Nel descrivere questa gita, il mio pensiero non può non andare a quella lontana estate del 1955, allora ero un bambino di 5 anni, quando la mia famiglia con il bestiame, salì all’Alpe Pianei per la prima volta; quanti ricordi, quanta nostalgia e quanta amarezza nel vedere lo stato di abbandono dell’alpe, la baita sfondata, i bei sentieri oggetti delle mie scorribande giornaliere, praticamente scomparsi. Il tracciato della mulattiera che sale al Rancio della Losa, è stato modificato, giunge direttamente a destinazione senza passare più dalla baita Arolei, mentre è ancora facile rintracciare la traccia del sentiero delle pecore che risale la dorsale morenica prima ed il canale successivamente per sbucare nella sella del Castlas, proprio di fronte al notevole muro in pietra a secco su cui scorreva il canale d’acqua che serviva il caseggiato. La storia dell’eremita, mi era stata raccontata, negli anni “50, dal guardaparco di quei tempi Francesco Cucciatti, in quanto al quel tempo detta costruzione la si notava vistosamente dal fondovalle in quanto svettava sulla dorsale in contro cielo. Cechin, il guardaparco, raccontava che molto tempo fa (forse nel 1600÷1700), nel castlas vi dimorava stabilmente, senza avere contatti con il mondo esterno, un eremita, una specie di frate; di lì il nome Castlas ad’l’Eremita. Poi una certa primavera, quando i pastori risalirono agli alpeggi dei dintorni , non vedendo alcun movimento, si avvicinarono al castlas e trovarono l’eremita morto e le sue volontà scritte che voleva essere tumulato sul posto e così fecero, però nessuno sa dove è stato sepolto e non vi è alcuna traccia sul posto. Tornando al concreto, debbo dire che mi è piaciuto molto scendere alla Grange Vallotta, posizionata ottimamente nel bel pianoro prativo poi discesa alla ricerca del sentiero che non c’è più, questo un pò meno bello meno male che mi ricordavo bene il passaggio per cenge che scende la bastionata rocciosa. Purtroppo sulla carta Mu Valsoana è riportato questo sentiero che parte poco più a monte della baita Pianei e giunge alla baita Vallotta; io consiglierei proprio di non usarlo, proprio perché se non si azzecca la cengia giusta sono problemi seri. Grazie a Carlo e a Franco per questa gita direi proprio di altri tempi.