop e Leon.