Vallonet (Aiguille du) Squadrone avvoltoi

Vallonet (Aiguille du) Squadrone avvoltoi
La gita
raffalei
4 12/07/2009

Bella salita, divisa nettamente in due parti: nella prima parte la linea ricerca i punti migliori della roccia ed è piuttosto discontinua; dalla cengia in poi (tiri 6 – 11)la via “decollla” e l’arrampicata diventa molto più bella e continua. Sulla difficoltà concordo con la valutazione degli amici gulliveriani anche se i passi un po’ sovragradati, a mio parere, sono solo un paio,il 6B del nono tiro e il 6A+ dell’undicesimo (direi entrambi 6A).
Chiodatura: eccellente nella parte alta (sopra la cengia) mentre nei tiri bassi a volte è un po’ distanziata e, sopratutto per il diedro – fessura del terzo tiro, un friend medio fa moooolto comodo; abbiamo rimesso la placchetta che mancava sul secondo spit del secondo tiro che quindi adesso è a posto. La parete rimane in ombra fino oltre l’una e se c’è vento, considerata anche l’altitudine, fa freddo (noi siamo letteralmente congelati nei tiri bassi): se il meteo è buono conviene prendersela comoda.
Per la discesa, in alternativa a quella descrita, è possibile, dall’ultma sosta salire verso la vetta e andare a reperire le calate di una delle vie di destra (credo Tru de memoire), dirette e veloci fino alla base. Lo abbiamo scoperto perchè una cordata di francesi alla quale avevamo offerto di fare la prima doppia dall’utima sosta utilizzando la nostra corda già montata, ha declinato l’invito e si è diretta in alto, guardandosi bene però dal dirci che c’era un’altra possibilità di discesa (lo abbiamo scoperto un po’ dopo, vedendoli scendere…..sti francesi……)

Raffalei questa volta a metà (solo Leo, senza Raffa, a casa a rimettersi in ordine la schiena). Via fatta assieme a Paolo (Pigna) e al mitico Silvano in una giornata stupenda ma freddissima (a metà luglio!): un grazie a Silvano che non patisce niente e ha tirato fin sopra la cengia, consentendo a me e a Paolo di scaldarci la mani congelate e di goderci da primi i tiri in alto.

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