Vecchia (Denti della) – Via Comici

Vecchia (Denti della) – Via Comici
La gita
giechk
5 27/06/2026
Accesso stradale
da rosedo

Partiamo con l’idea di andare verso la val Bedretto per rinfrescarci, ma ancora prima di Bellinzona la fedele Kangoo decide di fare le bizze sparando 3 spie che ci intimano di fermarci. Questo ci costringe a fare un detour nella vivace Rivera che si rivela più piacevole del previsto con un’ottima sosta al bar city del benzinaio e poi dal meccanico Enzo che in quattro e quattrotto capisce cosa non va con la macchina e la rimette in sesto.
Purtroppo a questo punto si è fatto tardi e pensando a dei piani B veniamo attirati da questa via con un nome difficile da ignorare.
Alcune precisazioni: una volta arrivati a Rosedo si incontra un bivio con una strada che va a sinistra/verso l’alto e una che va a destra/verso il basso; seguire quella di sinistra fino al suo termine dove si trova la vendita di formaggi, ma poi continuare anche sulla sterrata per qualche centinaio di metri dove sono presenti degli spiazzi.
Per l’avvicinamento seguire fedelmente quello qui riportato fino alla località Cioascio, da qui non andare verso il Pairolo, ma puntare verso la capanna degli Scoiattoli e poi seguire i sentieri che più o meno logicamente portano verso il passo dello Streccione. L’attacco della via si trova appena passata la cappelletta con la madonna andando sulla destra e infilandosi in un canale erboso che porta a degli spit e poi a una sosta dietro l’angolo, alla base dell’evidente canale erboso del primo tiro.
Detto ciò quando siamo arrivati qui eravamo stanchi, sudati e anche un pochino sconcertati dal luogo, ma presto ci saremmo ripresi.
L1 Canale erboso un po’ viscido e traverso verso destra
L2 Primi passi duretti su fessurona strapiombante ma ben ammanigliata, poi grande fessura-camino da superare con passi atletici d’altri tempi
L3 Strapiombino con belle mani, poi facile e poi obliquo a destra su bellissima roccia, con passi di movimento su fessura (tanta roba)
L4-L5 Altro inizio strapiombante (ormai sbloccati), poi diedro e facile fino a sotto lo spigolo finale molto aereo e bello che conduce sulla piccolissima vetta dove si può sostare appollaiati.
Da qui 2/3 calate: la prima verso nord fermandosi alla prima sosta che si incontra dopo una decina di metri (scomoda), oppure meglio scendere ancora più giù infilandosi nello stretto camino più vicino alla parete antistante (spit via normale) fino a stretta e incassata sella. Da qui conserva o slegati come da relazione verso destra (faccia verso la sosta) fino al sasso incastrato e all’ultima sosta di calata situata sopra una roccia nascosta dal ramo di un pino mugo.
Alla fine della via eravamo stanchi ma soddisfatti: guardandosi in torno effettivamente queste pareti sono un paesaggio inaspettato, selvaggio e con una strana verticalità che probabilmente avrà ricordato anche al buon Comici le sue amate Dolomiti. La roccia merita, così come la linea, anche se un po’ erbosa e con una discesa poco intuitiva. In ogni caso, sicuramente avremo piacere e simpatia a ripensare a come siamo capitati in questo posto e ad immaginare cosa possa aver portato anche Comici in zona Lugano a ravanare su questa parete.

Grande giornata con il team Tommi e Davi che si ripropone con successo per la seconda volta di fila.

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